Orlando Furioso

Lottava ariostesca

La strofa perfetta: come funziona il motore musicale del Furioso

Lezione 15 di 20 3 min 330 parole

LA STRUTTURA

L'ottava rima e una strofa di otto versi endecasillabi. Lo schema e ABABABCC: sei versi a rima alternata e un distico finale a rima baciata.

La struttura non e un'invenzione di Ariosto: viene da Boccaccio (che la uso nel Filostrato e nel Ninfale Fiesolano) e fu perfezionata da Poliziano e Boiardo. Ma Ariosto la porta alla perfezione assoluta.

IL FUNZIONAMENTO

I primi sei versi raccontano, descrivono, costruiscono la scena. Il distico finale chiude con un colpo: una battuta, un commento ironico, un rovesciamento, una sentenza.

E come una barzelletta in versi: la preparazione e lunga, la chiusa e fulminante.

ESEMPIO: OTTAVA I, 2

Diro d'Orlando in un medesmo tratto

cosa non detta in prosa mai ne in rima:

che per amor venne in furore e matto,

d'uom che si saggio era stimato prima;

se da colei che tal quasi m'ha fatto,

che 'l poco ingegno ad or ad or mi lima,

me ne sara pero tanto concesso,

che mi basti a finir quanto ho promesso.

Sei versi per annunciare la storia di Orlando impazzito. Poi il distico: se la donna che sta facendo impazzire anche me mi lascera abbastanza senno per finire il poema. L'autoironia nel finale e tipicamente ariostesca.

IL RITMO

L'ottava di Ariosto scorre come musica. Le parole sono scelte per il suono oltre che per il significato. La sintassi segue il verso senza forzature. Non c'e mai l'impressione dello sforzo.

Calvino scrisse che leggere Ariosto e come cavalcare: un ritmo naturale che porta avanti senza fatica.

LA VARIETA

Ariosto usa l'ottava per tutto: battaglie, dialoghi, descrizioni, riflessioni. La stessa forma contiene la violenza di Rodomonte e la delicatezza di Angelica. Questa versatilita e la prova della sua maestria.

COMMENTO

L'ottava ariostesca e la forma poetica piu imitata del Rinascimento italiano. Tasso la usera nella Gerusalemme Liberata con uno stile piu teso e drammatico. Ma nessuno raggiunse la naturalezza di Ariosto: le sue ottave sembrano improvvisate, come se la poesia nascesse senza fatica.

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