IL CODICE CIVILE — ARTICOLO 2087
Il Codice Civile del 1942 contiene l articolo 2087, una norma straordinariamente moderna che ancora oggi è il pilastro della tutela della sicurezza sul lavoro. L articolo stabilisce che l imprenditore è tenuto ad adottare nell esercizio dell impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.
Questa norma ha tre caratteristiche fondamentali. È una norma aperta: non elenca le misure da adottare ma impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie, rinviando alla particolarità del lavoro, all esperienza e alla tecnica. È una norma dinamica: le misure devono essere aggiornate secondo l evoluzione della tecnica. Ciò che era sufficiente vent anni fa potrebbe non esserlo più oggi. È una norma di chiusura: copre anche i rischi non specificamente previsti da altre norme. Se una legge speciale non prevede una determinata misura di protezione ma l esperienza e la tecnica la rendono necessaria, l articolo 2087 impone comunque al datore di adottarla.
I DECRETI DEGLI ANNI CINQUANTA
Negli anni Cinquanta furono emanati tre decreti fondamentali che per quasi cinquant anni hanno costituito la normativa principale sulla sicurezza del lavoro in Italia.
Il DPR numero 547 del 27 aprile 1955 conteneva le norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Disciplinava la sicurezza delle macchine, degli impianti elettrici, degli apparecchi a pressione, degli impianti di sollevamento, dei mezzi di trasporto, delle costruzioni, degli scavi. Era una normativa molto dettagliata e prescrittiva.
Il DPR numero 303 del 19 marzo 1956 conteneva le norme generali per l igiene del lavoro. Disciplinava le condizioni degli ambienti di lavoro: aerazione, illuminazione, temperatura, umidità, rumore, polveri, sostanze tossiche, servizi igienici, spogliatoi, mense.
Il DPR numero 164 del 7 gennaio 1956 conteneva le norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni. Disciplinava i ponteggi, le impalcature, le scale, gli scavi, le demolizioni, i lavori in sotterraneo.
LO STATUTO DEI LAVORATORI — 1970
La legge numero 300 del 20 maggio 1970, nota come Statuto dei Lavoratori, rappresentò una conquista storica per i diritti dei lavoratori. L articolo 9 stabilì il diritto dei lavoratori, mediante loro rappresentanze, di controllare l applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l elaborazione e l attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.
Questo articolo introdusse per la prima volta il principio della partecipazione dei lavoratori alla gestione della sicurezza, anticipando il modello partecipativo che sarebbe stato poi sviluppato dalle direttive europee e dal Decreto Legislativo 626 del 1994.
LA RIFORMA SANITARIA — 1978
La legge numero 833 del 23 dicembre 1978 istituì il Servizio Sanitario Nazionale e attribuì alle Unità Sanitarie Locali le competenze in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, sottraendole all Ispettorato del Lavoro. Da quel momento la vigilanza sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è stata affidata principalmente alle ASL.
IL DECRETO LEGISLATIVO 626 DEL 1994
Il Decreto Legislativo numero 626 del 19 settembre 1994 rappresentò una rivoluzione nella concezione della sicurezza sul lavoro in Italia. Recepì otto direttive europee, in particolare la Direttiva Quadro 89 del 391 della CEE, e introdusse un modello completamente nuovo basato su tre pilastri.
Primo pilastro: la valutazione dei rischi. Per la prima volta il datore di lavoro era obbligato a valutare tutti i rischi presenti nel luogo di lavoro e a documentare la valutazione. Non bastava più rispettare le norme tecniche specifiche: bisognava individuare i rischi e adottare misure adeguate.
Secondo pilastro: il modello partecipativo. Il decreto istituì il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, il Servizio di Prevenzione e Protezione, il medico competente, la riunione periodica. La sicurezza diventava un processo condiviso, non un adempimento unilaterale del datore.
Terzo pilastro: la formazione e l informazione. Per la prima volta la formazione dei lavoratori in materia di sicurezza diventava un obbligo specifico del datore di lavoro.
IL DECRETO LEGISLATIVO 81 DEL 2008 — IL TESTO UNICO
Il Decreto Legislativo numero 81 del 9 aprile 2008 ha abrogato e sostituito tutta la normativa precedente, dal DPR 547 del 1955 al Decreto Legislativo 626 del 1994, raccogliendo in un unico testo organico la disciplina della salute e della sicurezza sul lavoro. Con 306 articoli e 51 allegati, il Testo Unico è la fonte principale e più completa della materia.
Le novità principali del Testo Unico rispetto al 626 comprendono l estensione del campo di applicazione a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla tipologia contrattuale. Il rafforzamento del sistema sanzionatorio. L introduzione del modello di organizzazione e gestione come esimente dalla responsabilità dell ente. La semplificazione degli adempimenti per le piccole imprese. Il coordinamento con la normativa ambientale e con la normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti.