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UC3 Anatomia e fisiologia (2) - L'apparato muscolo-scheletrico

Ossa che sostengono, muscoli che muovono, articolazioni che collegano: il sistema che rende possibile ogni gesto assistenziale.

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L'apparato locomotore, composto da scheletro, muscoli e articolazioni, è il sistema che rende possibile il movimento, il mantenimento della postura e la protezione degli organi interni. Per l'OSS, che ogni giorno mobilizza, solleva e accompagna persone con limitazioni motorie, conoscerne le basi anatomiche non è un esercizio accademico ma uno strumento di sicurezza, sia per l'utente sia per l'operatore stesso.

LO SCHELETRO E LE SUE FUNZIONI

Lo scheletro umano adulto conta circa duecentosei ossa, suddivise in scheletro assile, che comprende cranio, colonna vertebrale e gabbia toracica, e scheletro appendicolare, che comprende gli arti superiori e inferiori con i relativi cingoli. Le funzioni dello scheletro sono molteplici: sostegno strutturale del corpo, protezione degli organi vitali come encefalo, cuore e polmoni, ancoraggio per i muscoli che permettono il movimento, riserva di calcio e fosforo mobilizzabile secondo le necessità metaboliche, e produzione delle cellule del sangue nel midollo osseo rosso.

LE ARTICOLAZIONI

Le articolazioni sono i punti di giunzione tra le ossa e si classificano secondo il grado di mobilità che consentono. Le articolazioni fisse, come le suture craniche, non permettono movimento. Le articolazioni semimobili, come quelle tra le vertebre, consentono movimenti limitati grazie a dischi cartilaginei interposti. Le articolazioni mobili, come ginocchio, anca e spalla, permettono un'ampia gamma di movimenti e sono rivestite da cartilagine articolare, lubrificate da liquido sinoviale e stabilizzate da legamenti. Sono proprio queste ultime le più soggette a usura, infiammazione e traumi nella popolazione anziana.

IL SISTEMA MUSCOLARE

I muscoli si dividono in tre tipologie. Il muscolo scheletrico, striato e volontario, è quello che permette i movimenti coscienti ed è ancorato alle ossa tramite i tendini. Il muscolo cardiaco, striato ma involontario, costituisce esclusivamente la parete del cuore. Il muscolo liscio, involontario, si trova nelle pareti degli organi interni come intestino, vasi sanguigni e vescica, e ne regola la motilità automatica. Il movimento volontario avviene per contrazione del muscolo scheletrico, che si accorcia avvicinando i due capi ossei a cui è ancorato, generando il gesto.

L'INVECCHIAMENTO DELL'APPARATO LOCOMOTORE

Con l'età lo scheletro perde progressivamente densità minerale, un processo che nelle donne dopo la menopausa si accentua per la caduta degli estrogeni, aumentando il rischio di osteoporosi e di fratture, in particolare a livello di femore, polso e vertebre. La massa muscolare tende a ridursi con l'età, un fenomeno chiamato sarcopenia, aggravato dall'inattività fisica e dall'allettamento prolungato. Le articolazioni, sottoposte a decenni di carico, sviluppano frequentemente artrosi, un processo degenerativo della cartilagine che causa dolore, rigidità e limitazione del movimento.

PERCHÉ QUESTA CONOSCENZA SERVE ALL'OSS

Conoscere la fragilità ossea dell'anziano spiega perché una mobilizzazione brusca possa causare una frattura, mentre conoscere la sarcopenia spiega perché anche pochi giorni di allettamento possano far perdere una parte significativa dell'autonomia motoria raggiunta. Sapere che le articolazioni artrosiche sono più dolorose al mattino, dopo il riposo notturno, aiuta a programmare la mobilizzazione nei momenti meno dolorosi per la persona. La conoscenza dell'anatomia scheletrica guida anche il posizionamento corretto durante i trasferimenti, individuando i punti di presa sicuri e le leve articolari da rispettare.

I PRINCIPI DI SICUREZZA NELLA MOBILIZZAZIONE

Ogni manovra di mobilizzazione va eseguita rispettando la biomeccanica sia della persona assistita sia dell'operatore. Per l'utente significa muovere gli arti secondo l'asse naturale dell'articolazione, senza torsioni forzate, e sostenere adeguatamente le zone prive di controllo muscolare volontario. Per l'operatore significa piegare le ginocchia e non la schiena nel sollevare pesi, mantenere il carico vicino al corpo, ed utilizzare ausili meccanici come sollevatori e teli ad alto scorrimento quando il peso o la non collaborazione della persona lo richiedono. La conoscenza anatomica, in questo senso, è la base tecnica su cui si fonda la prevenzione degli infortuni muscoloscheletrici, la principale causa di malattia professionale tra gli operatori socio-sanitari.

Suggerimento: leggi il testo una prima volta senza fermarti, poi rileggilo ad alta voce insieme al video quando uscirà. Ripetere ad alta voce aiuta a fissare i concetti e la terminologia tecnica.

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