IL SISTEMA ANTICADUTA
I DPI anticaduta appartengono alla III categoria, cioè proteggono da rischi che possono causare la morte o danni irreversibili alla salute. Per questo motivo richiedono una formazione specifica e un addestramento pratico documentato, come previsto dall'articolo 77 del Decreto Legislativo 81 del 2008.
Il sistema anticaduta non è un singolo dispositivo ma un insieme di componenti che devono essere compatibili tra loro e che lavorano insieme per arrestare la caduta del lavoratore in sicurezza. I tre componenti fondamentali sono l'imbracatura per il corpo, il dispositivo di collegamento e il punto di ancoraggio.
L'IMBRACATURA
L'imbracatura per il corpo, conforme alla norma UNI EN 361, è il dispositivo che avvolge il corpo del lavoratore e che, in caso di caduta, distribuisce le forze di arresto su ampie superfici del corpo per evitare lesioni. L'imbracatura deve avere almeno un punto di attacco dorsale, posizionato tra le scapole, per l'arresto delle cadute. Può avere anche punti di attacco sternali e punti di attacco laterali per il posizionamento sul lavoro.
L'imbracatura deve essere indossata correttamente: le cinghie delle spalle devono passare sopra le spalle senza stringere il collo; le cinghie delle cosce devono passare sotto i glutei e essere regolate in modo da poter inserire il palmo della mano tra la cinghia e la coscia; le cinghie del torace devono essere regolate per mantenere l'imbracatura aderente al corpo senza comprimere il torace. Un'imbracatura troppo larga non protegge perché in caso di caduta il corpo scivola all'interno; un'imbracatura troppo stretta limita i movimenti e causa disagio.
Prima di ogni utilizzo l'operatore deve ispezionare visivamente l'imbracatura verificando l'integrità delle cinghie, assenza di tagli, abrasioni, bruciature, l'integrità delle cuciture, il funzionamento delle fibbie di regolazione e chiusura, l'integrità degli anelli di attaccomma L'imbracatura deve essere sostituita dopo una caduta, anche se non presenta danni visibili, perché le sollecitazioni subite durante l'arresto possono aver compromesso l'integrità strutturale.
IL DISPOSITIVO DI COLLEGAMENTO
Il dispositivo di collegamento connette l'imbracatura al punto di ancoraggio. Esistono diverse tipologie.
Il cordino con assorbitore di energia, conforme alla norma UNI EN 355, è il dispositivo più comune. Il cordino ha una lunghezza di 1,5 o 2 metri. L'assorbitore di energia è un elemento che si deforma progressivamente durante l'arresto della caduta, dissipando l'energia cinetica e riducendo la forza d'arresto trasmessa al corpo del lavoratore a un valore non superiore a 6 kilonewtonumero Senza l'assorbitore, la forza d'arresto potrebbe raggiungere valori letali. L'assorbitore si presenta come un pacchetto di nastro cucito a zig-zag che si scuce progressivamente durante la caduta, allungandosi fino a circa 1,75 metri.
Il dispositivo anticaduta retrattile, conforme alla norma UNI EN 360, è un dispositivo con fune o nastro avvolgibile su un tamburo a molla. La fune si svolge e si riavvolge automaticamente seguendo i movimenti del lavoratore. In caso di caduta, un meccanismo centrifugo blocca lo svolgimento della fune in pochi centimetri, arrestando la caduta quasi immediatamente. Il vantaggio del dispositivo retrattile è che la distanza di caduta è molto ridotta rispetto al cordino con assorbitore.
Il dispositivo anticaduta su linea di ancoraggio, conforme alla UNI EN 353, è un dispositivo che scorre lungo una linea di ancoraggio rigida come una rotaia o flessibile come una fune d'acciaio e che si blocca automaticamente in caso di caduta. Consente al lavoratore di muoversi lungo la linea senza doversi sganciare e riagganciare.
IL PUNTO DI ANCORAGGIO
Il punto di ancoraggio, conforme alla norma UNI EN 795, è l'elemento strutturale al quale si collega il sistema anticaduta. Deve avere una resistenza adeguata, generalmente non inferiore a 10 kilonewton per gli ancoraggi strutturali, e deve essere posizionato preferibilmente al di sopra del lavoratore per minimizzare la distanza di caduta.
I punti di ancoraggio possono essere fissi come anelli, piastre, golfari installati permanentemente sulla struttura. Possono essere portatili come fasce, fettucce, treppiedi da posizionare temporaneamente. Possono essere linee vita, cioè linee di ancoraggio permanenti installate su coperture, facciate, strutture, che consentono al lavoratore di muoversi lungo un percorso restando sempre collegato.
IL TIRANTE D'ARIA
Il tirante d'aria è lo spazio libero necessario sotto il lavoratore perché il sistema anticaduta possa arrestare la caduta senza che il lavoratore urti il suolo o un ostacolo sottostante. Il calcolo del tirante d'aria deve considerare la lunghezza del cordino più l'allungamento dell'assorbitore di energia circa 1,75 metri, più la statura del lavoratore, più un margine di sicurezza di almeno 1 metro.
Per un cordino di 2 metri con assorbitore: tirante d'aria minimo uguale a 2 metri di cordino più 1,75 metri di allungamento assorbitore più 2 metri di statura più 1 metro di margine uguale 6,75 metri. Questo significa che se l'altezza disponibile sotto il lavoratore è inferiore a 6,75 metri, il sistema con cordino e assorbitore non è adeguato e occorre utilizzare un dispositivo retrattile che richiede un tirante d'aria molto inferiore.
LA SOSPENSIONE INERTE
La sospensione inerte è una situazione di emergenza in cui il lavoratore, dopo una caduta arrestata dal sistema anticaduta, rimane sospeso nell'imbracatura senza riuscire a raggiungere un piano di appoggio e senza essere cosciente o in grado di muoversi. La sospensione prolungata nell'imbracatura è estremamente pericolosa perché le cinghie delle cosce comprimono i vasi sanguigni delle gambe impedendo il ritorno venoso al cuore. Questo può causare la sindrome da sospensione inerte che, se non trattata, può portare alla morte entro 15-30 minuti.
Per questo motivo ogni lavoro in quota con DPI anticaduta deve prevedere un piano di recupero del lavoratore caduto e rimasto sospeso. Il piano deve stabilire le procedure e i mezzi per raggiungere e recuperare il lavoratore nel minor tempo possibile. I mezzi possono essere scale, PLE, sistemi di calata, dispositivi di autosoccorso. Il piano deve essere conosciuto da tutti i lavoratori e deve essere esercitato periodicamente.