Formazione Generale e Specifica Lavoratori – Rischio Basso (Art. 37)

Lezione 7 — Il rischio elettrico

Effetti della corrente sul corpo umano, protezioni, comportamenti sicuri

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MODULO SPECIFICO — LEZIONE 7

IL RISCHIO ELETTRICO

Il rischio elettrico è presente in qualsiasi ambiente di lavoro in cui siano utilizzate apparecchiature alimentate da energia elettrica. L'elettricità è una fonte di energia indispensabile, ma il suo uso scorretto o la mancata manutenzione degli impianti possono avere conseguenze gravissime, compresa la morte del lavoratore.

Il Titolo III, Capo III del Decreto Legislativo 81 del 2008 disciplina l'uso in sicurezza degli impianti e delle apparecchiature elettriche. La normativa tecnica di riferimento è la norma CEI 64-8, che stabilisce i requisiti degli impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 Volt in corrente alternata.

EFFETTI DELLA CORRENTE ELETTRICA SUL CORPO UMANO

Il passaggio della corrente elettrica attraverso il corpo umano produce effetti che dipendono da diversi fattori: l'intensità della corrente (misurata in milliampere), la durata del contatto, il percorso della corrente nel corpo, la frequenza della corrente (50 Hz per la corrente alternata domestica), la resistenza del corpo umano (che varia da 1000 a oltre 100.000 Ohm a seconda delle condizioni).

Il corpo umano è un conduttore: quando una persona tocca un elemento in tensione, la corrente può attraversare il corpo se esiste un circuito chiuso verso terra o verso un altro polo. Gli effetti principali sono i seguenti.

La tetanizzazione muscolare si verifica quando la corrente provoca una contrazione involontaria e persistente dei muscoli. Il lavoratore non riesce a staccarsi dalla fonte di corrente perché i muscoli della mano si contraggono intorno al conduttore. La soglia di tetanizzazione è di circa 10-15 milliampere in corrente alternata a 50 Hz. Questo effetto è particolarmente pericoloso perché prolunga il tempo di contatto.

L'arresto della respirazione si verifica quando la corrente attraversa i muscoli respiratori o i centri nervosi che controllano la respirazione. La contrazione dei muscoli del torace impedisce i movimenti respiratori, causando asfissia. Se il contatto non viene interrotto rapidamente, la mancanza di ossigeno può provocare danni cerebrali irreversibili e la morte.

La fibrillazione ventricolare è la causa principale di morte per elettrocuzione. Si verifica quando la corrente attraversa il cuore, disorganizzandone il ritmo di contrazione. Il cuore non pompa più il sangue in modo efficace, ma si contrae in modo caotico e disordinato. La fibrillazione ventricolare è generalmente irreversibile senza l'uso di un defibrillatore. La soglia di fibrillazione è di circa 50-80 milliampere per durate di contatto superiori a 0,5 secondi. Questo significa che una corrente di soli 50 milliampere, perfettamente erogabile da una presa domestica a 220 Volt, può essere letale.

Le ustioni elettriche si verificano per il passaggio diretto della corrente attraverso i tessuti (effetto Joule) oppure per l'irraggiamento dell'arco elettricomma L'arco elettrico è un fenomeno che si produce quando la corrente attraversa l'aria tra due conduttori: genera temperature superiori a 3000 gradi centigradi e può causare ustioni gravissime anche senza contatto diretto, oltre a proiettare materiale fuso e radiazioni ultraviolette.

I fattori che influenzano la gravità delle lesioni sono molteplici. Il percorso della corrente nel corpo è determinante: il percorso mano destra - piedi è il più pericoloso perché attraversa il cuore; il percorso mano - mano attraversa il torace. La resistenza del corpo umano diminuisce con l'umidità: mani bagnate, sudore, ambienti umidi riducono drasticamente la resistenza e aumentano l'intensità della corrente. La tensione è il fattore che determina l'intensità della corrente: secondo la legge di Ohm, a parità di resistenza, maggiore è la tensione, maggiore è la corrente che attraversa il corpo. La corrente alternata a 50 Hz è più pericolosa della corrente continua per quanto riguarda la fibrillazione ventricolare, perché la frequenza di oscillazione interferisce con il ritmo cardiacomma

