Rischio Chimico — Valutazione e Gestione Approfondita

Rischio Chimico — Classificazione, SDS e valutazione del rischio

Regolamento CLP, pittogrammi GHS, 16 sezioni SDS, irrilevante e non irrilevante, algoritmo Movarisch

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INTRODUZIONE AL RISCHIO CHIMICO

Il rischio chimico e presente in quasi tutti gli ambienti di lavoro, non solo nell industria chimica. L ufficio ha toner, prodotti per la pulizia, colle. Il ristorante ha detergenti, disinfettanti, gas di cottura. Il cantiere ha cemento, solventi, vernici, carburanti. L ospedale ha farmaci, disinfettanti, anestetici, reagenti di laboratorio. L agricoltura ha fitofarmaci, fertilizzanti, carburanti. Ogni lavoratore, in qualsiasi settore, e potenzialmente esposto ad agenti chimici pericolosi.

Il Titolo IX, Capo I del Decreto Legislativo 81 del 2008, articoli da 221 a 232, disciplina la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici utilizzati durante il lavoro o comunque presenti sul luogo di lavoro. Per agente chimico si intende ogni elemento o composto chimico, sia da solo sia in miscela, allo stato naturale o ottenuto, utilizzato o smaltito mediante qualsiasi attivita lavorativa, sia esso prodotto intenzionalmente o no e sia esso commercializzato o no.

IL REGOLAMENTO CLP — CLASSIFICAZIONE ED ETICHETTATURA

Il Regolamento CE 1272 del 2008, noto come Regolamento CLP, ha introdotto il sistema GHS, Globally Harmonized System, per la classificazione e l etichettatura delle sostanze chimiche pericolose. Ogni sostanza o miscela pericolosa deve essere classificata in base alle sue proprieta intrinseche e deve essere etichettata con le informazioni necessarie per un uso sicuro.

L etichetta deve riportare il nome del prodotto e l identificazione del fornitore, i pittogrammi di pericolo che sono simboli a forma di rombo con bordo rosso e fondo bianco, le avvertenze che possono essere PERICOLO per le categorie piu gravi o ATTENZIONE per le categorie meno gravi, le indicazioni di pericolo chiamate frasi H dall inglese Hazard, e i consigli di prudenza chiamati frasi P dall inglese Precautionary.

I nove pittogrammi GHS coprono tutte le categorie di pericolo. Il pittogramma con la fiamma indica sostanze infiammabili: liquidi con punto di infiammabilita basso, gas infiammabili, aerosol infiammabili, solidi infiammabili, sostanze autoreattive. Il pittogramma con la fiamma sopra un cerchio indica sostanze comburenti che possono provocare o aggravare un incendio. Il pittogramma con la bombola indica gas sotto pressione con rischio di esplosione per riscaldamento. Il pittogramma con l esplosione indica sostanze e miscele esplosive o autoreattive. Il pittogramma con la goccia su superficie e mano indica sostanze corrosive che provocano gravi ustioni cutanee e lesioni oculari gravi.

Il pittogramma con il teschio e le tibie incrociate indica tossicita acuta elevata: sostanze che possono essere letali o molto tossiche per ingestione, contatto cutaneo o inalazione anche in piccole quantita. Il pittogramma con il punto esclamativo indica pericoli meno gravi: irritazione cutanea e oculare, sensibilizzazione cutanea, tossicita acuta moderata, narcosi. Il pittogramma con il busto umano e la stella, chiamato anche pericolo per la salute, indica pericoli gravi a lungo termine: cancerogenicita, mutagenicita, tossicita per la riproduzione, sensibilizzazione respiratoria, tossicita per organi bersaglio, pericolo in caso di aspirazione. Il pittogramma con l albero e il pesce indica pericolo per l ambiente acquatico.

LA SCHEDA DATI DI SICUREZZA — LE 16 SEZIONI

La Scheda Dati di Sicurezza, SDS, e il documento fondamentale per la gestione del rischio chimico. Il Regolamento REACH, Regolamento CE 1907 del 2006, stabilisce che il fornitore deve fornire la SDS al destinatario della sostanza o della miscela pericolosa. La SDS deve essere in lingua italiana per i prodotti utilizzati in Italia.

La SDS e composta da 16 sezioni obbligatorie. La sezione 1 contiene l identificazione della sostanza o della miscela e della societa produttrice o distributrice, con il nome commerciale, il numero CAS per le sostanze pure, i dati del fornitore e il numero telefonico di emergenza. La sezione 2 contiene l identificazione dei pericoli con la classificazione CLP, gli elementi dell etichetta, i pittogrammi, le frasi H e P, e altri pericoli non classificati. La sezione 3 contiene la composizione e le informazioni sugli ingredienti, con le percentuali delle sostanze pericolose presenti nella miscela.

