Rischio Chimico — Valutazione e Gestione Approfondita

Rischio Chimico — Misure di prevenzione, DPI, emergenze e stoccaggio

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LA GERARCHIA DELLE MISURE DI PREVENZIONE

L articolo 225 del Decreto Legislativo 81 del 2008 stabilisce una gerarchia rigorosa delle misure di prevenzione che il datore di lavoro deve seguire nell ordine indicato.

La prima misura e la sostituzione: il datore di lavoro deve evitare o ridurre l utilizzazione di un agente chimico pericoloso sostituendolo con un agente o un processo che non e pericoloso o lo e meno. Per esempio, sostituire un solvente clorurato con un solvente a base acquosa, sostituire una vernice a solvente con una vernice all acqua, sostituire la sabbiatura che produce polvere di silice con la granigliatura con materiali non silicei. La sostituzione deve essere valutata non solo dal punto di vista della pericolosita chimica ma anche dal punto di vista della sicurezza complessiva: non ha senso sostituire un solvente tossico con uno meno tossico ma altamente infiammabile se il rischio incendio diventa inaccettabile.

La seconda misura e la progettazione di appropriati processi lavorativi e controlli tecnici, nonche l uso di attrezzature e materiali adeguati. Questo comprende la lavorazione in ciclo chiuso quando tecnicamente possibile, cioe in un sistema completamente sigillato in cui il lavoratore non viene mai a contatto con la sostanza. L aspirazione localizzata alla fonte di emissione, cioe cappe aspiranti, bracci di aspirazione, sistemi di captazione posizionati nel punto in cui si generano i vapori, le polveri o i fumi, prima che si disperdano nell ambiente. La ventilazione generale dei locali come misura integrativa dell aspirazione localizzata. L automazione dei processi per ridurre l esposizione diretta del lavoratore.

La terza misura comprende le misure organizzative e procedurali. La riduzione al minimo del numero dei lavoratori esposti. La riduzione al minimo della durata e dell intensita dell esposizione. La definizione di procedure operative scritte che i lavoratori devono seguire durante la manipolazione delle sostanze pericolose. La formazione specifica dei lavoratori sulle proprieta delle sostanze, sui rischi, sulle procedure e sull uso dei DPI.

La quarta misura, da adottare solo quando le precedenti non sono sufficienti, e la fornitura e l uso dei dispositivi di protezione individuale.

I DPI PER IL RISCHIO CHIMICO

La scelta dei DPI per il rischio chimico richiede competenza tecnica perche non tutti i DPI proteggono da tutte le sostanze. Un guanto che protegge dai solventi potrebbe non proteggere dagli acidi e viceversa.

I guanti di protezione chimica devono essere conformi alla norma EN 374 che valuta la resistenza alla permeazione, cioe il tempo che la sostanza impiega ad attraversare il materiale del guanto, e alla penetrazione, cioe il passaggio attraverso difetti del materiale. I materiali piu comuni sono il nitrile che offre buona resistenza a molti solventi, oli, grassi e ad alcuni acidi, il lattice naturale che offre buona elasticita e sensibilita tattile ma scarsa resistenza ai solventi e puo causare allergie, il neoprene che offre buona resistenza ad acidi, basi e molti solventi, il PVC che offre buona resistenza ad acidi e basi ma scarsa ai solventi, il butile che offre eccellente resistenza ai gas e ai vapori organici, il Viton che offre eccellente resistenza ai solventi aromatici e clorurati.

La SDS nella sezione 8 indica il tipo di guanto raccomandato per quella specifica sostanza. E fondamentale seguire questa indicazione e non utilizzare guanti generici. I guanti devono essere sostituiti regolarmente perche la permeazione e un processo continuo e il guanto perde la capacita protettiva nel tempo.

Le maschere e i filtranti facciali per il rischio chimico si distinguono in base al tipo di filtro. I filtri di tipo A proteggono dai vapori organici con punto di ebollizione superiore a 65 gradi, di colore marrone. I filtri di tipo B proteggono dai gas e vapori inorganici escluso il monossido di carbonio, di colore grigio. I filtri di tipo E proteggono dall anidride solforosa e da altri gas acidi, di colore giallo. I filtri di tipo K proteggono dall ammoniaca e dalle ammine, di colore verde. I filtri di tipo P proteggono dalle particelle solide e liquide, di colore bianco. I filtri combinati come ABEK P offrono protezione multipla.

