UC2 — Igiene, sicurezza e comfort degli ambienti

Sicurezza sul lavoro, movimentazione dei carichi, rischio biologico

La schiena dell'operatore è un presidio. Se si rompe lei, si ferma l'assistenza.

Lezione 21 di 21 9 min di ascolto 838 parole Repertorio Regione Campania · EQF 3

L'operatore socio sanitario appartiene a una delle categorie professionali con la più alta incidenza di patologie della colonna vertebrale, di infortuni da caduta e di esposizione ad agenti biologici. Nella seconda unità di competenza la sicurezza non è un capitolo accessorio: è il presupposto perché l'assistenza sia sostenibile nel tempo. Un operatore infortunato non assiste nessuno.

IL TESTO UNICO

La materia è retta dal decreto legislativo numero ottantuno del duemilaotto, che raccoglie e riordina l'intera normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Stabilisce che il datore di lavoro valuti tutti i rischi e li descriva nel documento di valutazione dei rischi, che nomini il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, che assicuri la sorveglianza sanitaria dove prevista, che formi, informi e addestri i lavoratori, che fornisca i dispositivi di protezione individuale. Prevede inoltre figure di sistema: i preposti, i dirigenti, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, gli addetti alle emergenze e al primo soccorso.

GLI OBBLIGHI DEL LAVORATORE

L'articolo venti stabilisce che ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro. Deve osservare le disposizioni, utilizzare correttamente attrezzature e dispositivi, non rimuovere né modificare i dispositivi di sicurezza, segnalare immediatamente le deficienze e le condizioni di pericolo, sottoporsi ai controlli sanitari, partecipare alla formazione. La sicurezza non è un obbligo unilaterale dell'azienda: il lavoratore che disattiva un freno, che salta un passaggio, che non indossa un dispositivo, risponde in prima persona.

LA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI

Il titolo sesto del testo unico definisce la movimentazione manuale dei carichi come ogni operazione di trasporto o sostegno che comporti rischio dorso-lombare. Le regole tecniche sono poche e si dimenticano tutte insieme quando si ha fretta. Si valuta il carico prima di afferrarlo. Si avvicina il carico al corpo. Si allargano i piedi per ampliare la base. Si flettono le ginocchia e non la schiena. Si mantiene la colonna in asse. Non si ruota il tronco: si spostano i piedi. Si spinge, non si tira. Si lavora all'altezza dei fianchi. Si respira, e non si trattiene il fiato.

LA MOVIMENTAZIONE DELLE PERSONE

Un paziente non è un carico. È instabile, doloroso, imprevedibile e collabora in misura variabile. Il rischio si misura con indici dedicati, il più noto dei quali valuta la movimentazione e l'assistenza dei pazienti ospedalizzati, pesando il numero di persone non autosufficienti, gli ausili disponibili, l'ambiente e la formazione. Prima di ogni manovra si stabiliscono che cosa la persona può fare da sola, quanti operatori servono, quale ausilio si userà, e chi conduce e dà i tempi. Gli ausili non sono un lusso: il telo ad alto scorrimento per gli spostamenti nel letto, il disco girevole per la rotazione, la cintura ergonomica per l'appoggio, il sollevatore per il trasferimento della persona totalmente dipendente. Il sollevatore non si usa in un operatore solo, non si usa con la persona che non è stata informata, non si usa senza aver controllato imbragatura, ganci e batteria. Un ausilio lasciato in magazzino non ha mai protetto nessuno.

IL RISCHIO BIOLOGICO

Il titolo decimo disciplina l'esposizione ad agenti biologici e impone la valutazione, la riduzione dell'esposizione, la vaccinazione ove prevista, e la sorveglianza sanitaria. La normativa europea recepita nel duemilaquattordici ha reso obbligatorio l'impiego, ove possibile, di dispositivi medici dotati di meccanismi di protezione contro le ferite da taglio e da punta, e ha vietato in modo esplicito il reincappucciamento degli aghi. Il rischio non riguarda soltanto il sangue: riguarda urine, feci, secrezioni respiratorie, il letto, la biancheria, le superfici. La vaccinazione contro l'epatite B è offerta gratuitamente e resta la protezione più efficace.

GLI ALTRI RISCHI

Il rischio chimico, dai detergenti ai disinfettanti, si governa con le schede di sicurezza, i dispositivi, la ventilazione, il divieto assoluto di miscelare prodotti. Il rischio da agenti fisici comprende il rumore, le vibrazioni, le radiazioni. Il rischio da aggressione, in crescita in tutti i servizi sanitari, si previene con la formazione, la presenza in due nelle situazioni note, la conoscenza delle vie di fuga, la segnalazione di ogni episodio, anche quello che si è risolto con una parola. Lo stress lavoro-correlato è un rischio da valutare per legge, non un carattere debole: turni, carichi, lutti ripetuti, mancanza di riconoscimento producono burnout, e il burnout produce errori.

L'INFORTUNIO E IL QUASI INFORTUNIO

L'infortunio si comunica immediatamente, si documenta, si certifica al pronto soccorso, e apre la tutela assicurativa. Va denunciato anche l'evento apparentemente minimo, perché la puntura d'ago non dichiarata è la ragione per cui una sieroconversione successiva non verrà riconosciuta. Va segnalato anche il quasi infortunio, cioè l'evento che avrebbe potuto produrre un danno e non lo ha prodotto: la sponda rotta, il pavimento bagnato senza cartello, il sollevatore con la cinghia lisa. Ogni infortunio grave, prima di accadere, è stato molte volte un quasi infortunio che nessuno ha scritto.

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