SOCIOLOGIA E PSICOLOGIA SOCIALE — NOZIONI PER CONCORSI
CONCETTI FONDAMENTALI DI SOCIOLOGIA
La sociologia è la scienza che studia la società, i gruppi sociali e i rapporti tra individui e collettività. Fondatori: Auguste Comte (1798-1857, coniò il termine "sociologia"); Émile Durkheim (1858-1917, studio del suicidio e della solidarietà sociale); Max Weber (1864-1920, teoria dell'azione sociale, burocrazia, etica protestante e capitalismo); Karl Marx (1818-1883, lotta di classe, materialismo storico).
Norme sociali: regole non scritte che governano il comportamento in società (salutare, fare la fila, ecc.). Valori: principi condivisi che orientano il comportamento di un gruppo. Ruolo sociale: insieme di comportamenti attesi da chi occupa una determinata posizione sociale. Status: posizione occupata nella struttura sociale (ascritto: per nascita; acquisito: per merito).
Socializzazione: processo attraverso il quale l'individuo apprende norme, valori e comportamenti della società. Primaria (famiglia, primi anni); secondaria (scuola, lavoro, gruppi). Agenti di socializzazione: famiglia, scuola, gruppo dei pari, media.
LA DEVIANZA (importantissimo per forze dell'ordine)
Devianza: comportamento che viola le norme sociali condivise. Non è sempre reato (es.: vestirsi in modo eccentrico è deviante ma non illegale). Il crimine è una forma specifica di devianza che viola la legge penale.
Teorie della devianza: anomia (Durkheim/Merton): la devianza nasce quando le norme sociali sono deboli o quando c'è divario tra mete culturali e mezzi legittimi per raggiungerle. Etichettamento (Becker): la devianza non è una qualità dell'atto ma il risultato del processo sociale che lo definisce tale ("deviante è chi viene etichettato come tale"). Associazione differenziale (Sutherland): il comportamento criminale si apprende per contatto con gruppi devianti.
IL PREGIUDIZIO E LA DISCRIMINAZIONE
Pregiudizio: giudizio negativo preconcepito verso un gruppo o i suoi membri, basato su stereotipi. Stereotipo: rappresentazione semplificata e generalizzata di un gruppo (tutti i X sono Y). Discriminazione: trattamento differenziato e sfavorevole basato su appartenenza a un gruppo (razziale, etnico, religioso, di genere, ecc.).
Razzismo: ideologia che attribuisce superiorità a una "razza" rispetto ad altre. Xenofobia: paura e ostilità verso gli stranieri. Omofobia: avversione verso le persone omosessuali. Antisemitismo: ostilità verso gli ebrei. Islamofobia: ostilità verso i musulmani.
La Costituzione italiana vieta ogni discriminazione (art. 3). La legge Mancino (d.l. 122/1993): punisce la propaganda e l'istigazione alla discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa (reclusione fino a 3 anni).
LA COMUNICAZIONE
Elementi della comunicazione (modello di Jakobson): emittente (chi comunica), ricevente (chi riceve), messaggio, codice (lingua), canale (mezzo), contesto.
Comunicazione verbale: le parole. Comunicazione non verbale: gesti, postura, espressioni del viso, contatto visivo, tono di voce. Studi indicano che il 55% della comunicazione è non verbale (linguaggio del corpo), il 38% è paraverbale (tono, volume, ritmo) e solo il 7% è verbale (le parole — regola di Mehrabian, applicabile in contesti emotivi).
Ascolto attivo: tecnica di comunicazione efficace che prevede attenzione, riformulazione, domande aperte, empatia. Fondamentale per le forze dell'ordine nei rapporti con il pubblico, le vittime, i testimoni.
I GRUPPI SOCIALI
Gruppo primario: piccolo, relazioni dirette e affettive (famiglia, amici intimi). Gruppo secondario: più grande, relazioni formali e funzionali (colleghi, associazioni).
Leadership: autocratica (il leader decide da solo), democratica (decisioni condivise), laissez-faire (il leader non dirige). Conformismo: tendenza ad adeguarsi alle norme del gruppo anche contro il proprio giudizio (esperimento di Asch, 1951). Obbedienza all'autorità: esperimento di Milgram (1961) — persone comuni infliggono (apparentemente) scariche elettriche letali per obbedire a un'autorità.
INTELLIGENZA EMOTIVA (Goleman, 1995)
Cinque componenti: consapevolezza di sé (riconoscere le proprie emozioni); autoregolazione (gestire le proprie emozioni); motivazione (orientamento al risultato); empatia (comprendere le emozioni altrui); abilità sociali (gestire le relazioni).
Per le forze dell'ordine: l'intelligenza emotiva è fondamentale nella gestione dello stress, nella de-escalation dei conflitti, nel rapporto con le vittime, nella leadership.