MODULO SPECIFICO — LEZIONE 8
IL RISCHIO INCENDIO E LA GESTIONE DELLE EMERGENZE
Il rischio incendio è presente in ogni ambiente di lavoro. Anche negli uffici, apparentemente sicuri, la presenza di carta, arredi in materiale combustibile, apparecchiature elettriche, cavi, toner e materiali plastici costituisce un potenziale pericolo. Un incendio in un luogo di lavoro può avere conseguenze devastanti: morti, feriti, danni alla struttura, interruzione dell'attività, danni ambientali.
Il Decreto Legislativo 81 del 2008 dedica al rischio incendio il Titolo I, Sezione VI (articoli 43-46) e il Titolo XI (attrezzature in pressione). Il Decreto Ministeriale del 2 settembre 2021, entrato in vigore il 4 ottobre 2022, ha sostituito il precedente Decreto Ministeriale 10 marzo 1998 e ha introdotto una nuova classificazione delle attività in tre livelli di rischio: Livello 1 (ex rischio basso), Livello 2 (ex rischio medio), Livello 3 (ex rischio elevato).
IL FENOMENO DELLA COMBUSTIONE
La combustione è una reazione chimica di ossidazione che avviene tra un combustibile e un comburente in presenza di una fonte di innescomma Per rappresentare questo concetto si utilizza il triangolo del fuoco, i cui tre lati sono il combustibile, il comburente e il calore. L'incendio si sviluppa solo quando i tre elementi sono contemporaneamente presenti. Per spegnere un incendio è sufficiente eliminare almeno uno dei tre elementi.
Il combustibile è qualsiasi sostanza in grado di bruciare. Può essere solido (legno, carta, tessuti, plastica, gomma), liquido (benzina, alcol, solventi, vernici, oli minerali) o gassoso (metano, GPL, acetilene, idrogeno). Ogni combustibile ha una temperatura di accensione, cioè la temperatura minima alla quale prende fuoco in presenza di comburente, e un punto di infiammabilità, cioè la temperatura minima alla quale emette vapori sufficienti a formare una miscela infiammabile con l'aria.
Il comburente è la sostanza che permette e alimenta la combustione. Il comburente più comune è l'ossigeno contenuto nell'aria (circa il 21 per cento del volume). Alcuni materiali contengono sufficiente ossigeno nella loro struttura chimica per bruciare anche in assenza di aria esterna.
Il calore è l'energia necessaria per innescare la combustione. Le fonti di innesco possono essere: fiamme libere (saldature, fornelli, fiammiferi, sigarette); scintille elettriche (cortocircuiti, interruttori, prese difettose); scintille meccaniche (attrito, urti tra metalli); superfici calde (motori, tubi di scarico, lampade); reazioni chimiche esotermiche; scariche elettrostatiche; fulmini; mozziconi di sigaretta gettati imprudentemente.
LE CLASSI DI FUOCO
Gli incendi sono classificati in classi in base alla natura del combustibile coinvolto. Questa classificazione è fondamentale per scegliere il mezzo di estinzione appropriato.
Classe A: fuochi di materiali solidi combustibili (legno, carta, tessuti, gomma, plastica). Sono i fuochi più comuni. Si caratterizzano per la formazione di braci. Il mezzo di estinzione più efficace è l'acqua, che agisce per raffreddamento. Efficaci anche la schiuma e la polvere chimica ABC.
Classe B: fuochi di liquidi infiammabili o solidi liquefattibili (benzina, alcol, solventi, olio, paraffina, cera). L'acqua non deve essere usata a getto pieno perché potrebbe spargere il liquido infiammabile e propagare l'incendio. Si utilizzano schiuma, polvere chimica, anidride carbonica (CO2).
Classe C: fuochi di gas infiammabili (metano, GPL, acetilene, idrogeno, propano). Prima di spegnere un fuoco di gas è fondamentale chiudere la valvola di alimentazione, altrimenti il gas continuerà a fuoriuscire creando il rischio di esplosione. Si utilizzano polvere chimica e CO2.
Classe D: fuochi di metalli combustibili (magnesio, alluminio in polvere, sodio, potassio, titanio). Richiedono agenti estinguenti speciali (polveri specifiche). Non si deve mai usare acqua, che reagisce violentemente con alcuni metalli producendo idrogeno esplosivo.
Classe F: fuochi di oli e grassi vegetali o animali utilizzati in apparecchi di cottura (friggitrici, pentole). Non si deve mai usare acqua, che provoca un'esplosione di vapore e proietta grasso bollente in tutte le direzioni. Si utilizzano agenti chimici specifici o coperte antincendio.
Fuochi di origine elettrica: non costituiscono una classe a sé, ma richiedono precauzioni specifiche. Non si deve mai usare acqua o schiuma per spegnere un incendio su apparecchiature sotto tensione, per il rischio di elettrocuzione. Si utilizzano CO2 o polvere chimica, dopo aver toglto tensione all'impianto.
GLI ESTINTORI
L'estintore è il mezzo di primo intervento più comune e immediatamente disponibile. Ogni lavoratore deve sapere dove si trovano gli estintori nel proprio ambiente di lavoro e come utilizzarli. Gli estintori devono essere posizionati in punti facilmente accessibili e visibili, segnalati con apposita segnaletica (cartello quadrato rosso con pittogramma bianco), preferibilmente vicino alle vie di fuga e comunque a una distanza massima di 30 metri dal lavoratore.
