Sicurezza nei Cantieri Edili (Titolo IV)

Lezione 6 — Amianto in edilizia: riconoscimento e procedure

Cos'è, dove si trova, legge 257/1992, cosa fare, cosa non fare

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COS'È L'AMIANTO

L'amianto, detto anche asbesto, è un minerale fibroso naturale che è stato largamente utilizzato nell'edilizia e nell'industria per le sue eccezionali proprietà: resistenza al calore fino a oltre 500 gradi, isolamento termico e acustico, resistenza meccanica, resistenza agli agenti chimici, basso costo. È stato utilizzato in Italia dalla fine dell'Ottocento fino al 1992 in migliaia di applicazioni diverse.

La legge 257 del 27 marzo 1992 ha vietato l'estrazione, la lavorazione, l'utilizzazione, la commercializzazione, il trattamento e lo smaltimento dell'amianto e dei prodotti che lo contengono. Tuttavia, tutto l'amianto installato prima del 1992 è ancora presente in milioni di edifici, impianti e manufatti in Italia. Si stima che in Italia siano ancora presenti circa 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto.

PERCHÉ L'AMIANTO È PERICOLOSO

L'amianto è pericoloso quando le sue fibre si disperdono nell'aria e vengono inalate. Le fibre di amianto sono microscopiche, invisibili a occhio nudo, e una volta inalate si depositano nei polmoni dove rimangono per tutta la vita perché l'organismo non è in grado di eliminarle. Le fibre provocano una risposta infiammatoria cronica che nel corso di decenni può portare a tre gravi patologie.

L'asbestosi è una fibrosi polmonare progressiva e irreversibile causata dall'accumulo di fibre di amianto nei polmoni. Il tessuto polmonare viene gradualmente sostituito da tessuto cicatriziale fibroso che riduce la capacità respiratoria. Nei casi gravi porta all'insufficienza respiratoria e alla morte. Si manifesta dopo 10-20 anni di esposizione.

Il mesotelioma pleurico è un tumore maligno della pleura, la membrana che riveste i polmoni. È quasi esclusivamente causato dall'esposizione all'amianto. Ha un periodo di latenza molto lungo, da 20 a 40 anni e oltre, e una prognosi quasi sempre infausta: la sopravvivenza mediana dalla diagnosi è inferiore a un anno. Non esiste una soglia di esposizione sicura: anche quantità minime di fibre inalate possono, in teoria, causare il mesotelioma.

Il carcinoma polmonare: l'esposizione all'amianto aumenta significativamente il rischio di sviluppare il cancro del polmone, soprattutto in combinazione con il fumo di sigaretta. Il rischio è moltiplicativo: un fumatore esposto all'amianto ha un rischio circa 50 volte superiore rispetto a un non fumatore non esposto.

DOVE SI TROVA L'AMIANTO NEGLI EDIFICI

I materiali contenenti amianto più comuni negli edifici sono le coperture in cemento-amianto, le cosiddette lastre di eternit, utilizzate per tetti, tettoie, capannoni, serbatoi idrici. Le coibentazioni di tubature, caldaie, serbatoi, camini, condotte di ventilazione, realizzate con materiale sfuso, feltri, cartoni, tessuti di amianto. I pannelli isolanti per controsoffitti, pareti divisorie, porte tagliafuocomma I pavimenti in vinil-amianto, le mattonelle tipo linoleum degli anni Sessanta e Settanta. Le guarnizioni per impianti idraulici e termici. I freni e le frizioni di ascensori e montacarichi.

L'amianto in matrice compatta, come le lastre di cemento-amianto integre, rilascia fibre in quantità molto ridotta finché il materiale non viene danneggiato, tagliato, forato, frantumato o degradato dagli agenti atmosferici. L'amianto in matrice friabile, come le coibentazioni, i materiali spruzzati e i feltri, può rilasciare fibre anche spontaneamente, per il semplice deterioramento del tempo, ed è molto più pericoloso.

COSA FARE SE SI SOSPETTA LA PRESENZA DI AMIANTO

Durante i lavori di ristrutturazione, demolizione o manutenzione di edifici costruiti prima del 1992, è sempre possibile imbattersi in materiali contenenti amianto. Il lavoratore edile deve sapere cosa fare e soprattutto cosa non fare.

Se durante un lavoro si sospetta di aver trovato materiale contenente amianto, bisogna fermare immediatamente i lavori nella zona interessata, non toccare e non rimuovere il materiale sospetto, non spazzare e non aspirare le eventuali polveri, allontanarsi dalla zona e impedire l'accesso ad altri lavoratori, avvisare immediatamente il preposto e il direttore tecnico di cantiere, attendere le indicazioni prima di riprendere qualsiasi attività.

Il materiale sospetto deve essere analizzato da un laboratorio qualificato per confermare o escludere la presenza di amianto. Se l'analisi conferma la presenza di amianto, la rimozione deve essere affidata esclusivamente a imprese specializzate iscritte all'Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria 10.

Prima della rimozione, l'impresa specializzata deve presentare il piano di lavoro alla ASL competente almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori, come previsto dall'articolo 256 del Decreto Legislativo 81 del 2008. I lavoratori addetti alla rimozione devono indossare DPI specifici: tute monouso integrali in Tyvek o materiale equivalente con cappuccio, maschere facciali intere con filtri P3, guanti, calzari. L'area di lavoro deve essere confinata con teli di polietilene e posta in depressione con estrattori d'aria dotati di filtri HEPA per evitare la dispersione di fibre nell'ambiente circostante. I materiali rimossi devono essere confezionati in sacchi doppi etichettati con il simbolo dell'amianto e smaltiti in discariche autorizzate come rifiuti speciali pericolosi.

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