Formazione Preposto (8 ore)

Lezione 3 — Valutazione dei rischi e near miss

Il preposto nella valutazione quotidiana: riconoscere i pericoli e i quasi-infortuni

Lezione 3 di 6 9 min 922 parole
Video lezione

IL PREPOSTO E LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

Il preposto non è il soggetto che redige il DVR — quello è compito del datore di lavoro con la collaborazione del RSPP e del medico competente. Tuttavia il preposto ha un ruolo fondamentale nella valutazione quotidiana e dinamica dei rischi, perché è l'unico che vede costantemente cosa succede realmente sul campo.

La valutazione dei rischi contenuta nel DVR è un documento statico, scritto in un determinato momento. Ma le condizioni di lavoro cambiano continuamente: le attrezzature si usurano, i materiali variano, le condizioni ambientali mutano, arrivano lavoratori nuovi, si modificano le procedure. Il preposto è gli occhi e le orecchie del sistema di prevenzione: deve cogliere i cambiamenti, riconoscere i nuovi pericoli e segnalarli perché il DVR venga aggiornato.

COME IL PREPOSTO VALUTA I RISCHI QUOTIDIANAMENTE

Il preposto deve sviluppare l'abitudine di effettuare una valutazione visiva e mentale dei rischi prima di ogni attività lavorativa e durante il suo svolgimento. Questa valutazione si articola in alcune domande fondamentali.

Prima domanda: l'ambiente di lavoro è sicuro? Ci sono ostacoli sui percorsi? Il pavimento è scivoloso? L'illuminazione è adeguata? La ventilazione è sufficiente? Ci sono cavi volanti o prese danneggiate? Le vie di fuga sono sgombre?

Seconda domanda: le attrezzature sono in buone condizioni? I dispositivi di sicurezza delle macchine funzionano? I carter sono al loro posto? Le scale sono integre e stabili? I ponteggi sono completi di parapetti e tavole fermapiede? Gli estintori sono al loro posto e nel periodo di validità?

Terza domanda: i lavoratori operano in modo sicuro? Indossano i DPI correttamente? Seguono le procedure? Sono formati per l'attività che stanno svolgendo? Ci sono lavoratori che mostrano segni di stanchezza, malessere, distrazione?

Quarta domanda: ci sono interferenze con altre lavorazioni? Se più squadre lavorano nello stesso ambiente, le loro attività possono creare rischi reciproci? Per esempio, una squadra che salda sopra una squadra che lavora con solventi infiammabili.

I NEAR MISS — I QUASI-INFORTUNI

I near miss, o quasi-infortuni, o mancati infortuni, sono eventi che avrebbero potuto causare un infortunio ma che, per circostanze fortuite, non lo hanno causato. Un oggetto che cade da un'impalcatura e sfiora un lavoratore senza colpirlo. Un lavoratore che scivola su un pavimento bagnato ma riesce a riprendersi senza cadere. Una macchina che si blocca improvvisamente ma il lavoratore riesce a togliere la mano in tempo.

I near miss sono estremamente importanti per la prevenzione perché rappresentano un segnale di allarme: indicano che esiste un pericolo che, prima o poi, causerà un infortunio reale. La differenza tra un near miss e un infortunio è spesso solo una questione di centimetri o di millisecondi.

Secondo la piramide di Heinrich, per ogni infortunio grave si verificano circa 29 infortuni lievi e circa 300 quasi-infortuni. Questo significa che ogni infortunio grave è preceduto da centinaia di segnali di allarme che, se colti e gestiti, avrebbero potuto evitarlo.

IL RUOLO DEL PREPOSTO NELLA GESTIONE DEI NEAR MISS

Il preposto è nella posizione ideale per rilevare i near miss perché è presente sul campo. Il suo compito è raccogliere le segnalazioni dei lavoratori, osservare direttamente le situazioni a rischio e documentarle.

Ogni near miss deve essere segnalato e analizzato. Il preposto deve compilare un rapporto che descriva cosa è successo, quando, dove, chi era coinvolto, quali sono state le cause e quali azioni correttive sono necessarie. Questo rapporto deve essere trasmesso al datore di lavoro e al RSPP perché possano aggiornare la valutazione dei rischi e adottare le misure di prevenzione appropriate.

È fondamentale che il preposto crei un ambiente in cui i lavoratori si sentano liberi di segnalare i near miss senza timore di essere puniti o ridicolizzati. La segnalazione dei near miss non è una debolezza ma un atto di responsabilità che può salvare vite.

LA GESTIONE DEI CAMBIAMENTI

Il preposto deve prestare particolare attenzione ai cambiamenti, perché sono i momenti in cui il rischio di infortunio aumenta. I cambiamenti possono riguardare il personale (lavoratori nuovi, lavoratori interinali, lavoratori che cambiano mansione), le attrezzature (macchine nuove, sostituzioni di componenti, modifiche agli impianti), i materiali (nuovi prodotti chimici, nuove materie prime), l'organizzazione del lavoro (nuovi turni, nuove procedure, aumento dei ritmi), l'ambiente (lavori di ristrutturazione, condizioni meteo estreme, interventi di manutenzione).

In presenza di cambiamenti, il preposto deve effettuare una valutazione specifica dei nuovi rischi introdotti, informare i lavoratori, verificare che abbiano ricevuto la formazione necessaria e che le procedure siano state aggiornate.

LA COMUNICAZIONE DEL PREPOSTO

Una competenza fondamentale del preposto è la comunicazione efficace. Il preposto deve essere in grado di trasmettere istruzioni chiare e comprensibili, di motivare i lavoratori al rispetto delle regole di sicurezza, di gestire le resistenze e i conflitti, di segnalare le criticità ai superiori in modo tempestivo e preciso.

La comunicazione del preposto deve essere assertiva: ferma ma rispettosa, chiara ma non aggressiva. Il preposto deve spiegare il perché delle regole, non limitarsi a imporle. Un lavoratore che comprende i motivi di una prescrizione è più propenso a rispettarla rispetto a uno che la percepisce come un'imposizione arbitraria.

Il preposto deve anche essere un buon ascoltatore: deve raccogliere le osservazioni dei lavoratori, che spesso conoscono i rischi della propria attività meglio di chiunque altro, e trasmetterle ai livelli superiori.

Il preposto deve dare l'esempio: non può chiedere ai lavoratori di indossare i DPI se lui stesso non li indossa. Non può chiedere il rispetto delle procedure se lui stesso le viola. La credibilità del preposto si costruisce con la coerenza tra ciò che dice e ciò che fa.

Tutte le lezioni del corso