Rischio Rumore — Titolo VIII Capo II

Rischio Rumore — Fisica del suono, valutazione e effetti sulla salute

Decibel, frequenza, fonometro, dosimetro, tre soglie, ipoacusia, acufene, effetti extrauditivi

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COS E IL RUMORE

Il rumore e un suono indesiderato che puo arrecare disturbo o danno alla salute. Dal punto di vista fisico il suono e un onda di pressione che si propaga nell aria a una velocita di circa 340 metri al secondo. Le due grandezze fondamentali del suono sono la frequenza, misurata in Hertz, che determina se il suono e grave o acuto, e l intensita, misurata in decibel, che determina quanto il suono e forte.

L orecchio umano percepisce suoni con frequenza compresa tra 20 e 20.000 Hertz. Le frequenze piu importanti per la comunicazione verbale sono comprese tra 500 e 4.000 Hertz. L ipoacusia da rumore colpisce inizialmente le frequenze intorno ai 4.000 Hertz, poi si estende progressivamente alle frequenze vicine.

LA SCALA DEI DECIBEL

Il decibel e un unita di misura logaritmica, non lineare. Questo significa che un aumento di 3 decibel corrisponde al raddoppio dell energia sonora e un aumento di 10 decibel corrisponde a un suono percepito come il doppio piu forte. La scala logaritmica rende il decibel controintuitivo: la differenza tra 80 e 90 decibel sembra piccola nei numeri ma in realta 90 decibel ha dieci volte piu energia di 80 decibel.

Per dare punti di riferimento concreti: il fruscio delle foglie e circa 20 decibel. Una biblioteca silenziosa e circa 40 decibel. Una conversazione normale a un metro di distanza e circa 60 decibel. Il traffico stradale intenso e circa 80 decibel. Un tosaerba e circa 90 decibel. Una motosega e circa 100 decibel. Un martello pneumatico e circa 110 decibel. Un aereo al decollo a 100 metri e circa 130 decibel, che corrisponde alla soglia del dolore. Un colpo di arma da fuoco puo superare i 140 decibel.

Un concetto fondamentale per il rischio lavorativo e che il danno dipende sia dal livello di rumore sia dalla durata dell esposizione. L esposizione a 85 decibel per 8 ore produce lo stesso rischio di danno dell esposizione a 88 decibel per 4 ore o a 91 decibel per 2 ore. Ogni aumento di 3 decibel dimezza il tempo di esposizione sicuro.

LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO RUMORE

Il Titolo VIII Capo II del Decreto Legislativo 81 del 2008 impone al datore di lavoro di valutare il rischio rumore. La valutazione puo essere effettuata con misurazioni strumentali o, in casi semplici, con stime basate sulle informazioni del fabbricante delle attrezzature e sulle banche dati disponibili.

Le misurazioni sono effettuate con il fonometro integratore, uno strumento che misura il livello sonoro continuo equivalente ponderato A nell arco della giornata lavorativa. La ponderazione A e un filtro che simula la risposta dell orecchio umano, attenuando le basse frequenze e le altissime frequenze. Il risultato e espresso come livello di esposizione giornaliera al rumore, indicato con il simbolo LEX 8h, normalizzato a una giornata di 8 ore.

Il dosimetro personale e un piccolo fonometro indossato dal lavoratore per tutto il turno che misura la dose di rumore accumulata. E particolarmente utile quando il livello di rumore varia durante la giornata.

Oltre al livello continuo equivalente, si misura anche la pressione acustica di picco, indicata con il simbolo ppeak, che rappresenta il valore massimo istantaneo della pressione sonora. E importante per i rumori impulsivi come colpi di martello, spari, esplosioni, che possono causare danni anche con singole esposizioni brevi.

LE TRE SOGLIE DEL DECRETO

Il decreto definisce tre soglie fondamentali con obblighi crescenti.

Il valore inferiore di azione e fissato a 80 decibel ponderati A di esposizione giornaliera e a 135 decibel ponderati C di pressione acustica di picco. Al superamento di questa soglia il datore di lavoro deve mettere a disposizione dei lavoratori i DPI uditivi senza obbligo di utilizzo, deve offrire la sorveglianza sanitaria su richiesta del lavoratore o del medico competente, deve informare e formare i lavoratori sui rischi del rumore.

Il valore superiore di azione e fissato a 85 decibel ponderati A di esposizione giornaliera e a 137 decibel ponderati C di pressione acustica di picco. Al superamento di questa soglia i DPI uditivi diventano obbligatori e i lavoratori devono utilizzarli, la sorveglianza sanitaria e obbligatoria con cadenza almeno annuale, le zone di lavoro devono essere segnalate con il cartello di obbligo di protezione dell udito e delimitate con accesso limitato, il datore deve elaborare e applicare un programma di misure tecniche e organizzative per ridurre l esposizione.

Il valore limite di esposizione e fissato a 87 decibel ponderati A e a 140 decibel ponderati C tenendo conto dell attenuazione dei DPI uditivi. Questo valore non deve mai essere superato. Se viene superato il datore deve adottare misure immediate per riportare l esposizione al di sotto del limite.

EFFETTI DEL RUMORE SULLA SALUTE

L ipoacusia professionale e la perdita permanente e irreversibile della capacita uditiva causata dall esposizione prolungata al rumore. Il danno colpisce le cellule ciliate dell organo del Corti nella coclea dell orecchio interno. Queste cellule sono i sensori che trasformano le vibrazioni sonore in impulsi nervosi: una volta danneggiate non si rigenerano.

L ipoacusia da rumore ha caratteristiche tipiche. Inizia dalle frequenze acute intorno ai 4.000 Hertz, poi si estende alle frequenze vicine. E bilaterale e simmetrica. E progressiva: peggiora con il continuare dell esposizione. E irreversibile: non esistono cure mediche o chirurgiche. Il lavoratore spesso non se ne accorge nelle fasi iniziali perche le frequenze della conversazione sono le ultime ad essere colpite. Quando comincia a non sentire bene le parole dei colleghi il danno e gia avanzato.

L acufene e la percezione di un suono che non esiste nella realta esterna: un fischio, un ronzio, un sibilo continuo nell orecchio. Puo essere temporaneo dopo un esposizione acuta o permanente. L acufene cronico e una condizione invalidante che causa disturbi del sonno, difficolta di concentrazione, ansia, depressione.

Gli effetti extrauditivi del rumore comprendono l aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca con aumento del rischio cardiovascolare a lungo termine. I disturbi del sonno anche quando il rumore non e presente durante la notte perche lo stress cronico altera i ritmi del sonno. L aumento dello stress con elevazione del cortisolo e dell adrenalina. La riduzione della concentrazione e delle prestazioni cognitive con aumento degli errori e degli infortuni. I disturbi gastrointestinali per l attivazione cronica del sistema nervoso simpatico. I disturbi della comunicazione verbale che possono causare isolamento sociale nel luogo di lavoro.

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