La sezione 4 contiene le misure di primo soccorso per inalazione, contatto cutaneo, contatto oculare e ingestione. Questa sezione e fondamentale per i lavoratori e per gli addetti al primo soccorso e deve essere immediatamente consultabile in caso di incidente. La sezione 5 contiene le misure antincendio con i mezzi di estinzione idonei e quelli da non utilizzare. La sezione 6 contiene le misure in caso di rilascio accidentale, cioe le procedure da seguire in caso di sversamento.

La sezione 7 contiene le precauzioni per la manipolazione sicura e le condizioni per lo stoccaggio, comprese le incompatibilita con altre sostanze. La sezione 8, una delle piu importanti per la valutazione del rischio, contiene i parametri di controllo come i valori limite di esposizione professionale e le misure di protezione individuale, specificando i DPI da utilizzare con le relative caratteristiche tecniche.

La sezione 9 contiene le proprieta fisiche e chimiche come l aspetto, l odore, il pH, il punto di fusione, il punto di ebollizione, il punto di infiammabilita, i limiti di esplosivita, la pressione di vapore, la densita. La sezione 10 contiene le informazioni sulla stabilita e la reattivita, cioe le condizioni da evitare come calore, urti e le sostanze incompatibili. La sezione 11 contiene le informazioni tossicologiche con gli effetti sulla salute per le diverse vie di esposizione. La sezione 12 contiene le informazioni ecologiche. La sezione 13 contiene le considerazioni sullo smaltimento. La sezione 14 contiene le informazioni sul trasporto secondo le normative ADR per il trasporto su strada. La sezione 15 contiene le informazioni sulla regolamentazione applicabile. La sezione 16 contiene altre informazioni utili.

Il lavoratore deve conoscere almeno le sezioni 2, 4, 7 e 8 dei prodotti che utilizza quotidianamente. Le SDS devono essere disponibili e facilmente consultabili sul luogo di lavoro.

LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO

L articolo 223 impone al datore di lavoro di determinare preliminarmente l eventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro e di valutare i rischi per la sicurezza e la salute derivanti dalla presenza di tali agenti. La valutazione deve determinare se il rischio e irrilevante per la salute e basso per la sicurezza oppure non irrilevante.

Se il rischio risulta irrilevante per la salute e basso per la sicurezza, il datore di lavoro deve comunque adottare le misure generali di prevenzione previste dall articolo 224, ma non e tenuto ad adottare le misure specifiche previste dagli articoli 225, 226 e 229 come la sorveglianza sanitaria specifica e le misurazioni ambientali. Se il rischio risulta non irrilevante, si applicano tutte le misure del Capo I compresa la sorveglianza sanitaria obbligatoria.

Per la valutazione si possono utilizzare algoritmi come il modello Movarisch, sviluppato dalle Regioni Emilia Romagna, Toscana e Lombardia, che stima il rischio sulla base della pericolosita intrinseca della sostanza, desunta dalle frasi H, e del livello di esposizione, stimato in base alle quantita utilizzate, alla frequenza d uso, alla durata dell esposizione, alle modalita d uso e alle misure di prevenzione adottate. L algoritmo produce un indice numerico che colloca il rischio nella fascia irrilevante o non irrilevante.

I VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE PROFESSIONALE

I VLEP sono le concentrazioni massime di agenti chimici nell aria dell ambiente di lavoro al di sotto delle quali la maggior parte dei lavoratori puo essere esposta ripetutamente senza effetti avversi sulla salute. Sono stabiliti dall Allegato XXXVIII del decreto e dalle direttive europee.

Per ogni sostanza possono essere definiti il valore limite per 8 ore, indicato come TWA dall inglese Time Weighted Average, che rappresenta la concentrazione media ponderata nel tempo su un turno di 8 ore, e il valore limite per breve termine, indicato come STEL dall inglese Short Term Exposure Limit, che rappresenta la concentrazione media su un periodo di 15 minuti e che non deve essere superato in nessun momento della giornata lavorativa. Alcune sostanze hanno anche un valore tetto, indicato come Ceiling, che non deve mai essere superato nemmeno istantaneamente.

Le misurazioni ambientali sono effettuate con campionatori personali indossati dai lavoratori durante il turno di lavoro. Il campionatore aspira l aria nella zona respiratoria del lavoratore attraverso un filtro o un tubo adsorbente che trattiene le sostanze presenti. Il campione viene poi analizzato in laboratorio per determinare la concentrazione della sostanza. I risultati sono confrontati con i VLEP per verificare se l esposizione e accettabile.

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