UC1 — Bisogni di base e attività di vita quotidiana

Posizionamento, mobilizzazione, trasferimenti e deambulazione

Le sequenze operative si imparano come una scala musicale: finché la mano le conosce prima della testa.

Lezione 11 di 21 9 min di ascolto 849 parole Repertorio Regione Campania · EQF 3

Questa lezione è pratica. Nei concorsi la prova pratica, e spesso anche il quesito scritto a contenuto teorico pratico, chiede una sequenza: che cosa si fa, in quale ordine, con quale ausilio. Le sequenze si imparano come si impara una scala musicale, ripetendole finché la mano le conosce prima della testa.

LE POSIZIONI

La posizione supina è a pancia in su, con un cuscino sotto la testa. Serve al riposo e a molte procedure, ma carica sacro, talloni, gomiti e occipite. La posizione semiseduta, chiamata semi Fowler, ha la testata sollevata di circa trenta gradi: facilita il respiro. La posizione seduta, o Fowler, sale intorno ai quarantacinque, sessanta gradi: è la posizione del pasto e della persona dispnoica. La posizione laterale, o decubito laterale, si usa nei cambi posturali: si sostiene la schiena con un cuscino, si flette la gamba superiore, si mette un cuscino tra le ginocchia, si libera l'orecchio dalla piega. La posizione di Sims è un laterale semiprono, utile per i clisteri. La posizione prona, a pancia in giù, si usa in casi specifici e su indicazione. La posizione antitrendelenburg, con la testa più alta dei piedi, e quella di Trendelenburg, con i piedi più alti della testa, sono posizioni terapeutiche e si assumono solo su prescrizione.

IL CAMBIO POSTURALE

È la misura preventiva più efficace contro le lesioni da pressione. Si effettua indicativamente ogni due ore nella persona allettata e ogni quindici, trenta minuti nella persona seduta in carrozzina, che va sollevata o inclinata per scaricare gli ischi. Si segue uno schema ciclico, ad esempio supino, laterale destro, supino, laterale sinistro. Ogni cambio si registra. I talloni si sollevano dal piano del letto con un cuscino sotto i polpacci, senza appoggiare il tallone. Non si usano ciambelle né presidi anulari: creano una zona di ischemia intorno al foro.

SPOSTARE LA PERSONA NEL LETTO

Si porta il letto in piano e all'altezza dei fianchi dell'operatore. Si tolgono i cuscini. Si informa la persona. In due operatori, uno per lato, si usa la traversa o il telo ad alto scorrimento afferrandolo vicino al corpo della persona, all'altezza delle spalle e del bacino. Si conta insieme, uno, due, tre, e si sposta con un movimento di trasferimento del peso da un piede all'altro, senza strappi. Non si tira mai la persona per le ascelle. Non si trascina la cute sul lenzuolo, perché lo sfregamento è la seconda causa delle lesioni dopo la pressione.

DAL LETTO ALLA POSIZIONE SEDUTA

Si porta la persona sul fianco, verso il lato in cui deve scendere. Si flettono le ginocchia. Una mano dell'operatore sostiene le spalle, l'altra accompagna le gambe fuori dal letto: le gambe scendono e il tronco sale, con un movimento a bilanciere. Si lascia la persona seduta sul bordo, con i piedi appoggiati a terra, per almeno un minuto. Si chiede: le gira la testa? Si osserva il colorito.

DAL LETTO ALLA CARROZZINA

La carrozzina si posiziona vicino al letto, dal lato più forte della persona, angolata di circa quarantacinque gradi, con i freni inseriti e le pedane sollevate o rimosse. L'operatore si mette davanti alla persona, con le ginocchia che bloccano le sue ginocchia e i piedi che stabilizzano i suoi piedi. Si usa la cintura ergonomica. Al comando concordato la persona si sporge in avanti, spinge sulle mani e si alza; l'operatore accompagna, ruota con piccoli passi, non con una torsione del tronco, e la deposita lentamente. Si riposizionano le pedane, si sistemano i piedi, si controlla che nulla resti impigliato: cateteri, sacche, ossigeno, coperte nelle ruote.

QUANDO SERVE IL SOLLEVATORE

Quando la persona non collabora, quando non ha capacità di carico, quando il peso supera le possibilità sicure degli operatori. Non è una sconfitta ed è quasi sempre un obbligo. Si sceglie l'imbragatura della misura giusta, si posiziona con la persona ruotata sul fianco, si aggancia rispettando l'ordine delle fasce, si solleva lentamente, non si sposta mai la persona sospesa a grande altezza, si resta in due, uno alla macchina e uno alla persona.

LA DEAMBULAZIONE CON AUSILI

Con il deambulatore: si avanza prima l'ausilio, poi l'arto malato, poi l'arto sano. Con il bastone: si tiene dal lato sano, avanza insieme all'arto malato, poi segue l'arto sano. Con le stampelle, in caso di carico non consentito, si scaricano il peso sulle mani e non sulle ascelle. Le scale si affrontano con una regola che si ricorda con una frase: in salita sale prima il piede sano, in discesa scende prima il piede malato. Il sano sale al cielo, il malato scende all'inferno.

GLI ERRORI CHE COSTANO

Sollevare di schiena. Afferrare sotto le ascelle. Girare il tronco invece dei piedi. Non frenare la carrozzina. Lasciare le sponde abbassate e allontanarsi. Trascinare invece di sollevare. Muovere da soli chi va mosso in due. Dimenticare il catetere agganciato alla sponda. Ognuno di questi errori è comparso, negli anni, in un verbale di infortunio o in una cartella clinica. Nessuno di essi nasce dalla fretta: nascono tutti dall'abitudine.

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