Sicurezza nei Cantieri Edili (Titolo IV)

Lezione 3 — Scavi, demolizioni e rischio seppellimento

Stabilità delle pareti, armature, procedure, amianto

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RISCHI SPECIFICI IN CANTIERE — SCAVI E DEMOLIZIONI

GLI SCAVI

I lavori di scavo rappresentano una delle attività più pericolose in cantiere. Il rischio principale è il crollo delle pareti dello scavo con seppellimento dei lavoratori. Il terreno può franare improvvisamente e senza preavviso, seppellendo i lavoratori sotto tonnellate di terra. Anche un piccolo scavo può essere mortale: un metro cubo di terra pesa circa 1.500-2.000 chilogrammi, e una persona sepolta anche parzialmente può morire per asfissia nel giro di pochi minuti.

L'articolo 118 del Decreto Legislativo 81 del 2008 stabilisce che nei lavori di splateamento o sbancamento, quando il lavoro è eseguito senza l'impiego di escavatori meccanici, le pareti delle fronti di attacco devono avere un'inclinazione o un tracciato tali, in relazione alla natura del terreno, da impedire franamenti. Se il terreno non offre garanzie sufficienti di stabilità, anche in relazione alla pendenza ed alla natura del suolo, si deve provvedere all'applicazione di armature di sostegno.

Per gli scavi con profondità superiore a 1,50 metri, le pareti devono essere adeguatamente armate con palificazioni, casserature o casseri metallici, oppure lo scavo deve essere eseguito con pareti inclinate secondo l'angolo di natural declivio del terreno (l'angolo massimo che il terreno può mantenere senza franare, che varia da circa 30 gradi per la sabbia sciolta a circa 60-80 gradi per l'argilla compatta o la roccia). L'armatura deve resistere alla pressione del terreno e all'eventuale sovraccarico (materiali, attrezzature, veicoli sul bordo).

Le precauzioni generali per i lavori di scavo comprendono il divieto di accumulare materiale di risulta, attrezzature, materiali da costruzione o veicoli sul bordo dello scavo, a una distanza inferiore alla profondità dello scavo stesso. I bordi dello scavo devono essere protetti con parapetti o barriere per evitare la caduta di persone e veicoli. L'accesso allo scavo deve essere garantito da scale a pioli che sporgano di almeno un metro sopra il bordo, o da rampe sicure. L'acqua presente nello scavo deve essere pompata all'esterno per evitare l'indebolimento delle pareti. Prima dell'inizio dei lavori, le condutture sotterranee (gas, acqua, elettricità, fognature, telecomunicazioni) devono essere individuate e segnalate. Un preposto deve sorvegliare costantemente i lavoratori durante l'esecuzione degli scavi. In presenza di gas o vapori pericolosi nello scavo (possibili in prossimità di fognature, discariche, terreni contaminati), devono essere effettuati rilevamenti atmosferici e, se necessario, deve essere garantita la ventilazione forzata.

LE DEMOLIZIONI

Le demolizioni sono operazioni particolarmente rischiose per il pericolo di crolli improvvisi, cadute di materiali, esposizione a polveri e sostanze pericolose (in particolare l'amianto). L'articolo 151 del decreto stabilisce che i lavori di demolizione devono procedere con cautela e devono essere eseguiti sotto la sorveglianza di un preposto. La demolizione deve procedere dall'alto verso il basso, piano per piano, e non devono essere minate le strutture portanti prima che le strutture sovrastanti siano state rimosse. È vietato far cadere dall'alto i materiali risultanti dalla demolizione: devono essere convogliati in appositi canali o scaricati con gru o altri mezzi meccanici. La zona sottostante alla demolizione deve essere interdetta al transito e protetta con recinzioni.

Prima di iniziare una demolizione, deve essere effettuata un'accurata indagine per individuare la presenza di eventuali materiali pericolosi, in particolare l'amianto.

L'AMIANTO

L'amianto (o asbesto) è un minerale fibroso utilizzato massicciamente nell'edilizia fino al 1992 (anno in cui ne è stata vietata la produzione e l'installazione con la legge 257 del 1992) per le sue eccellenti proprietà di resistenza al calore, isolamento termico e acustico, resistenza meccanica. Si trova in coperture in eternit (cemento-amianto), coibentazioni di tubature e caldaie, pannelli isolanti, guarnizioni, pavimenti in vinil-amianto.

L'amianto è cancerogeno. L'inalazione delle fibre di amianto può causare patologie gravissime e mortali: l'asbestosi (fibrosi polmonare progressiva e irreversibile), il mesotelioma pleurico (tumore della pleura con prognosi quasi sempre fatale, che può manifestarsi anche 20-40 anni dopo l'esposizione), il carcinoma polmonare. Non esiste una soglia sicura di esposizione: anche quantità minime di fibre inalate possono causare danni.

La rimozione dell'amianto non può essere effettuata da imprese ordinarie. Deve essere eseguita esclusivamente da imprese specializzate, iscritte all'Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria 10. Prima dell'inizio dei lavori, l'impresa deve presentare il piano di lavoro alla ASL competente almeno 30 giorni prima. I lavoratori addetti devono indossare DPI specifici: tute monouso in Tyvek, maschere facciali con filtro P3, guanti, calzari. L'area di lavoro deve essere confinata e posta in depressione per evitare la dispersione di fibre nell'ambiente. I materiali rimossi devono essere confezionati in sacchi etichettati e smaltiti come rifiuti speciali pericolosi in discariche autorizzate.

