MODULO 4 — COMUNICAZIONE, FORMAZIONE E CONSULTAZIONE
L'INFORMAZIONE DEI LAVORATORI
L'articolo 36 del Decreto Legislativo 81 del 2008 impone al datore di lavoro di informare ciascun lavoratore sui rischi per la salute e sicurezza connessi all'attività dell'impresa, sulle procedure di emergenza, sui nominativi degli addetti alle emergenze, del RSPP e del medico competente. L'informazione deve riguardare anche i rischi specifici della mansione svolta, i pericoli delle sostanze utilizzate, le misure di prevenzione adottate.
Il dirigente deve assicurarsi che l'informazione sia effettiva e comprensibile. Non basta affiggere una circolare in bacheca: l'informazione deve raggiungere realmente ogni lavoratore, in una forma che possa comprendere. Per i lavoratori stranieri con difficoltà linguistiche, l'informazione deve essere fornita anche in lingua comprensibile o con supporti visivi.
LA FORMAZIONE DEI LAVORATORI
L'articolo 37 disciplina la formazione. Il dirigente ha un ruolo chiave nella programmazione e nell'organizzazione della formazione. Deve garantire che la formazione generale sia erogata a tutti i lavoratori al momento dell'assunzione. Deve programmare la formazione specifica in relazione ai rischi della mansione. Deve verificare che la formazione sia erogata durante l'orario di lavoro e senza oneri per i lavoratori. Deve programmare gli aggiornamenti quinquennali. Deve documentare la formazione erogata conservando gli attestati. Deve verificare che i lavoratori che cambiano mansione o che sono esposti a nuovi rischi ricevano tempestivamente la formazione integrativa necessaria.
Il dirigente deve anche gestire la formazione dei preposti, verificando che sia erogata con i contenuti e la durata previsti dall'Accordo Stato-Regioni e che l'aggiornamento biennale sia rispettato.
La formazione deve essere documentata. Per ogni attività formativa deve essere conservato il registro presenze con le firme dei partecipanti, il programma del corso con i contenuti e la durata, l'attestato di frequenza e superamento della verifica finale, i dati del docente. L'addestramento deve essere documentato con verbale specificomma
LA CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI
Il Decreto Legislativo 81 del 2008 prevede il coinvolgimento dei lavoratori nella gestione della sicurezza attraverso il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. Il dirigente deve garantire che il RLS sia consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione e programmazione delle misure di prevenzione, alla designazione degli addetti alle emergenze, all'organizzazione della formazione.
Il RLS ha diritto di accedere ai luoghi di lavoro, di ricevere copia del DVR, di essere informato sugli infortuni e le malattie professionali, di partecipare alla riunione periodica, di formulare osservazioni e proposte, di fare ricorso alle autorità competenti. Il dirigente deve favorire l'esercizio di questi diritti e non deve ostacolare o penalizzare il RLS.
LE TECNICHE DI COMUNICAZIONE EFFICACE
Il dirigente deve possedere competenze di comunicazione per svolgere efficacemente il proprio ruolo nella sicurezza. La comunicazione sulla sicurezza deve essere chiara, precisa, tempestiva. Deve raggiungere tutti i destinatari. Deve essere bidirezionale: il dirigente non deve solo trasmettere istruzioni ma anche ascoltare le osservazioni, le preoccupazioni e le proposte dei lavoratori e dei preposti.
Le riunioni di sicurezza sono uno strumento fondamentale. Oltre alla riunione periodica prevista dall'articolo 35, il dirigente può organizzare riunioni di reparto, briefing prima dell'inizio dei turni, incontri tematici su rischi specifici. Queste riunioni devono essere brevi, concrete, focalizzate su problemi reali e su soluzioni operative.
La gestione del conflitto è un'altra competenza necessaria. Il dirigente può trovarsi a gestire situazioni di conflitto tra le esigenze della produzione e quelle della sicurezza, tra le richieste dei lavoratori e le possibilità organizzative, tra le diverse imprese che operano nello stesso luogo di lavoro. Deve saper mediare cercando soluzioni che non compromettano la sicurezza.
LA LEADERSHIP NELLA SICUREZZA
Il dirigente è un modello di comportamento per i lavoratori e per i preposti. La sua credibilità sulla sicurezza si costruisce con la coerenza tra parole e azioni, con l'attenzione costante ai temi della prevenzione, con la disponibilità ad ascoltare e a intervenire, con il riconoscimento dei comportamenti virtuosi.
Un dirigente che parla di sicurezza ma che tollera le violazioni, che taglia i costi della formazione, che non partecipa alle riunioni di sicurezza, che non reagisce di fronte a situazioni pericolose, trasmette il messaggio che la sicurezza non è davvero una priorità. Al contrario, un dirigente che dedica tempo e attenzione alla sicurezza, che interviene personalmente quando rileva un pericolo, che si complimenta con i lavoratori che rispettano le regole, che investe nella formazione e nella prevenzione, costruisce una cultura della sicurezza che diventa patrimonio di tutta l'organizzazione.
RIEPILOGO DEL CORSO
Il dirigente per la sicurezza è il soggetto che traduce le politiche di prevenzione in azioni concrete. Deve conoscere il quadro normativo e le proprie responsabilità. Deve saper gestire la valutazione dei rischi, la formazione, la sorveglianza sanitaria, i DPI, le emergenze, gli appalti. Deve saper comunicare efficacemente con i lavoratori, i preposti, il RSPP, il medico competente, il RLS. Deve promuovere il miglioramento continuo. La formazione del dirigente ha una durata di 16 ore e l'aggiornamento è quinquennale con durata di 6 ore.