I tipi principali di estintore sono i seguenti. L'estintore a polvere chimica ABC è il più versatile: è efficace sui fuochi di classe A, B e C. La polvere agisce per soffocamento e inibizione chimica della fiamma. Svantaggio: la polvere è corrosiva e danneggia le apparecchiature elettroniche, richiede una pulizia accurata dopo l'uso. L'estintore a CO2 (anidride carbonica) è particolarmente adatto per i fuochi su apparecchiature elettriche e in ambienti con strumenti delicati (server, laboratori). La CO2 non lascia residui. Agisce per soffocamento (riduce l'ossigeno) e per raffreddamento. Il getto esce a bassissima temperatura (meno 78 gradi): non toccare il cono di erogazione per evitare ustioni da freddo. Svantaggio: poco efficace all'aperto (il gas si disperde). L'estintore a schiuma è efficace per i fuochi di classe A e B. La schiuma forma una coltre che isola il combustibile dall'ossigeno. Non utilizzare su apparecchiature elettriche sotto tensione. L'estintore ad acqua nebulizzata è efficace per i fuochi di classe A e può essere utilizzato anche in presenza di apparecchiature sotto tensione (grazie al getto nebulizzato e non a getto pieno).
Per utilizzare un estintore si segue la sequenza seguente. Togliere la sicura tirando lo spinotto. Impugnare la manichetta di erogazione. Posizionarsi a circa 3-4 metri dal fuoco, sopravento (con il vento alle spalle). Premere la leva di erogazione. Dirigere il getto alla base delle fiamme, non sulla punta. Muovere il getto a ventaglio, da sinistra a destra, partendo dal basso. Non voltare le spalle al fuoco anche quando sembra spento: potrebbe riprendere. L'autonomia di un estintore portatile è di circa 10-15 secondi: bisogna agire con decisione. Se l'incendio non si spegne nei primi 30 secondi con l'estintore, è già troppo grande per un intervento di primo soccorso: evacuare immediatamente e chiamare i Vigili del Fuocomma
IL PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE
Ogni azienda deve predisporre un piano di emergenza ed evacuazione che stabilisca le procedure da seguire in caso di incendio, terremoto, alluvione, fuga di gas, minaccia di bomba o qualsiasi altra emergenza. Il piano deve essere redatto in forma scritta, portato a conoscenza di tutti i lavoratori, aggiornato periodicamente e verificato con esercitazioni pratiche almeno una volta all'anno.
Il piano deve contenere: le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio; le procedure di evacuazione del luogo di lavoro fino al punto di raccolta; le disposizioni per chiedere l'intervento dei Vigili del Fuoco e del soccorso sanitario; le specifiche misure per assistere le persone con disabilità o difficoltà motorie; la planimetria dell'edificio con l'indicazione delle vie di fuga, delle uscite di emergenza, dei punti di raccolta, della posizione degli estintori, degli idranti, dei pulsanti di allarme, dei quadri elettrici.
Ogni lavoratore deve conoscere la via di fuga più vicina alla propria postazione di lavoro e la via di fuga alternativa nel caso in cui la prima sia impraticabile. Le vie di fuga devono essere sempre sgombre, illuminate, segnalate con cartelli verdi con frecce bianche, dotate di illuminazione di emergenza che si attiva automaticamente in caso di mancanza di corrente. Le porte lungo le vie di fuga devono aprirsi nel senso dell'esodo (verso l'esterno) e non devono essere chiuse a chiave durante l'orario di lavoro.
In caso di incendio il lavoratore deve seguire le seguenti procedure. Mantenere la calma. Se possibile, tentare un intervento di primo soccorso con l'estintore più vicino solo se l'incendio è piccolo e circoscritto e solo se ci si sente sicuri di poterlo fare senza rischi. In caso contrario, o se l'intervento non ha successo, attivare immediatamente l'allarme (pulsante rosso di allarme antincendio, allarme vocale, telefono). Avvisare tutti i colleghi nelle vicinanze. Abbandonare l'edificio seguendo le vie di fuga indicate, senza correre ma camminando velocemente. Non usare gli ascensori in caso di incendio. In presenza di fumo, camminare abbassati perché il fumo caldo tende a salire e l'aria più respirabile si trova vicino al pavimento. Se possibile, coprirsi bocca e naso con un fazzoletto bagnato. Chiudere le porte dietro di sé, senza chiuderle a chiave, per rallentare la propagazione del fumo e del fuocomma Raggiungere il punto di raccolta esterno indicato nel piano di evacuazione. Non rientrare nell'edificio per nessun motivo fino a quando non viene dato il segnale di cessato allarme dal responsabile dell'emergenza. Al punto di raccolta, segnalare la propria presenza al responsabile dell'evacuazione affinché possa verificare che tutti i lavoratori siano stati evacuati.
Se si rimane intrappolati in un locale e non è possibile evacuare: chiudere la porta del locale e sigillare le fessure con panni bagnati per impedire l'ingresso del fumo. Avvicinarsi alla finestra e segnalare la propria presenza ai soccorritori. Chiamare il 112 comunicando la propria posizione esatta. Non aprire le finestre se c'è fumo all'esterno. Attendere i soccorsi.
GLI ADDETTI ALLA PREVENZIONE INCENDI
Il datore di lavoro designa i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato. I lavoratori designati non possono rifiutare la designazione senza giustificato motivo. Devono ricevere una formazione specifica la cui durata dipende dal livello di rischio dell'attività: 4 ore per il Livello 1, 8 ore per il Livello 2, 16 ore per il Livello 3. L'aggiornamento è quinquennale: 2 ore per il Livello 1, 5 ore per il Livello 2, 8 ore per il Livello 3.