MODULO 3 — INDIVIDUAZIONE E VALUTAZIONE DEI RISCHI
LE TRE CATEGORIE DI RISCHIO
I rischi presenti negli ambienti di lavoro si suddividono tradizionalmente in tre grandi categorie che il dirigente deve conoscere e saper valutare.
I rischi per la sicurezza, detti anche rischi infortunistici, sono quelli che possono provocare un danno immediato e traumatico al lavoratore. Comprendono i rischi strutturali legati alle caratteristiche dei luoghi di lavoro come pavimenti scivolosi, scale, aperture nel suolo, spazi confinati, illuminazione inadeguata. I rischi meccanici legati all'uso di macchine e attrezzature come taglio, schiacciamento, intrappolamento, proiezione di materiali, urto. I rischi elettrici legati al contatto con parti in tensione o a guasti dell'isolamento. I rischi di incendio e di esplosione legati alla presenza di sostanze infiammabili o esplosive. I rischi di caduta dall'alto per lavori in quota. I rischi di investimento per la circolazione di veicoli e mezzi meccanici.
I rischi per la salute, detti anche rischi igienico-ambientali, sono quelli che possono provocare un danno alla salute del lavoratore per esposizione prolungata nel tempo. Comprendono i rischi da agenti chimici per esposizione a sostanze pericolose come polveri, fumi, vapori, liquidi corrosivi o tossici. I rischi da agenti fisici come rumore, vibrazioni, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, campi elettromagnetici, microclima estremo, radiazioni ottiche artificiali. I rischi da agenti biologici come batteri, virus, parassiti, muffe. I rischi ergonomici legati alla movimentazione manuale dei carichi, ai movimenti ripetitivi degli arti superiori, alle posture incongrue.
I rischi trasversali, detti anche rischi organizzativi, sono quelli legati all'organizzazione del lavoro e alle relazioni interpersonali. Comprendono lo stress lavoro-correlato, il lavoro notturno e a turni, il lavoro monotono e ripetitivo, le differenze di genere, di età e di provenienza, la formazione insufficiente, la comunicazione carente.
I RISCHI SPECIFICI PIÙ FREQUENTI
Il rischio da movimentazione manuale dei carichi è uno dei più diffusi in tutti i settori. Il Titolo VI del decreto e l'Allegato XXXIII disciplinano la valutazione e le misure di prevenzione. Il dirigente deve assicurarsi che vengano utilizzati mezzi meccanici quando possibile, che i carichi siano frazionati, che i lavoratori siano formati sulle tecniche corrette di sollevamento, che la sorveglianza sanitaria sia effettuata per i lavoratori esposti.
Il rischio da videoterminale riguarda la maggior parte dei lavoratori del settore terziario. Il dirigente deve garantire che le postazioni siano ergonomiche secondo l'Allegato XXXIV, che i lavoratori effettuino le pause previste dall'articolo 175, che la sorveglianza sanitaria sia programmata con periodicità adeguata.
Il rischio chimico è presente in molti settori, anche in quelli apparentemente sicuri come gli uffici, dove si utilizzano toner, prodotti per la pulizia, colle. Il dirigente deve verificare che le schede dati di sicurezza delle sostanze utilizzate siano disponibili e aggiornate, che i lavoratori siano informati sui rischi e sulle precauzioni, che i DPI adeguati siano forniti e utilizzati.
Il rischio rumore è uno dei rischi fisici più comuni. Il Titolo VIII, Capo II stabilisce i valori di esposizione e le misure da adottare. Il dirigente deve assicurarsi che la valutazione del rischio rumore sia aggiornata, che le misure tecniche di riduzione siano adottate, che i DPI uditivi siano forniti e utilizzati, che la sorveglianza sanitaria sia effettuata.
Lo stress lavoro-correlato, secondo le indicazioni della Commissione Consultiva del 2010, deve essere valutato con un approccio sistematico che prevede una fase preliminare obbligatoria basata su indicatori oggettivi e una fase approfondita eventuale basata sulla percezione soggettiva dei lavoratori. Il dirigente deve essere consapevole dei fattori di stress presenti nella propria area di competenza e adottare misure organizzative per ridurli.
LA GESTIONE DEGLI INFORTUNI E DEI NEAR MISS
Il dirigente deve gestire gli infortuni sul lavoro secondo una procedura strutturata. In caso di infortunio deve garantire il soccorso immediato al lavoratore infortunato; mettere in sicurezza l'area per prevenire ulteriori incidenti; preservare la scena dell'infortunio per le indagini; raccogliere le testimonianze dei presenti; effettuare la comunicazione all'INAIL entro 48 ore dalla ricezione del primo certificato medico per gli infortuni con prognosi superiore a un giorno; effettuare la denuncia all'autorità di pubblica sicurezza per gli infortuni con prognosi superiore a 30 giorni o mortali; condurre un'indagine interna per individuare le cause dell'infortunio e adottare le azioni correttive per prevenirne la ripetizione; aggiornare la valutazione dei rischi se necessario.
I near miss, o quasi-infortuni, devono essere anch'essi registrati e analizzati con la stessa attenzione degli infortuni effettivi, perché rappresentano un'opportunità preziosa per individuare i pericoli e intervenire prima che si verifichi un danno.