Rifare un letto è, nella percezione comune, il gesto più elementare di questo mestiere. È invece uno dei pochi in cui si sommano prevenzione delle lesioni da pressione, prevenzione delle infezioni, ergonomia dell'operatore e rispetto della persona. Nei concorsi il rifacimento del letto occupato è una domanda classica, e la si sbaglia quasi sempre sullo stesso punto: il destino della biancheria sporca.
LETTO LIBERO E LETTO OCCUPATO
Il letto libero, o letto vuoto, si rifà in assenza della persona: è più semplice, più rapido, e consente il controllo del materasso. Il letto occupato si rifà con la persona a letto, quando non può o non deve alzarsi. Esiste inoltre il letto preparato per l'accoglienza di una persona che rientra dalla sala operatoria, con la biancheria ripiegata a ventaglio da un lato, per il trasferimento in sicurezza. Il letto occupato si esegue possibilmente in due operatori: uno per lato, coordinati, con un solo conduttore della manovra che dà i tempi.
PRIMA DI COMINCIARE
Igiene delle mani. Guanti puliti. Grembiule monouso se si prevede contatto con liquidi biologici. Si porta accanto al letto tutto il necessario, nell'ordine in cui verrà usato, per non allontanarsi durante la manovra. Si spiega alla persona che cosa si sta per fare e si chiede il suo consenso. Si porta il letto all'altezza dei fianchi dell'operatore e si inseriscono i freni. Si scopre la persona il meno possibile, mantenendo un telo o il lenzuolo superiore a coprire il corpo.
LA REGOLA DELLA BIANCHERIA
La biancheria pulita non poggia mai sul letto di un'altra persona, sul pavimento, su una sedia, su un davanzale. La biancheria sporca non si appoggia a terra, non si appoggia sul letto, non si stringe contro la divisa, non si scuote e non si sventola, perché il movimento dell'aria disperde nell'ambiente scaglie di cute, polvere e microrganismi. Si arrotola su se stessa dalla parte pulita verso la parte sporca, tenendola lontana dal corpo, e si depone immediatamente nel sacco che è stato portato accanto al letto prima di iniziare. Il sacco non entra in bagno e non si posa sul letto. Se la biancheria è contaminata da sangue o altri liquidi biologici, va nel sacco previsto dal protocollo della struttura, spesso idrosolubile, e non nella biancheria comune.
IL LETTO OCCUPATO, PASSO DOPO PASSO
Si abbassa la sponda dal lato in cui si lavora e si tiene alzata quella opposta. Si porta la persona sul fianco, verso il lato con la sponda sollevata, sostenendola. Si arrotola la biancheria sporca longitudinalmente fino a farla aderire al dorso della persona. Si pulisce e si asciuga il materasso se necessario. Si stende la biancheria pulita sulla metà libera, si tende e si fissa agli angoli, e si arrotola la parte eccedente accanto al rotolo sporco. Si fa passare la persona oltre i due rotoli, sull'altro fianco, avvisandola. Si passa dall'altro lato, si rimuove la biancheria sporca e la si insacca, si distende la pulita, si tende. Si riporta la persona supina, si sistemano il lenzuolo superiore e la coperta lasciando gioco ai piedi, per non forzare la caviglia in estensione.
LA TRAVERSA E GLI AUSILI
La traversa serve a raccogliere e a spostare, non a sostituire il lenzuolo. Va posizionata all'altezza del bacino, ben tesa, senza pieghe, e cambiata quando è umida. Il telo ad alto scorrimento e la traversa di riposizionamento riducono lo sforzo dell'operatore e lo sfregamento della cute. Il trascinamento a mani nude su un lenzuolo asciutto produce forze di taglio e di frizione: sono, insieme alla pressione, i tre meccanismi con cui nasce una lesione da decubito.
LE SPONDE
Le sponde del letto non sono un accessorio del rifacimento. Alzarle su una persona che potrebbe scavalcarle è un provvedimento di contenzione fisica, che richiede prescrizione, motivazione, durata definita, sorveglianza e registrazione. La sponda alzata su una persona confusa che scavalca produce cadute da un'altezza maggiore. Durante la manovra la sponda opposta all'operatore resta sempre alzata; alla fine si riporta la sponda alla posizione prevista nel piano assistenziale, non alla posizione che sembra più comoda.
LE PIEGHE E LE BRICIOLE
La superficie a contatto con la cute deve essere tesa, asciutta, priva di pieghe, cuciture, briciole, cerotti, tappi e residui. Una piega sotto il sacro concentra la pressione su una linea di pochi millimetri, e in una persona immobile e mal nutrita basta a innescare, in poche ore, un arrossamento che non scompare alla digitopressione. Si passa la mano sotto il tronco e sotto i talloni prima di andarsene: non è pignoleria, è prevenzione, ed è la ragione per cui questo lavoro si valuta anche da un letto ben fatto.