Formazione Generale e Specifica Lavoratori – Rischio Basso (Art. 37)

Lezione 5 — Diritti e doveri dei lavoratori, sanzioni

Articolo 20, diritto di astensione, sanzioni per tutti i soggetti

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MODULO GENERALE — LEZIONE 5

DIRITTI DEI LAVORATORI IN MATERIA DI SICUREZZA

Il lavoratore è titolare di diritti fondamentali in materia di sicurezza sul lavoro, che derivano sia dalla Costituzione sia dal Testo Unicomma

Il diritto alla sicurezza dell'ambiente di lavoro è il diritto fondamentale: il lavoratore ha diritto a un ambiente di lavoro sicuro e salubre, nel quale i rischi siano stati valutati e ridotti al minimo possibile. Questo diritto si traduce nell'obbligo del datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Il diritto all'informazione è disciplinato dall'articolo 36 del decreto. Il datore di lavoro deve provvedere affinché ciascun lavoratore riceva un'adeguata informazione sui rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro connessi all'attività dell'impresa in generale; sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l'evacuazione dei luoghi di lavoro; sui nominativi dei lavoratori incaricati del primo soccorso e della prevenzione incendi; sui nominativi del RSPP e del medico competente. Inoltre, ciascun lavoratore deve ricevere un'adeguata informazione sui rischi specifici cui è esposto in relazione all'attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia; sui pericoli connessi all'uso delle sostanze e delle miscele pericolose; sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate.

Il diritto alla formazione è disciplinato dall'articolo 37. La formazione deve essere sufficiente e adeguata, specifica per il rischio, erogata durante l'orario di lavoro e senza oneri economici per il lavoratore, ripetuta periodicamente. La formazione deve essere aggiornata quando il lavoratore viene trasferito, cambia mansione o vengono introdotte nuove attrezzature, nuove tecnologie o nuove sostanze pericolose.

Il diritto alla sorveglianza sanitaria riguarda tutti i lavoratori esposti a rischi specifici per i quali la legge prevede il controllo medico periodicomma La sorveglianza sanitaria è gratuita per il lavoratore e non può comportare la perdita di retribuzione.

Il diritto alla consultazione e alla partecipazione è garantito principalmente attraverso il RLS, ma anche direttamente. Il lavoratore ha il diritto di segnalare le condizioni di pericolo e di ricevere una risposta adeguata.

Il diritto di astensione dal lavoro in caso di pericolo grave e immediato è uno dei diritti più importanti. L'articolo 44 stabilisce che il lavoratore che, in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, si allontana dal posto di lavoro o dalla zona pericolosa, non può subire pregiudizio alcuno e deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa. Allo stesso modo, il lavoratore che, in caso di pericolo grave e imminente e nell'impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, prende misure per evitare le conseguenze di tale pericolo, non può subire pregiudizio per tale azione, a meno che non abbia commesso una grave negligenza. Questo diritto è fondamentale: nessun lavoratore deve sentirsi obbligato a svolgere un'attività che mette in pericolo la sua vita o la sua salute.

DOVERI DEI LAVORATORI

Come abbiamo visto nella lezione precedente, il lavoratore ha obblighi precisi ai sensi dell'articolo 20. Approfondiamo ora il significato pratico di questi obblighi.

Prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro significa che ogni lavoratore è responsabile non solo per sé stesso ma anche per gli effetti delle proprie azioni sugli altri. Se un lavoratore lascia un ostacolo in un corridoio e un collega inciampa e si fa male, il lavoratore che ha lasciato l'ostacolo ha violato questo obbligo. Se un lavoratore non segnala una perdita di gas, e un collega ne subisce le conseguenze, anche in questo caso c'è una violazione.

Utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro significa usarle secondo le istruzioni del fabbricante e le disposizioni aziendali, senza modificarle, senza rimuovere i dispositivi di sicurezza, senza usarle per scopi diversi da quelli previsti. Per esempio, usare una sedia con le rotelle come scala per raggiungere uno scaffale alto è un uso scorretto dell'attrezzatura.

