Lavori in Ambienti Sospetti di Inquinamento o Confinati

Lezione 1 — Cos'è uno spazio confinato: definizione, rischi e normativa

DPR 177/2011, articolo 66 e 121 Decreto Legislativo 81 del 2008, tipologie, statistiche infortunistiche

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DEFINIZIONE DI SPAZIO CONFINATO

Uno spazio confinato, o ambiente sospetto di inquinamento o confinato, è un ambiente che presenta le seguenti caratteristiche: ha aperture di accesso limitate che rendono difficile l'ingresso e l'uscita; non è progettato per l'occupazione umana continuativa; può contenere un'atmosfera pericolosa per carenza di ossigeno, presenza di gas tossici o infiammabili; la ventilazione naturale è insufficiente a garantire un'atmosfera sicura.

Gli esempi di spazi confinati sono numerosi e si trovano in molti settori lavorativi. Nell'industria: serbatoi, cisterne, silos, reattori chimici, caldaie, forni, autoclavi, condotte, tubazioni di grande diametro. Nell'edilizia: pozzi, cunicoli, gallerie, scavi profondi, intercapedini, vasche. Nella gestione dei servizi: fognature, fosse biologiche, pozzi neri, cabine di trasformazione elettrica interrate, pozzetti di ispezione delle reti. Nell'agricoltura: silos per cereali, vasche per il mosto, fosse per il letame.

PERCHÉ GLI SPAZI CONFINATI SONO COSÌ PERICOLOSI

Gli spazi confinati sono tra gli ambienti di lavoro più pericolosi in assoluto. In Italia si verificano ogni anno diversi incidenti mortali in spazi confinati, spesso con vittime multiple perché i soccorritori improvvisati entrano nello spazio per salvare il primo collega e vengono a loro volta colpiti dall'atmosfera pericolosa.

I rischi principali sono la carenza di ossigeno. L'atmosfera terrestre contiene normalmente il 20,9 per cento di ossigeno. Al di sotto del 19,5 per cento si manifestano i primi sintomi di ipossia. Al di sotto del 16 per cento la capacità di giudizio è compromessa. Al di sotto del 12 per cento si verifica la perdita di coscienza quasi immediata. Al di sotto del 6 per cento la morte sopraggiunge in pochi minuti. La carenza di ossigeno in uno spazio confinato può essere causata dal consumo di ossigeno per processi biologici come la decomposizione di materiale organico, dalla reazione di ossidazione come la ruggine nelle cisterne metalliche, dalla sostituzione dell'ossigeno con altri gas come azoto, anidride carbonica, argonumero

La presenza di gas tossici rappresenta un altro rischio mortale. L'idrogeno solforato, H2S, è il gas più frequentemente coinvolto negli incidenti mortali in spazi confinati. Si produce dalla decomposizione di materiale organico in assenza di ossigeno, nelle fognature, nelle fosse biologiche, nei pozzi neri, negli impianti di depurazione. È riconoscibile per l'odore di uova marce a basse concentrazioni, ma a concentrazioni elevate paralizza il nervo olfattivo e non viene più percepito. A concentrazioni di 100 parti per milione causa rapidamente la perdita di coscienza e la morte. Il monossido di carbonio, CO, è un gas inodore e incolore prodotto dalla combustione incompleta, estremamente pericoloso perché non è percepibile. L'anidride carbonica, CO2, è più pesante dell'aria e si accumula sul fondo degli spazi confinati.

Il rischio di esplosione è presente quando nello spazio confinato si accumula un gas o un vapore infiammabile in concentrazione compresa tra il limite inferiore e il limite superiore di esplosività. Basta una scintilla, un urto metallico, l'accensione di una luce non antideflagrante per provocare l'esplosione.

Il rischio di caduta dall'alto o di seppellimento per il cedimento di materiali stoccati come cereali nei silos, sabbia nelle tramogge.

LA NORMATIVA

Il DPR 177 del 14 settembre 2011 disciplina la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati. Il decreto stabilisce requisiti stringenti per le imprese che eseguono lavori in questi ambienti.

L'impresa deve essere in regola con gli obblighi in materia di valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria e formazione, e con gli obblighi contributivi e assicurativi. Deve avere personale, in percentuale non inferiore al 30 per cento, con esperienza almeno triennale in attività in ambienti confinati. Tutti i lavoratori devono aver ricevuto una specifica formazione e un addestramento specifico, con verifica di apprendimento e aggiornamento.

L'articolo 66 del Decreto Legislativo 81 del 2008 vieta l'accesso dei lavoratori in pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie e in generale in ambienti o recipienti in cui possano essersi accumulati gas deleteri, se non dopo che sia stata previamente accertata l'assenza di pericolo per la vita e l'integrità fisica dei lavoratori.

L'articolo 121 disciplina la presenza di gas negli scavi: quando si eseguono lavori entro pozzi, fogne, cunicoli, camini e simili, e in generale in ambienti o recipienti in cui sia possibile il rilascio di gas deleteri, i lavoratori devono essere assistiti dall'esterno e dotati di DPI e di dispositivi di recupero.

Nella pratica, i requisiti operativi per lavorare in spazi confinati comprendono il permesso di lavoro specifico prima di ogni accesso; il monitoraggio strumentale dell'atmosfera con rilevatori multigas prima dell'accesso e durante tutto il periodo di permanenza; la ventilazione forzata dello spazio confinato prima dell'accesso e durante i lavori; la presenza obbligatoria di una squadra di soccorso all'esterno con attrezzature di soccorso pronte all'uso; la disponibilità di DPI specifici come autorespiratori, imbracature con dispositivo di recupero, rilevatori portatili; le comunicazioni costanti tra l'interno e l'esterno.

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