Se durante lavori di demolizione o ristrutturazione si sospetta la presenza di materiali contenenti amianto, i lavori devono essere immediatamente sospesi e deve essere effettuata un'analisi da laboratorio specializzato. È vietato rompere, tagliare, forare o carteggiare materiali che si sospetta contengano amianto.

RISCHIO ELETTRICO IN CANTIERE

Il rischio elettrico in cantiere è particolarmente elevato per la presenza di impianti provvisori, condizioni ambientali sfavorevoli (umidità, polvere, intemperie), utilizzo di attrezzature portatili, vicinanza a linee elettriche aeree. L'impianto elettrico di cantiere deve essere progettato e installato da personale qualificato e deve essere conforme alla norma CEI 64-17. Deve comprendere un quadro generale e quadri di distribuzione secondari, dispositivi di protezione contro i sovraccarichi e i cortocircuiti (interruttori magnetotermici), interruttori differenziali ad alta sensibilità (30 milliampere) su tutti i circuiti, impianto di messa a terra con dispersori, conduttori di protezione e nodi equipotenziali. Le prese e gli spinotti devono essere di tipo industriale (conformi alla norma CEI EN 60309), con grado di protezione adeguato all'ambiente (almeno IP44 per uso esterno).

Quando si lavora in prossimità di linee elettriche aeree, deve essere mantenuta una distanza di sicurezza di almeno 5 metri per le linee fino a 132 kilovolt e di almeno 7 metri per le linee a tensione superiore. Se non è possibile mantenere tali distanze, la linea deve essere disattivata e messa a terra dall'ente gestore prima dell'inizio dei lavori.

RUMORE E VIBRAZIONI IN CANTIERE

In cantiere i livelli di rumore sono generalmente elevati a causa dell'uso di macchinari come martelli demolitori, escavatori, betoniere, seghe circolari, compressori. I limiti previsti dal Decreto Legislativo 81 del 2008 sono gli stessi descritti nella formazione generale: 80 decibel (valore inferiore di azione), 85 decibel (valore superiore di azione, DPI obbligatori), 87 decibel (valore limite). Le vibrazioni meccaniche trasmesse al sistema mano-braccio (uso di martelli pneumatici, smerigliatrici, trapani a percussione) e al corpo intero (conduzione di escavatori, pale meccaniche, camion su terreni sconnessi) devono essere valutate e ridotte con misure tecniche e organizzative.

MOVIMENTAZIONE MECCANICA DEI CARICHI

In cantiere sono presenti macchinari per la movimentazione meccanica dei carichi: gru a torre, gru mobili, gru su autocarro, carrelli elevatori, escavatori con benna. L'utilizzo di queste macchine richiede formazione specifica e abilitazione ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni. Le aree di manovra devono essere delimitate e segnalate. I carichi sospesi non devono transitare sopra zone dove sono presenti lavoratori. Il manovratore deve avere visibilità diretta o essere assistito da un segnalatore a terra. I dispositivi di sicurezza (limitatori di carico, finecorsa, funi di sicurezza) devono essere verificati periodicamente.

I DPI OBBLIGATORI IN CANTIERE

In tutti i cantieri edili i seguenti DPI sono obbligatori. Il casco di protezione (elmetto, conforme alla UNI EN 397): obbligatorio per tutti, sempre, protegge dalla caduta di oggetti dall'alto e da urti. Le calzature di sicurezza (conformi alla UNI EN ISO 20345, categoria S3 per cantiere): con puntale in acciaio o composito (protezione da schiacciamento), suola antiperforazione (protezione da chiodi), suola antiscivolo, resistenti all'acqua. I guanti di protezione (conformi alla UNI EN 388 per rischi meccanici): contro tagli, abrasioni, perforazioni. Gli indumenti ad alta visibilità (conformi alla UNI EN ISO 20471): obbligatori quando si lavora in prossimità di traffico veicolare o macchinari in movimento. La protezione dell'udito (tappi o cuffie): quando l'esposizione al rumore supera i 85 decibel. La protezione delle vie respiratorie (maschere filtranti FFP2 o FFP3): in presenza di polveri, particolarmente polveri di silice, cemento, legno. La protezione degli occhi (occhiali o visiere): durante operazioni di taglio, saldatura, demolizione, perforazione. L'imbracatura anticaduta (sistema completo conforme alle norme EN 361, EN 355, EN 795): per tutti i lavori in quota quando le protezioni collettive non sono disponibili.

OBBLIGHI FORMATIVI SPECIFICI PER L'EDILIZIA

Oltre alla formazione generale (4 ore) e alla formazione specifica per rischio alto (12 ore), il settore edile prevede formazione obbligatoria aggiuntiva per diverse attività e attrezzature. Per il montaggio, uso e smontaggio dei ponteggi metallici fissi: 28 ore, con aggiornamento quadriennale di 4 ore. Per l'uso dei DPI anticaduta di III categoria: corso specifico con addestramento pratico (generalmente 8 ore). Per la conduzione di gru a torre (rotazione in alto e in basso): 12-16 ore. Per la conduzione di gru mobili: 14 ore. Per la conduzione di gru su autocarro: 12 ore. Per la conduzione di carrelli elevatori: 12 ore. Per la conduzione di PLE (piattaforme di lavoro elevabili): 8-10 ore. Per la conduzione di macchine movimento terra (escavatori, pale, terne, autoribaltabili): 10-16 ore a seconda della tipologia.

Il lavoratore edile deve inoltre aver ricevuto l'idoneità sanitaria dal medico competente e deve essere in possesso del tesserino di riconoscimento con fotografia, nome dell'impresa, data di assunzione e, in caso di subappalto, indicazione del committente.

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