Addetto Antincendio – Livello 1 (4 ore)

Lezione 6 — Le cause di incendio e le buone pratiche quotidiane

Cause elettriche, mozziconi, manutenzione, comportamenti sicuri, registro controlli

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LE STATISTICHE DEGLI INCENDI

In Italia si verificano ogni anno decine di migliaia di incendi in edifici, con centinaia di vittime e migliaia di feriti. La conoscenza delle cause più frequenti è il primo strumento di prevenzione, perché la grande maggioranza degli incendi è causata da fattori evitabili con semplici accorgimenti comportamentali.

Le cause elettriche rappresentano circa il trenta per cento di tutti gli incendi sul luogo di lavoro. I cortocircuiti sono causati dal deterioramento dell'isolamento dei cavi, da cavi schiacciati o piegati, da infiltrazioni di acqua. I sovraccarichi si verificano quando si collegano troppe apparecchiature alla stessa presa o ciabatta elettrica, superando la portata del circuito. I contatti allentati nei morsetti delle prese, degli interruttori e dei quadri producono archi elettrici che generano calore sufficiente ad innescare l'incendio dei materiali circostanti. Le apparecchiature difettose con componenti interni surriscaldati possono incendiare il proprio involucro o i materiali circostanti.

I mozziconi di sigaretta sono ancora una causa frequente di incendio. Un mozzicone acceso raggiunge temperature di 300-400 gradi e può incendiare carta, tessuti, rifiuti, materiali isolanti, vegetazione. Il divieto di fumo deve essere rispettato rigorosamente in tutte le aree dove sono presenti materiali combustibili.

Le operazioni a caldo come la saldatura, il taglio con fiamma ossidrica, la smerigliatura e qualsiasi lavorazione che produca fiamme, scintille o superfici incandescenti sono fonte di innesco quando eseguite in prossimità di materiali combustibili. Queste operazioni richiedono sempre un permesso di lavoro a caldo, la rimozione o la protezione dei materiali combustibili nel raggio di almeno dieci metri, la disponibilità di un estintore a portata di mano, la sorveglianza della zona per almeno trenta minuti dopo il termine dell'operazione.

Lo stoccaggio improprio di sostanze infiammabili è causa di incendi gravi. Solventi, vernici, diluenti, alcol, oli, gas in bombole devono essere conservati in locali dedicati, ventilati, lontani da fonti di calore e di innesco, in quantità non superiori al fabbisogno giornaliero nei reparti di lavoro.

LE BUONE PRATICHE QUOTIDIANE

Ogni lavoratore può contribuire alla prevenzione degli incendi con semplici comportamenti quotidiani. Non sovraccaricare le prese elettriche: non collegare ciabatte in cascata e non superare la potenza massima indicata sulla ciabatta. Segnalare immediatamente cavi danneggiati, prese surriscaldate, interruttori che producono scintille, odore di bruciato o di plastica surriscaldata. Spegnere le apparecchiature elettriche al termine dell'uso e staccare la spina, soprattutto per apparecchi che generano calore come stufe, ferri da stiro, macchine del caffè.

Non ostruire mai le vie di fuga, le uscite di emergenza e l'accesso agli estintori, agli idranti e ai pulsanti di allarme. Non bloccare le porte tagliafuoco in posizione aperta. Non accumulare materiali combustibili come carta, cartone, stracci, rifiuti nei corridoi, nei vani scala, nei locali tecnici. Mantenere pulite e sgombre le aree intorno alle apparecchiature che generano calore come quadri elettrici, motori, compressori, caldaie.

Conoscere la posizione dell'estintore più vicino alla propria postazione e verificare periodicamente che sia al suo posto e che il cartellino di manutenzione sia in corso di validità. Conoscere la posizione del pulsante di allarme antincendio più vicino. Conoscere le vie di fuga e il punto di raccolta. Partecipare alle esercitazioni di evacuazione con serietà.

IL REGISTRO DEI CONTROLLI ANTINCENDIO

Il Decreto Ministeriale 02 settembre 2021 prevede che il datore di lavoro o il dirigente tenga un registro dei controlli antincendio in cui vengono annotati i controlli periodici effettuati sugli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio. Il registro deve riportare i controlli sugli estintori con cadenza semestrale, gli idranti e i naspi con cadenza semestrale, le porte tagliafuoco con cadenza semestrale, l'illuminazione di emergenza con cadenza mensile, la segnaletica di sicurezza con cadenza trimestrale, gli impianti di rivelazione e allarme con cadenza semestrale, gli impianti di spegnimento automatico con cadenza semestrale.

Per ciascun controllo deve essere indicata la data, l'esito (conforme o non conforme), le eventuali anomalie riscontrate e le azioni correttive adottate, il nominativo della persona che ha effettuato il controllo. Il registro deve essere tenuto aggiornato e deve essere esibito agli organi di vigilanza in caso di ispezione.

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