DEONTOLOGIA DEL PUBBLICO DIPENDENTE — NOZIONI PER CONCORSI
IL CODICE DI COMPORTAMENTO (DPR 62/2013)
Ogni dipendente pubblico è tenuto a rispettare il Codice di comportamento (DPR 62/2013, aggiornato dal DPR 81/2023). Il codice si applica a tutti i dipendenti della PA, inclusi i collaboratori e i consulenti.
PRINCIPI GENERALI (ART. 3)
Il dipendente pubblico deve: osservare la Costituzione e servire la Nazione con disciplina e onore (art. 54 Cost.); agire con imparzialità e buon andamento (art. 97 Cost.); rispettare i principi di integrità, correttezza, buona fede, proporzionalità, obiettività, trasparenza, equità e ragionevolezza; non usare la propria posizione per ottenere vantaggi personali; astenersi in caso di conflitto di interessi.
I DOVERI PRINCIPALI
Regali e utilità (art. 4): il dipendente NON può chiedere, sollecitare o accettare regali o utilità, salvo quelli d'uso di modico valore (non superiore a 150 euro). Questo limite si riferisce ai regali ricevuti da un singolo soggetto nel corso dell'anno. I regali ricevuti al di sopra del limite devono essere restituiti o messi a disposizione dell'amministrazione.
Conflitto di interessi (art. 6): il dipendente deve astenersi dal prendere decisioni o svolgere attività in situazioni di conflitto di interessi, anche solo potenziale.
Obbligo di astensione (art. 7): il dipendente si astiene dal partecipare a decisioni che riguardano interessi propri, del coniuge, di conviventi, di parenti o affini entro il secondo grado.
Prevenzione della corruzione (art. 8): il dipendente rispetta le misure previste dal Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione. Collabora con il RPCT (Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza).
Trasparenza e tracciabilità (art. 9): il dipendente assicura la tracciabilità dei processi decisionali. Favorisce l'accesso civico.
Comportamento nei rapporti privati (art. 10): il dipendente non sfrutta la posizione ricoperta per ottenere vantaggi personali o per familiari. Non fa promesse di agevolazioni.
Comportamento in servizio (art. 11): il dipendente utilizza il materiale e le attrezzature dell'ufficio solo per ragioni di servizio. Rispetta l'orario di lavoro. Non usa le utenze telefoniche, la posta elettronica e internet per fini personali (salvo casi di urgenza).
Uso dei social media (art. 11-ter, aggiunto dal DPR 81/2023): il dipendente utilizza i social media con responsabilità. Non pubblica contenuti che possano ledere l'immagine dell'amministrazione. Non divulga informazioni riservate apprese per ragioni d'ufficio.
LA RESPONSABILITÀ DEL DIPENDENTE PUBBLICO
Il dipendente pubblico è soggetto a quattro tipi di responsabilità:
Responsabilità disciplinare: per violazione dei doveri d'ufficio. Sanzioni: rimprovero verbale, rimprovero scritto (censura), multa, sospensione dal servizio, licenziamento disciplinare.
Responsabilità penale: per reati commessi nell'esercizio delle funzioni (es.: peculato, corruzione, concussione, abuso d'ufficio, falsità in atti, omissione di atti d'ufficio, rifiuto di atti d'ufficio).
Responsabilità civile (art. 28 Cost.): il dipendente risponde dei danni causati a terzi per dolo o colpa grave. La responsabilità si estende all'amministrazione.
Responsabilità amministrativo-contabile: per danni causati all'erario (danni erariali). Giudice competente: Corte dei Conti.
REATI CONTRO LA PA (I PIÙ CHIESTI AI CONCORSI)
Peculato (art. 314 c.p.): il pubblico ufficiale che si appropria di denaro o altra cosa mobile altrui di cui ha il possesso per ragione del suo ufficio. Pena: reclusione da 4 a 10 anni.
Corruzione per atto d'ufficio (art. 318 c.p.): il pubblico ufficiale che riceve denaro o altra utilità per l'esercizio delle sue funzioni. Pena: reclusione da 3 a 8 anni.
Corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319 c.p.): pena più grave: reclusione da 6 a 10 anni.
Concussione (art. 317 c.p.): il pubblico ufficiale che, abusando della sua posizione, costringe qualcuno a dare denaro o altra utilità. Pena: reclusione da 6 a 12 anni.
Abuso d'ufficio (art. 323 c.p.): il pubblico ufficiale che, violando norme di legge, procura intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale a sé o ad altri, o arreca un danno ingiusto. Nota: riformato nel 2020 e nel 2024 (ristretto il campo di applicazione).
Omissione di atti d'ufficio (art. 328 c.p.): il pubblico ufficiale che indebitamente rifiuta o ritarda un atto d'ufficio. Pena: reclusione da 6 mesi a 2 anni.
Rifiuto di atti d'ufficio (art. 328 c.p.): il pubblico ufficiale che rifiuta un atto che deve essere compiuto senza ritardo. Pena: reclusione da 1 a 5 anni.
IL GIURAMENTO
Il dipendente pubblico presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione (art. 54 Cost.). Le forze dell'ordine prestano giuramento solenne all'atto dell'arruolamento.