UC1 — Bisogni di base e attività di vita quotidiana

Cura del corpo e igiene nelle diverse fasi della vita

Mentre lava, guarda. L'igiene è il momento in cui l'operatore raccoglie più informazioni cliniche di chiunque altro.

Lezione 6 di 21 8 min di ascolto 810 parole Repertorio Regione Campania · EQF 3

Il repertorio della Regione Campania colloca questa conoscenza all'inizio della prima unità di competenza, e non è un caso. L'igiene non è la parte umile del mestiere: è il momento in cui l'operatore raccoglie più informazioni cliniche di quante ne raccolga chiunque altro nell'arco della giornata. Mentre lava, guarda. Mentre asciuga, tocca. Mentre veste, ascolta.

PERCHÉ SI LAVA UNA PERSONA

Le finalità sono cinque e vanno sapute in ordine. Rimuovere sporco, sudore, cellule morte e microrganismi transitori dalla cute. Prevenire le infezioni e le lesioni. Stimolare la circolazione periferica e il movimento. Osservare lo stato della cute e delle mucose. Restituire alla persona benessere, dignità e immagine di sé. L'ultima non è un ornamento retorico: una persona lavata, pettinata, vestita con i propri abiti, mangia di più, dorme meglio e si difende meglio dalla depressione dell'allettamento.

LA CUTE

La cute è il primo organo di difesa. Ha un film idrolipidico leggermente acido, con un pi acca intorno a cinque e cinque, che ostacola la crescita dei germi. I saponi troppo alcalini lo aggrediscono; l'acqua troppo calda lo dissolve; lo sfregamento energico lo distrugge. Da qui tre regole tecniche: acqua tiepida, intorno ai trentotto gradi, detergente delicato, asciugatura per tamponamento e mai per frizione. Sulla cute vivono una flora residente, stabile e in parte protettiva, e una flora transitoria, che si deposita dall'esterno ed è quella che trasmette le infezioni.

I PUNTI A RISCHIO

Si osservano sempre, ogni volta. Le zone di appoggio, dove l'osso preme dall'interno e il materasso dall'esterno: sacro, talloni, trocanteri, malleoli, gomiti, scapole, occipite, e nel decubito prono anche zigomi e ginocchia. Le pieghe cutanee, dove il calore e l'umidità favoriscono la macerazione: inguine, ascelle, sottomammario, spazi interdigitali, addome nella persona obesa. Un arrossamento che non scompare alla digitopressione non è un rossore: è il primo stadio di una lesione da pressione, e va segnalato subito all'infermiere.

LE FASI DELLA VITA

Il neonato e il lattante hanno una cute sottile, con barriera immatura, e un rapporto tra superficie e massa corporea molto alto: perdono calore in fretta, e assorbono attraverso la pelle più di un adulto. Bagni brevi, ambiente caldo, detergenti neutri, nessun prodotto profumato. Il bambino e l'adolescente vanno accompagnati verso l'autonomia: si fa con loro, non al posto loro. L'adulto conserva in genere l'autonomia, e chiede soprattutto rispetto della propria intimità. L'anziano ha una cute assottigliata, poco elastica, con ghiandole sebacee e sudoripare meno attive: la pelle è secca, si lacera facilmente, si disidrata. Si riduce la frequenza dei lavaggi completi, si aumenta l'idratazione con creme emollienti, si evitano le manovre brusche e i cerotti aggressivi.

I LIVELLI DI AUTONOMIA

Il repertorio parla di condizioni cliniche e livelli di autonomia e dipendenza. Nella pratica si lavora su tre livelli. La persona autonoma esegue da sé, e all'operatore compete la preparazione del materiale, la sicurezza dell'ambiente e la sorveglianza. La persona parzialmente dipendente esegue una parte, e l'operatore compensa la parte mancante: nessun gesto in più. La persona totalmente dipendente riceve l'igiene completa, ma non smette di essere soggetto: la si informa di ogni passaggio, anche se non risponde. Il grado di autonomia si misura con scale validate, come l'indice delle attività di base della vita quotidiana e l'indice di Barthel, che l'operatore non compila da solo ma la cui logica deve conoscere.

LE TIPOLOGIE DI IGIENE

L'igiene quotidiana parziale riguarda viso, mani, ascelle, area perineale. Il bagno a letto è l'igiene completa della persona allettata. La doccia assistita, quando le condizioni la consentono, resta la scelta migliore, perché l'acqua corrente allontana lo sporco invece di distribuirlo. Esistono poi le igieni specifiche: cavo orale, occhi, naso, orecchie, capelli, unghie, area perineale, e l'igiene delle persone portatrici di dispositivi.

LE REGOLE D'ORO

Si informa la persona e si ottiene il suo assenso. Si garantisce la privacy: porta chiusa, paravento, corpo scoperto solo nella parte che si sta lavando. Si prepara tutto il materiale prima di cominciare, perché non ci si allontana mai dalla persona scoperta. Si lava dall'alto verso il basso, dal pulito verso lo sporco, dal centro verso la periferia. Si cambia acqua e guanto quando si passa al perineo. Si asciuga con cura ogni piega. Si sfrutta il tempo dell'igiene per far muovere le articolazioni e per parlare.

CHE COSA SI OSSERVA E SI SEGNALA

Colore della cute, pallore, cianosi, ittero, arrossamenti persistenti. Presenza di edemi, ecchimosi, ferite, escoriazioni. Temperatura e umidità della pelle. Dolore evocato dal contatto. Odore anomalo. Condizioni del cavo orale e delle unghie. Comportamento e reattività. Nulla di tutto questo viene interpretato dall'operatore: viene visto, detto e scritto. Chi vede e tace ha lavorato solo a metà.

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