LE NORME CEI 64-8 DEFINISCONO DELLE ZONE DI PERICOLOSITÀ

La zona 1 corrisponde a correnti fino a circa 0,5 milliampere: il soggetto avverte una percezione ma non subisce effetti fisiopatologici. La zona 2 corrisponde a correnti fino a circa 10 milliampere: il soggetto avverte la scossa ma è generalmente in grado di staccarsi. La zona 3 corrisponde a correnti tra 10 e 500 milliampere: possono verificarsi tetanizzazione, arresto respiratorio e fibrillazione ventricolare a seconda della durata del contatto. La zona 4 corrisponde a correnti superiori a 500 milliampere: gli effetti sono quasi certamente mortali.

CONTATTI DIRETTI E INDIRETTI

Il contatto diretto avviene quando una persona tocca una parte dell'impianto elettrico normalmente in tensione: un filo scoperto, un morsetto non protetto, una presa danneggiata. Le misure di protezione contro i contatti diretti comprendono l'isolamento delle parti attive (rivestimento isolante dei cavi), l'utilizzo di involucri e barriere (quadri elettrici chiusi, coperture di protezione), la protezione mediante distanziamento (tenere le parti in tensione fuori dalla portata delle persone), l'utilizzo di sistemi a bassissima tensione di sicurezza (SELV, con tensione non superiore a 50 Volt in corrente alternata).

Il contatto indiretto avviene quando una persona tocca una parte metallica dell'apparecchiatura che normalmente non è in tensione, ma lo diventa a causa di un guasto dell'isolamento. Per esempio, la carcassa metallica di un elettrodomestico può andare in tensione se un filo interno si stacca e tocca la carcassa. Le misure di protezione contro i contatti indiretti sono fondamentalmente due: l'impianto di messa a terra, che disperde verso il terreno la corrente di guasto; l'interruttore differenziale (comunemente detto salvavita), che rileva la corrente dispersa e interrompe automaticamente il circuito quando la corrente di dispersione supera un valore prefissato (30 milliampere per gli interruttori ad alta sensibilità). La combinazione di messa a terra e interruttore differenziale è la protezione fondamentale contro l'elettrocuzione da contatto indiretto.

COMPORTAMENTI SICURI

I lavoratori devono osservare le seguenti regole fondamentali. Non utilizzare mai attrezzature elettriche con le mani bagnate o in ambienti molto umidi senza le adeguate protezioni. Non tirare i cavi elettrici per staccare le spine dalle prese, ma afferrare sempre la spina. Non utilizzare prolunghe, adattatori multipli o prese multiple in modo improprio, sovraccaricando le prese. Non manomettere, riparare o modificare impianti o apparecchiature elettriche se non si è elettricisti qualificati. Segnalare immediatamente cavi danneggiati, prese rotte, interruttori difettosi, odore di bruciato, scintille. Non coprire le apparecchiature elettriche con indumenti o materiali che possano impedire la dissipazione del calore. Verificare che le apparecchiature portatili siano in buone condizioni prima dell'uso. Spegnere le apparecchiature prima di staccarle dalla presa. Non utilizzare apparecchiature con il cavo di alimentazione danneggiato.

In caso di contatto di una persona con una fonte elettrica, la prima cosa da fare è interrompere la corrente agendo sull'interruttore generale o sul quadro elettricomma Se non è possibile interrompere la corrente, allontanare la vittima dalla fonte utilizzando un oggetto isolante come un bastone di legno asciutto, un indumento asciutto, una sedia di plastica. Non toccare mai la vittima direttamente con le mani finché è in contatto con la fonte elettrica. Dopo aver messo in sicurezza la vittima, chiamare il 112. Se la vittima non respira, iniziare immediatamente la rianimazione cardiopolmonare e utilizzare il DAE appena disponibile.

La verifica degli impianti elettrici deve essere effettuata periodicamente da personale qualificato. La dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico, rilasciata dall'installatore ai sensi del Decreto Ministeriale 37/2008, certifica che l'impianto è stato realizzato a regola d'arte e in conformità alla normativa vigente.

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