Utilizzare in modo appropriato i DPI significa indossarli quando previsto, indossarli correttamente, averne cura, segnalare eventuali difetti o deterioramenti. Non indossare i guanti quando prescritto, o indossare le cuffie antirumore abbassate al collo invece che sulle orecchie, sono violazioni di questo obbligo.

Segnalare immediatamente le condizioni di pericolo è un dovere fondamentale. Il lavoratore che vede una situazione pericolosa, un guasto a un dispositivo di sicurezza, una fuoriuscita di sostanza chimica, un cedimento strutturale, e non lo segnala, commette una violazione grave. La segnalazione deve essere fatta al datore di lavoro, al dirigente o al preposto.

Non rimuovere o modificare i dispositivi di sicurezza significa non togliere le protezioni dalle macchine, non disabilitare gli interruttori di emergenza, non manomettere gli estintori, non ostruire le uscite di emergenza. Questa è una delle violazioni più pericolose e più frequentemente contestate.

Partecipare ai programmi di formazione è un obbligo, non una facoltà. Il lavoratore che non partecipa alla formazione obbligatoria viola la legge e può essere sanzionato. La formazione è un diritto ma anche un dovere.

LE SANZIONI

Il sistema sanzionatorio del Testo Unico è articolato e proporzionato alla gravità delle violazioni.

Per il datore di lavoro e il dirigente le sanzioni sono le più pesanti, coerentemente con il loro livello di responsabilità. Per le violazioni più gravi (mancata valutazione dei rischi, mancata elaborazione del DVR) la sanzione è l'arresto da 3 a 6 mesi o l'ammenda da 3.071,27 a 7.862,44 euro. Per la mancata formazione dei lavoratori: arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.474,21 a 6.388,23 euro. Per la mancata fornitura dei DPI: arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.474,21 a 6.388,23 euro. Per la mancata nomina del medico competente: arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.474,21 a 6.388,23 euro.

Per il preposto le sanzioni sono: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 491,40 a 1.965,60 euro per la violazione dei propri obblighi.

Per il lavoratore le sanzioni sono: arresto fino a 1 mese o ammenda da 219,20 a 657,60 euro per la violazione dei propri obblighi (mancato uso dei DPI, mancata segnalazione dei pericoli, rimozione dei dispositivi di sicurezza, mancata partecipazione alla formazione).

Per il medico competente le sanzioni sono: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.000 a 4.000 euro per la violazione dei propri obblighi.

Oltre alle sanzioni contravvenzionali previste dal Testo Unico, in caso di infortunio o malattia professionale si applicano le sanzioni penali del codice penale. L'articolo 590 punisce le lesioni personali colpose con la reclusione da 3 mesi a 1 anno (o multa), con l'aggravante della violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni. L'articolo 589 punisce l'omicidio colposo con la reclusione da 2 a 7 anni se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.

GLI ORGANI DI VIGILANZA, CONTROLLO E ASSISTENZA

La vigilanza sull'applicazione della normativa sulla sicurezza è affidata a diversi organi. Le ASL (Aziende Sanitarie Locali) attraverso i servizi di prevenzione (SPISAL, SPRESAL, SPreSAL, secondo la denominazione regionale) sono il principale organo di vigilanza. Svolgono attività ispettiva, di indagine per infortuni e malattie professionali, di informazione e assistenza alle imprese.

L'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) svolge attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento all'edilizia. I funzionari ispettivi possono accedere ai luoghi di lavoro senza preavviso, richiedere documenti, effettuare rilievi e campionamenti, impartire prescrizioni, sospendere l'attività imprenditoriale in caso di violazioni gravi.

I Vigili del Fuoco (VVF) svolgono attività di prevenzione incendi, vigilanza e controllo.

L'INAIL (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) svolge funzioni assicurative, di ricerca, di formazione e di assistenza in materia di sicurezza sul lavoro. Gestisce l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali. Promuove attività di prevenzione e finanzia progetti di miglioramento delle condizioni di sicurezza (bandi ISI).

L'articolo 14 del decreto prevede la possibilità di sospensione dell'attività imprenditoriale da parte degli organi di vigilanza in caso di gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro, ovvero in caso di lavoro irregolare (più del 10 per cento dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risultino occupati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro). La sospensione è accompagnata dall'applicazione di una sanzione amministrativa.

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