Lavori in Ambienti Sospetti di Inquinamento o Confinati

Lezione 2 — Procedure operative e soccorso in spazi confinati

Permesso di lavoro, monitoraggio atmosferico, ventilazione, DPI, piano soccorso

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IL PERMESSO DI LAVORO

Prima di accedere a qualsiasi spazio confinato è obbligatorio il rilascio di un permesso di lavoro scritto. Il permesso è un documento formale che autorizza l'accesso dopo aver verificato che tutte le condizioni di sicurezza sono soddisfatte. Il permesso deve indicare la localizzazione dello spazio confinato e la descrizione del lavoro da eseguire, i risultati del monitoraggio atmosferico prima dell'accesso, le misure di prevenzione adottate come la ventilazione e l'isolamento delle fonti di pericolo, i DPI da utilizzare, i nomi e il numero dei lavoratori autorizzati ad accedere, il nome del supervisore responsabile, il nome del guardiano che sorveglia dall'esterno, la durata massima dell'accesso, i numeri di emergenza, la firma del responsabile che autorizza l'accesso.

Il permesso deve essere esposto all'ingresso dello spazio confinato per tutta la durata dei lavori. Alla fine dei lavori il permesso deve essere annullato e archiviato.

IL MONITORAGGIO ATMOSFERICO

Prima dell'accesso a uno spazio confinato, l'atmosfera deve essere monitorata con strumenti specifici, i rilevatori multigas. I parametri da monitorare sono la concentrazione di ossigeno che deve essere compresa tra 19,5 e 23,5 per cento; la presenza di gas tossici come idrogeno solforato e monossido di carbonio che devono essere al di sotto dei valori limite di esposizione; la presenza di gas o vapori infiammabili che deve essere al di sotto del 10 per cento del limite inferiore di esplosività.

Il monitoraggio deve essere effettuato dall'esterno, calando il rilevatore nello spazio confinato con una fune prima dell'accesso di qualsiasi persona. Il monitoraggio deve essere effettuato a diversi livelli perché i gas hanno densità diverse: il monossido di carbonio e il metano sono più leggeri dell'aria e tendono ad accumularsi in alto, l'anidride carbonica e l'idrogeno solforato sono più pesanti e tendono ad accumularsi in basso.

Il monitoraggio deve continuare per tutta la durata della permanenza nello spazio confinato, perché le condizioni atmosferiche possono cambiare durante il lavoro.

Se i risultati del monitoraggio non sono soddisfacenti, nessuno deve entrare nello spazio confinato. Si deve procedere alla ventilazione forzata e ripetere il monitoraggio. Se nonostante la ventilazione l'atmosfera resta pericolosa, l'accesso è consentito solo con autorespiratori a circuito aperto.

LA VENTILAZIONE

La ventilazione forzata dello spazio confinato è una misura fondamentale. Deve essere avviata prima dell'accesso e mantenuta per tutta la durata dei lavori. L'aria fresca deve essere insufflata da un ventilatore posizionato all'esterno, collegato allo spazio confinato con una tubazione flessibile. L'aria viziata deve poter uscire dall'apertura di accesso o da un'altra apertura.

È fondamentale che la presa d'aria del ventilatore sia posizionata in una zona con aria pulita, lontana da scarichi di motori, da depositi di sostanze chimiche, da zone dove possano accumularsi gas.

I DPI PER GLI SPAZI CONFINATI

I DPI specifici per il lavoro in spazi confinati comprendono l'imbracatura di sicurezza con attacco dorsale e sternale, collegata a un dispositivo di recupero come un treppiede con argano che consente di estrarre il lavoratore dallo spazio confinato in caso di emergenza senza che i soccorritori debbano entrare. Il rilevatore multigas portatile che il lavoratore deve indossare per tutta la durata della permanenza, con allarmi acustici e visivi che si attivano quando i parametri atmosferici superano le soglie di sicurezza. L'autorespiratore isolante a circuito aperto quando l'atmosfera è pericolosa o potrebbe diventarlo. Il casco di protezione. L'illuminazione antideflagrante quando è presente il rischio di atmosfere esplosive.

IL GUARDIANO

Durante qualsiasi lavoro in uno spazio confinato, deve essere sempre presente almeno una persona all'esterno, il guardiano, che sorveglia costantemente i lavoratori all'interno, mantiene le comunicazioni con loro, è pronto ad attivare la procedura di soccorso in caso di emergenza. Il guardiano non deve mai abbandonare la propria postazione per nessun motivo. Non deve mai entrare nello spazio confinato per soccorrere un collega in difficoltà: questa è la causa principale delle vittime multiple negli incidenti in spazi confinati. Il guardiano deve attivare il dispositivo di recupero dall'esterno e chiamare immediatamente i soccorsi specializzati.

IL PIANO DI SOCCORSO

Ogni lavoro in spazio confinato deve essere accompagnato da un piano di soccorso specifico che preveda le procedure da seguire in caso di malore, perdita di coscienza, incendio, esplosione o altra emergenza all'interno dello spazio confinato. I mezzi di soccorso come il treppiede con argano, la barella di recupero e gli autorespiratori devono essere posizionati all'esterno e pronti all'uso. Il personale di soccorso deve essere formato e addestrato al salvataggio in spazi confinati. I numeri di emergenza devono essere immediatamente disponibili, in particolare il 115 (Vigili del Fuoco) che dispone di squadre specializzate nel soccorso in ambienti confinati.

LA REGOLA D'ORO DEGLI SPAZI CONFINATI

La regola d'oro che ogni lavoratore deve conoscere è questa: non entrare mai in uno spazio confinato per soccorrere un collega in difficoltà se non si è formati, equipaggiati e organizzati per farlo. La storia degli infortuni in spazi confinati è piena di tragiche catene di vittime: il primo lavoratore perde coscienza, il secondo entra per aiutarlo e perde coscienza a sua volta, il terzo entra e muore anche lui. In alcuni incidenti sono morte quattro o cinque persone per questa ragione. L'istinto di soccorrere un collega in pericolo è nobilissimo, ma entrare in uno spazio confinato senza protezione è un suicidio che non salva nessuno e moltiplica le vittime.

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