IL CONTROLLO QUOTIDIANO DEI DPI
Una delle responsabilità principali del preposto è verificare che i lavoratori utilizzino correttamente i dispositivi di protezione individuale. Non basta controllare che i DPI siano stati consegnati: il preposto deve verificare che vengano indossati, che siano indossati correttamente, che siano integri e funzionanti, e che siano adeguati al rischio specificomma
I problemi più frequenti che il preposto deve affrontare sono i seguenti. Il lavoratore che non indossa il DPI: per fretta, per comodità, per abitudine, per sottovalutazione del rischio. Il preposto deve intervenire ogni volta, senza eccezioni. La tolleranza verso la mancata utilizzazione dei DPI è una delle cause principali di infortunio e di responsabilità penale del preposto.
Il lavoratore che indossa il DPI in modo scorretto: il casco non allacciato, le cuffie antirumore abbassate al collo, i guanti di taglia sbagliata, l'imbracatura con le cinghie lente, la maschera senza filtro adeguato. Il DPI indossato male è come se non fosse indossato.
Il DPI deteriorato o scaduto: caschi con crepe, guanti forati, scarpe con suola consumata, filtri delle maschere scaduti, imbracature con cuciture sfilacciate. Il preposto deve verificare lo stato di conservazione dei DPI e segnalare al datore di lavoro la necessità di sostituzione.
Il DPI non adeguato al rischio: guanti in cotone per manipolare sostanze chimiche che richiederebbero guanti in nitrile; maschera FFP1 in presenza di polveri di silice che richiederebbero una FFP3; occhiali a stanghetta per operazioni con rischio di proiezione di schegge che richiederebbero occhiali a mascherina.
IL CONTROLLO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO
Il preposto deve verificare prima di ogni turno lavorativo che le attrezzature siano in condizioni di sicurezza. Il controllo visivo deve riguardare in particolare i seguenti aspetti.
Le protezioni delle macchine: i carter, gli schermi, le barriere devono essere al loro posto e correttamente fissati. Il preposto deve verificare che nessuno li abbia rimossi o manomessi. Se una protezione è stata tolta per un intervento di manutenzione, il preposto deve assicurarsi che sia stata rimontata prima della ripresa del lavoro.
I dispositivi di sicurezza: i pulsanti di emergenza, i microinterruttori di sicurezza, i sensori devono funzionare correttamente. Il preposto deve verificare periodicamente il loro funzionamento.
Le scale e i ponteggi: stabilità, integrità degli elementi, presenza dei parapetti, tavole fermapiede, ancoraggi. In cantiere questo controllo è particolarmente criticomma
Gli impianti elettrici: cavi integri, prese in buone condizioni, quadri chiusi, differenziali funzionanti. Il preposto non deve intervenire sugli impianti ma deve segnalare qualsiasi anomalia.
Gli estintori e le attrezzature di emergenza: posizione, accessibilità, cartellino di manutenzione in corso di validità.
Le vie di fuga e le uscite di emergenza: sgombere, illuminate, segnalate, porte funzionanti.
I mezzi di sollevamento e trasporto: funi, catene, ganci, forche dei carrelli, pneumatici, freni, segnalatori acustici e visivi.
COME GESTIRE IL RIFIUTO DEL LAVORATORE
Una situazione che il preposto deve saper gestire è il rifiuto del lavoratore di rispettare le prescrizioni di sicurezza. Il rifiuto può essere esplicito, quando il lavoratore dichiara apertamente di non voler indossare i DPI o di non voler seguire le procedure, oppure implicito, quando il lavoratore dice di sì ma poi fa di testa sua appena il preposto si allontana.
La procedura corretta per il preposto è la seguente. Al primo episodio: intervento verbale, spiegazione del rischio e della prescrizione, indicazione del comportamento corretto. Al secondo episodio: intervento più formale, richiamo scritto se previsto dalle procedure aziendali, documentazione dell'accaduto. Al terzo episodio o in caso di persistenza: interruzione dell'attività del lavoratore e segnalazione al datore di lavoro o al dirigente, come previsto dall'articolo 19 modificato dalla legge 215 del 2021.
Il preposto non deve mai usare la violenza, l'intimidazione o l'umiliazione pubblica. Deve essere fermo ma rispettoso. L'obiettivo non è punire il lavoratore ma proteggere la sua sicurezza e quella dei colleghi.