IL RLS COME PONTE TRA LAVORATORI E DATORE DI LAVORO
Il RLS si trova in una posizione unica nel sistema della prevenzione: è un lavoratore che rappresenta i lavoratori presso il datore di lavoro. Questa posizione richiede competenze di comunicazione e di negoziazione che vanno oltre la conoscenza tecnica della normativa.
Il RLS deve saper ascoltare i lavoratori, raccogliere le loro segnalazioni e le loro preoccupazioni, tradurle in proposte concrete e presentarle al datore di lavoro in modo efficace. Deve saper negoziare con il datore di lavoro soluzioni che migliorino le condizioni di sicurezza senza compromettere la produttività. Deve saper gestire i conflitti che inevitabilmente sorgono quando le esigenze della sicurezza si scontrano con quelle della produzione.
L'ASCOLTO DEI LAVORATORI
La prima competenza del RLS è l'ascolto attivo. I lavoratori sono la fonte primaria di informazione sulle condizioni reali di lavoro, sui rischi percepiti, sulle difficoltà nell'uso dei DPI, sull'efficacia delle procedure di sicurezza. Il RLS deve creare canali di comunicazione aperti e accessibili. Deve essere presente nei reparti, avvicinabile, disposto ad ascoltare anche le lamentele apparentemente banali perché dietro ogni lamentela può nascondersi un rischio reale.
Il RLS deve raccogliere le segnalazioni in modo sistematico, annotando chi segnala, cosa segnala, quando, dove, e deve dare un riscontro a chi ha segnalato comunicando le azioni intraprese. Un RLS che non dà seguito alle segnalazioni perde rapidamente la fiducia dei lavoratori.
LA COMUNICAZIONE CON IL DATORE DI LAVORO
La comunicazione con il datore di lavoro deve essere costruttiva e orientata alla soluzione dei problemi. Il RLS non deve porsi come un antagonista ma come un interlocutore che condivide l'obiettivo della sicurezza pur rappresentando un punto di vista diverso, quello dei lavoratori.
Le proposte del RLS devono essere concrete, documentate, argomentate. Invece di dire genericamente che la sicurezza è insufficiente è molto più efficace segnalare un problema specifico con dati e fatti, proporre una soluzione concreta, evidenziare i benefici della soluzione proposta non solo in termini di sicurezza ma anche di produttività, di riduzione dell'assenteismo, di miglioramento del clima aziendale.
Il RLS deve documentare per iscritto le proprie richieste e le risposte ricevute. La documentazione scritta è importante sia per tenere traccia delle questioni aperte sia come tutela del RLS stesso in caso di infortunio. Se il RLS ha segnalato per iscritto una situazione pericolosa e il datore di lavoro non ha provveduto, la responsabilità ricade sul datore.
LA GESTIONE DEI CONFLITTI
I conflitti tra RLS e datore di lavoro possono riguardare la valutazione dei rischi quando il RLS ritiene che un rischio sia sottovalutato, l'adeguatezza delle misure di prevenzione, la scelta dei DPI quando i lavoratori li trovano inadeguati o scomodi, i tempi di attuazione delle misure programmate, la formazione quando il RLS ritiene che sia insufficiente o inadeguata.
Il RLS deve tentare di risolvere i conflitti attraverso il dialogo interno prima di ricorrere alle autorità esterne. La sequenza corretta è la segnalazione al datore di lavoro, la discussione nella riunione periodica, la richiesta di intervento del medico competente o del RSPP quando la questione è tecnica, e solo come ultima risorsa il ricorso all'organo di vigilanza della ASL.
Il ricorso alla ASL è un diritto del RLS che non deve essere esercitato come una minaccia ma come un'estrema ratio quando tutte le vie interne sono state esaurite senza risultato. Il RLS che ricorre alla ASL è tutelato contro qualsiasi ritorsione.
IL RLS E LA FORMAZIONE DEI LAVORATORI
Il RLS deve essere consultato sull'organizzazione della formazione dei lavoratori. Può proporre temi, modalità, tempistiche. Può segnalare che determinati lavoratori non hanno ricevuto la formazione prevista o che la formazione erogata non è stata efficace. Può proporre che la formazione affronti rischi specifici segnalati dai lavoratori.
Il RLS stesso ha diritto a una formazione particolare di almeno 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda. L'aggiornamento è annuale: 4 ore per aziende da 15 a 50 lavoratori, 8 ore per aziende con oltre 50 lavoratori. La formazione del RLS è a carico del datore di lavoro e deve essere erogata durante l'orario di lavoro. Il RLS deve pretendere questa formazione perché è il presupposto per svolgere efficacemente il proprio ruolo.