La scelta tra facciale filtrante usa e getta e semimaschera o maschera piena con filtri intercambiabili dipende dalla concentrazione dell agente chimico, dalla durata dell esposizione e dalla necessita di proteggere anche gli occhi. Per le sostanze che irritano gli occhi o che possono essere assorbite attraverso la congiuntiva, e necessaria la maschera piena che copre tutto il viso.

Gli occhiali a mascherina proteggono da schizzi di liquidi chimici. La visiera facciale protegge tutto il viso. Il camice o la tuta di protezione chimica proteggono il corpo da schizzi e contaminazione. Le scarpe o gli stivali di sicurezza resistenti ai prodotti chimici proteggono i piedi.

LA SORVEGLIANZA SANITARIA

Quando il rischio chimico e classificato come non irrilevante per la salute, la sorveglianza sanitaria e obbligatoria ai sensi dell articolo 229. Il medico competente definisce il protocollo sanitario sulla base degli agenti chimici a cui il lavoratore e esposto. Il protocollo puo comprendere il monitoraggio biologico, cioe la misurazione della concentrazione dell agente chimico o dei suoi metaboliti nei liquidi biologici del lavoratore come sangue e urine. Il monitoraggio biologico consente di valutare l esposizione effettiva del lavoratore tenendo conto di tutte le vie di assorbimento, non solo l inalazione ma anche il contatto cutaneo e l ingestione accidentale.

I valori di riferimento per il monitoraggio biologico sono i BEI, Biological Exposure Indices, dell ACGIH o i valori limite biologici dell Allegato XXXIX del decreto. Il superamento dei valori di riferimento indica un esposizione eccessiva che richiede l adozione di misure correttive.

LA GESTIONE DELLE EMERGENZE CHIMICHE

In caso di sversamento di sostanze chimiche pericolose, la procedura da seguire dipende dalla natura, dalla quantita e dalla pericolosita della sostanza. Il primo passo e sempre consultare la SDS per conoscere le proprieta della sostanza e le misure specifiche da adottare.

Per sversamenti di piccola entita di sostanze non volatili e non altamente tossiche: indossare i DPI indicati nella SDS, confinare lo sversamento con materiale assorbente specifico come vermiculite, sabbia, kit commerciali, raccogliere il materiale contaminato in contenitori etichettati per lo smaltimento come rifiuto speciale pericoloso, pulire la zona con il detergente appropriato.

Per sversamenti di sostanze volatili, tossiche o in quantita significative: evacuare immediatamente l area contaminata, impedire l accesso a chiunque non sia dotato dei DPI adeguati, ventilare l area se possibile in sicurezza, chiamare i Vigili del Fuoco al numero 115, non tentare operazioni di pulizia senza le attrezzature e la formazione adeguate.

LO STOCCAGGIO E LE INCOMPATIBILITA

Lo stoccaggio delle sostanze chimiche pericolose deve seguire regole precise per prevenire incidenti. Le sostanze devono essere conservate nei contenitori originali con l etichetta integra e leggibile. Le sostanze incompatibili devono essere separate fisicamente perche la loro mescolanza, anche accidentale per caduta o rottura di un contenitore, puo provocare reazioni pericolose.

Le principali incompatibilita chimiche che il lavoratore deve conoscere sono le seguenti. Gli acidi forti come l acido solforico, l acido cloridrico e l acido nitrico non devono mai essere conservati insieme alle basi forti come la soda caustica e la potassa caustica. I comburenti come i perossidi, i permanganati e i perclorati non devono essere conservati con sostanze infiammabili. I prodotti a base di cloro come la candeggina non devono essere mescolati con prodotti acidi perche la reazione produce cloro gassoso tossico. L ammoniaca non deve essere mescolata con la candeggina perche la reazione produce clorammine tossiche. L acido nitrico non deve essere conservato con sostanze organiche perche puo provocare reazioni violente.

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