MODULO A — RICONOSCERE UN'EMERGENZA SANITARIA
LA SICUREZZA DELLA SCENA
Prima di qualsiasi intervento, l'addetto al primo soccorso deve valutare la sicurezza della scena. Questa è la regola numero uno, assoluta e inderogabile: non si può diventare una seconda vittima. Se la scena non è sicura, non si interviene direttamente: si chiama il 112 e si descrive la situazione, attendendo i soccorsi specializzati.
I pericoli da valutare comprendono il traffico veicolare (in caso di incidente stradale, posizionarsi in zona sicura e indossare il giubbotto ad alta visibilità), il rischio elettrico (verificare che la corrente sia stata interrotta prima di toccare una persona in contatto con un conduttore elettrico), il rischio di incendio o esplosione (non avvicinarsi in presenza di fiamme incontrollate, fumo denso, odore di gas), il rischio chimico (non entrare in ambienti dove possano essere presenti sostanze tossiche senza adeguata protezione respiratoria), il rischio di crollo strutturale (non entrare in edifici pericolanti), il rischio biologico (utilizzare sempre guanti monouso quando si entra in contatto con sangue o altri liquidi biologici).
L'utilizzo dei guanti monouso è una precauzione standard che deve essere adottata in ogni intervento di primo soccorso. Il contatto con il sangue di un'altra persona può esporre a rischi di contagio (epatite B, epatite C, HIV). I guanti devono essere sempre disponibili nella cassetta di primo soccorso e l'addetto deve averne sempre un paio con sé durante il servizio.
LA VALUTAZIONE PRIMARIA
Dopo aver verificato la sicurezza della scena, l'addetto procede alla valutazione della vittima seguendo uno schema sistematico che consente di identificare rapidamente le condizioni più gravi e di intervenire con le priorità corrette.
La valutazione dello stato di coscienza è il primo passo. L'addetto si avvicina alla vittima e la chiama ad alta voce, scuotendola delicatamente per le spalle. Se la persona risponde verbalmente o con movimenti, è cosciente. Si procede a verificare cosa è successo, dove ha dolore, se assume farmaci, se soffre di patologie note. Si chiama il 112 se la situazione lo richiede.
Se la persona non risponde agli stimoli verbali né a quelli tattili, è incosciente. L'incoscienza è sempre una condizione grave che richiede l'intervento immediato del 112. L'addetto deve gridare per chiedere aiuto, far chiamare il 112 e far portare il DAE più vicino.
L'apertura delle vie aeree è il passo successivo. In una persona incosciente, il tono muscolare si riduce e la lingua, per effetto della gravità, può cadere all'indietro occludendo le vie aeree e impedendo la respirazione. Per aprire le vie aeree si esegue la manovra di iperestensione del capo e sollevamento del mento: una mano viene posta sulla fronte della vittima spingendola delicatamente all'indietro, mentre le dita dell'altra mano vengono poste sotto il mento sollevandolo verso l'alto. Questa manovra porta la lingua in avanti liberando il passaggio dell'aria. Se si sospetta un trauma alla colonna cervicale (caduta dall'alto, incidente stradale, tuffo in acqua bassa), si deve evitare l'iperestensione del capo e utilizzare la sublussazione della mandibola, spingendo in avanti gli angoli della mandibola senza muovere il collo.
La valutazione del respiro si effettua con la manovra GAS, che sta per Guarda, Ascolta, Senti. L'addetto mantiene le vie aeree aperte, avvicina il proprio orecchio alla bocca e al naso della vittima, e per 10 secondi guarda se il torace si solleva e si abbassa, ascolta se si percepisce il rumore del respiro, sente se si percepisce il flusso d'aria calda sulla propria guancia. La valutazione dura esattamente 10 secondi: non di più, perché ogni secondo è prezioso, e non di meno, perché potrebbe non essere sufficiente per cogliere un respiro debole.
Il respiro agonico o gasping è un respiro anomalo, caratterizzato da movimenti respiratori rari, irregolari, rumorosi, inefficaci. Il gasping non è un respiro normale e non garantisce l'ossigenazione: deve essere trattato come un'assenza di respiro. Il riconoscimento del gasping è uno dei punti più critici della valutazione: molti soccorritori inesperti scambiano il gasping per un respiro efficace, ritardando l'inizio della rianimazione cardiopolmonare con conseguenze potenzialmente fatali.
LA PERSONA INCOSCIENTE CHE RESPIRA
Se la vittima è incosciente ma respira normalmente, deve essere posizionata nella posizione laterale di sicurezza. Questa posizione ha tre obiettivi: mantenere le vie aeree pervie (la lingua non cade all'indietro grazie alla posizione laterale del capo), prevenire l'inalazione di vomito (in caso di vomito, il contenuto gastrico defluisce dalla bocca per gravità senza entrare nelle vie aeree), mantenere stabile la vittima in posizione laterale.
Per posizionare la vittima in posizione laterale di sicurezza si procede nel modo seguente. Inginocchiarsi accanto alla vittima, che è supina. Allontanare eventuali oggetti pericolosi. Piegare a 90 gradi il braccio della vittima più vicino a noi, con il palmo rivolto verso l'alto. Portare l'altro braccio attraverso il torace appoggiando il dorso della mano contro la guancia della vittima più vicina a noi, e tenerlo in posizione. Con l'altra mano afferrare la gamba più lontana sotto il ginocchio e piegarla tenendo il piede appoggiato a terra. Tirare la gamba piegata verso di noi facendo ruotare la vittima sul fiancomma Regolare la gamba superiore in modo che anca e ginocchio formino angoli retti. Inclinare la testa all'indietro per mantenere le vie aeree aperte. Se necessario, aggiustare la mano sotto la guancia per mantenere la testa inclinata.
Dopo aver posizionato la vittima in posizione laterale di sicurezza: chiamare il 112 se non è già stato fatto; controllare il respiro continuamente ogni minuto; se il respiro si interrompe, riportare la vittima in posizione supina e iniziare la rianimazione cardiopolmonare; coprire la vittima per prevenire l'ipotermia; non lasciare mai sola la vittima.
LA PERSONA INCOSCIENTE CHE NON RESPIRA
Se la vittima è incosciente e non respira (o ha solo gasping), si è in presenza di un arresto cardiacomma L'addetto deve immediatamente chiamare il 112 (o farlo chiamare da qualcuno), far portare il DAE più vicino e iniziare la rianimazione cardiopolmonare.