IL RUMORE IN CANTIERE
Il rumore è uno dei rischi più diffusi nei cantieri edili. Martelli demolitori, escavatori, betoniere, seghe circolari, compressori, smerigliatrici generano livelli di rumore che superano frequentemente i limiti di legge. L'esposizione prolungata a livelli elevati di rumore causa l'ipoacusia, una riduzione permanente e irreversibile della capacità uditiva che è una delle malattie professionali più frequenti in Italia.
Il Decreto Legislativo 81 del 2008, Titolo VIII, Capo II stabilisce tre soglie fondamentali. Il valore inferiore di azione è fissato a 80 decibel di esposizione giornaliera: al superamento di questa soglia il datore di lavoro deve mettere a disposizione i DPI uditivi e offrire la sorveglianza sanitaria. Il valore superiore di azione è fissato a 85 decibel: i DPI uditivi diventano obbligatori, la sorveglianza sanitaria è obbligatoria, il datore deve adottare misure tecniche e organizzative per ridurre l'esposizione, le zone ad alta esposizione devono essere segnalate e delimitate. Il valore limite di esposizione è fissato a 87 decibel, tenendo conto dell'attenuazione fornita dai DPI: questo valore non deve mai essere superato.
Per dare un'idea dei livelli: una conversazione normale è circa 60 decibel, un martello pneumatico raggiunge 100-110 decibel, una sega circolare 95-105 decibel, una betoniera 80-90 decibel. La scala dei decibel è logaritmica: un aumento di 3 decibel corrisponde al raddoppio dell'energia sonora. A 85 decibel l'esposizione per 8 ore è già pericolosa.
I DPI per il rumore comprendono i tappi auricolari inserti endoauricolari, che offrono un'attenuazione di 15-30 decibel, e le cuffie antirumore circumaurali, che offrono un'attenuazione di 20-35 decibel. La scelta dipende dal livello di rumore, dalla durata dell'esposizione e dal comfort. Per esposizioni molto elevate si possono combinare tappi e cuffie.
LE VIBRAZIONI MECCANICHE
Le vibrazioni si distinguono in vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio (HAV) e vibrazioni trasmesse al corpo intero (WBV). Le vibrazioni mano-braccio sono trasmesse dall'impugnatura di utensili vibranti come martelli pneumatici, trapani a percussione, smerigliatrici, motoseghe, decespugliatori, levigatrici. L'esposizione prolungata può causare la sindrome del dito bianco o fenomeno di Raynaud, caratterizzata da intorpidimento, pallore e dolore alle dita, disturbi muscoloscheletrici del polso, del gomito e della spalla, e la sindrome del tunnel carpale.
Le vibrazioni al corpo intero sono trasmesse al lavoratore seduto su mezzi meccanici come escavatori, pale meccaniche, camion, rulli compressori che operano su terreni sconnessi. L'esposizione prolungata può causare lombalgie, ernie discali e altre patologie della colonna vertebrale.
Il Decreto Legislativo 81 del 2008, Titolo VIII, Capo III stabilisce i valori di azione e i valori limite per entrambi i tipi di vibrazioni. Le misure di prevenzione comprendono la scelta di attrezzature con basso livello di vibrazioni, la manutenzione regolare delle attrezzature, la rotazione dei lavoratori esposti, l'uso di guanti antivibranti per le HAV e di sedili ammortizzanti per le WBV, la formazione dei lavoratori sulle tecniche di lavoro che riducono l'esposizione.
LE POLVERI IN CANTIERE
In cantiere si producono polveri di varia natura che rappresentano un rischio significativo per l'apparato respiratorio. La polvere di silice cristallina, presente nel calcestruzzo, nella sabbia, nel granito, nel laterizio, nella pietra naturale, è classificata come cancerogena dal gruppo 1 della IARC, l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. L'inalazione prolungata di polveri contenenti silice cristallina causa la silicosi, una fibrosi polmonare progressiva e irreversibile che riduce la capacità respiratoria e può portare all'insufficienza respiratoria e alla morte. La silicosi si sviluppa dopo anni di esposizione e non ha cura.
Le operazioni che producono polveri di silice comprendono il taglio di mattoni, piastrelle, blocchi di calcestruzzo, marmo, granito con flessibili o seghe; la demolizione di strutture in calcestruzzo; la perforazione di pareti e pavimenti; la sabbiatura; la miscelazione di calcestruzzo e malta. Le misure di prevenzione comprendono l'utilizzo di strumenti dotati di aspirazione localizzata delle polveri alla fonte, la bagnatura dei materiali durante il taglio per abbattere le polveri, la ventilazione degli ambienti chiusi, l'utilizzo di maschere filtranti FFP3 per la protezione dalle polveri di silice.
La polvere di legno duro, come faggio, rovere, frassino, castagno, noce, è classificata come cancerogena per le cavità nasali e i seni paranasali. Le operazioni di taglio, levigatura, fresatura del legno devono essere effettuate con impianti di aspirazione e DPI respiratori.
La polvere di cemento è fortemente alcalina con un pH superiore a 12 e può causare irritazione delle vie respiratorie, dermatiti da contatto e ustioni chimiche della pelle. Il contatto prolungato con il cemento fresco senza guanti impermeabili può provocare le cosiddette ustioni da cemento.