Addetto Antincendio – Livello 1 (4 ore)

L'incendio: principi della combustione

Il triangolo del fuoco, le classi di incendio e le sostanze estinguenti

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IL FENOMENO DELLA COMBUSTIONE

La combustione è una reazione chimica di ossidazione sufficientemente rapida da produrre calore e generalmente accompagnata da fiamma. Per comprendere come prevenire e combattere gli incendi è necessario conoscere i tre elementi che rendono possibile la combustione, rappresentati dal cosiddetto triangolo del fuocomma

Il primo lato del triangolo è il combustibile, cioè qualsiasi sostanza in grado di bruciare. I combustibili possono essere solidi come legno, carta, tessuti, plastica, gomma; liquidi come benzina, gasolio, alcol, solventi, vernici, oli minerali; oppure gassosi come metano, GPL, acetilene, idrogeno, propano. Ogni combustibile ha una temperatura di accensione, che è la temperatura minima alla quale prende fuoco spontaneamente in presenza di ossigeno, e un punto di infiammabilità, che è la temperatura minima alla quale i vapori emessi formano con l'aria una miscela in grado di accendersi in presenza di una fonte di innescomma

Il secondo lato del triangolo è il comburente, cioè la sostanza che permette e alimenta la combustione. Il comburente più comune è l'ossigeno presente nell'aria in concentrazione di circa il ventuno per cento. Alcuni materiali contengono ossigeno sufficiente nella propria struttura chimica per bruciare anche in assenza di aria esterna.

Il terzo lato del triangolo è il calore, ovvero l'energia necessaria per innescare la combustione. Le sorgenti di innesco possono essere fiamme libere come saldature, fornelli, fiammiferi e sigarette; scintille elettriche da cortocircuiti, interruttori difettosi e prese danneggiate; scintille meccaniche da attrito o urti tra metalli; superfici calde come motori, tubi di scarico e lampade alogene; reazioni chimiche esotermiche; scariche atmosferiche; mozziconi di sigaretta.

La combustione può avvenire solo quando tutti e tre gli elementi sono contemporaneamente presenti e in condizioni adeguate. Per spegnere un incendio è sufficiente eliminare almeno uno dei tre lati del triangolo: sottrarre il combustibile, eliminare il comburente mediante soffocamento, oppure abbassare la temperatura mediante raffreddamento.

I PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE

La combustione produce sostanze che rappresentano un grave pericolo per la vita umana, spesso più della fiamma stessa. I principali prodotti della combustione sono i gas tossici, il fumo, il calore e le fiamme.

I gas tossici sono la causa principale di morte negli incendi. L'ossido di carbonio, detto anche monossido di carbonio, è un gas inodore, incolore e insapore, estremamente pericoloso perché si lega all'emoglobina del sangue con un'affinità duecento volte superiore a quella dell'ossigeno, impedendo il trasporto di ossigeno ai tessuti. Una concentrazione di appena l'uno per cento nell'aria è mortale in pochi minuti. L'anidride carbonica in alte concentrazioni provoca asfissia. L'acido cianidrico, prodotto dalla combustione di materiali sintetici come nylon, poliuretano e lana, è estremamente tossicomma Il fosgene è prodotto dalla combustione di materiali contenenti cloro come il PVC.

Il fumo riduce la visibilità, spesso a zero, rendendo impossibile l'orientamento e la fuga. Il fumo è composto da particelle microscopiche sospese nell'aria e irrita le vie respiratorie e gli occhi. Le persone sorprese dal fumo tendono a perdere l'orientamento e il panicomma

Il calore provoca ustioni, colpo di calore e disidratazione. L'aria calda inalata può ustionare le vie respiratorie causando edema polmonare.

LE CLASSI DI FUOCO

Gli incendi sono classificati in base alla natura del combustibile coinvolto. Questa classificazione è fondamentale per scegliere il mezzo di estinzione corretto.

Classe A: fuochi di materiali solidi che producono braci, come legno, carta, tessuti, gomma e alcune materie plastiche. Il mezzo di estinzione principale è l'acqua, che agisce per raffreddamento. Efficaci anche la schiuma e la polvere chimica ABC.

Classe B: fuochi di liquidi infiammabili o di solidi liquefattibili, come benzina, gasolio, alcol, solventi, paraffina, cera. L'acqua a getto pieno non deve essere usata perché potrebbe spargere il liquido infiammabile propagando l'incendio. Si utilizzano schiuma, polvere chimica ABC, anidride carbonica.

Classe C: fuochi di gas infiammabili come metano, GPL, acetilene, idrogeno. Prima di spegnere un fuoco di gas è fondamentale chiudere la valvola di alimentazione, altrimenti il gas continuerà a fuoriuscire creando il rischio di esplosione. Si utilizzano polvere chimica e anidride carbonica.

Classe D: fuochi di metalli combustibili come magnesio, alluminio in polvere, sodio, potassio, titanio. Richiedono agenti estinguenti speciali. Non si deve mai usare acqua, che reagisce violentemente con alcuni metalli producendo idrogeno esplosivo.

Classe F: fuochi di oli e grassi vegetali o animali utilizzati in apparecchi di cottura. Non si deve mai usare acqua, che provoca un'esplosione di vapore e proietta grasso bollente. Si utilizzano agenti chimici specifici o coperte antincendio.

Per i fuochi di origine elettrica non esiste una classe specifica ma occorrono precauzioni particolari: non usare acqua o schiuma su apparecchiature sotto tensione per il rischio di elettrocuzione. Si utilizzano CO2 o polvere chimica, preferibilmente dopo aver tolto tensione all'impianto.

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