Nessuno perde la dignità così in fretta come quando perde il controllo dell'eliminazione. Il repertorio chiede all'operatore di conoscere gli elementi di normalità e le alterazioni della funzione di eliminazione, i dispositivi di raccolta e i presidi per gli assistiti con limitazione della mobilità. Dietro questa formula ci sono due cose: una competenza tecnica e un modo di stare nella stanza.
LA DIURESI NORMALE
Un adulto produce, in ventiquattro ore, circa milleduecento fino a millecinquecento millilitri di urina. L'urina normale è limpida, di colore giallo paglierino, con odore lieve. Le variazioni contano. Urine scure e concentrate suggeriscono disidratazione. Urine torbide e maleodoranti fanno pensare a un'infezione. Urine schiumose indicano proteine. Urine rosse o rosate possono contenere sangue, e la parola tecnica è ematuria: non si commenta, si segnala.
LE ALTERAZIONI URINARIE
Oliguria è la produzione inferiore ai quattrocento millilitri nelle ventiquattro ore. Anuria è la produzione praticamente assente, sotto i cento millilitri: è un'emergenza. Poliuria è l'aumento oltre i duemilacinquecento millilitri, frequente nel diabete. Disuria è la difficoltà o il dolore alla minzione. Pollachiuria è l'urinare spesso e poco. Nicturia è l'alzarsi di notte per urinare. Ritenzione urinaria è l'incapacità di svuotare la vescica pur avendo lo stimolo: la persona è agitata, l'addome sopra il pube è teso e dolente. Incontinenza è la perdita involontaria. Ognuno di questi termini può comparire, tale e quale, in un quesito d'esame.
L'ALVO
L'evacuazione normale varia molto da persona a persona: da tre volte al giorno a tre volte alla settimana. Conta il cambiamento rispetto all'abitudine di quella persona. La stipsi è l'evacuazione difficoltosa e infrequente, con feci dure. Il fecaloma è una massa di feci indurite che ostruisce l'ampolla rettale, e può manifestarsi in modo ingannevole con una diarrea che passa accanto all'ostruzione. La diarrea è l'aumento di frequenza e di contenuto liquido. Melena significa feci nere, catramose, maleodoranti: è sangue digerito, proveniente dalle vie digestive alte, ed è un segno che va riferito immediatamente. Rettorragia è sangue rosso vivo. Steatorrea sono feci grasse e untuose.
IL BILANCIO IDRICO
È la differenza tra ciò che entra e ciò che esce. Entrate: bevande, alimenti, infusioni. Uscite: urine, feci, vomito, drenaggi, sudore, respiro. L'operatore misura e registra ciò che gli compete, con precisione, in millilitri, e non a occhio. Un bilancio idrico compilato male è peggio di un bilancio idrico assente, perché induce in errore chi lo legge.
I PRESIDI
La padella e il pappagallo servono alla persona allettata: si porgono tiepidi, si garantisce la privacy, non si lascia la persona seduta sulla padella oltre il necessario, perché il bordo comprime il sacro e prepara una lesione. La comoda è la sedia con vaso, e va preferita ogni volta che la persona può essere alzata: l'evacuazione in posizione seduta è fisiologica, quella in posizione supina non lo è. Il pannolone è l'ultima scelta, non la prima: non è un trattamento dell'incontinenza, è un contenimento, e va cambiato appena bagnato. Il condom urinario, o catetere esterno, evita l'invasività nel maschio collaborante. Il catetere vescicale a permanenza è un dispositivo medico invasivo: lo posiziona l'infermiere.
IL CATETERE VESCICALE E I LIMITI DELL'OPERATORE
Che cosa fa l'operatore. Esegue l'igiene perineale e la cura del meato secondo protocollo, con acqua e sapone, senza disinfettanti se non prescritti. Mantiene la sacca sempre al di sotto del livello della vescica e mai appoggiata a terra. Verifica che il tubo non sia piegato, né compresso sotto la gamba. Svuota la sacca dal rubinetto inferiore, indossando i guanti, senza far toccare il beccuccio al contenitore. Misura e registra la quantità e l'aspetto delle urine. Segnala urine torbide, ematuriche, assenti, o la comparsa di dolore e febbre. Che cosa non fa l'operatore. Non inserisce, non sostituisce, non rimuove il catetere. Non esegue lavaggi vescicali. Non scollega il sistema di drenaggio: ogni apertura del circuito chiuso è una porta aperta ai germi.
LE STOMIE
Una stomia è un'apertura chirurgica sull'addome. L'urostomia raccoglie urina, la colostomia e l'ileostomia raccolgono feci. L'operatore osserva il colore dello stoma, che deve essere rosso vivo e umido, osserva la cute peristomale, svuota la sacca e collabora alla sua sostituzione secondo le procedure in uso, riferisce ogni arrossamento, ulcerazione, sanguinamento o cambiamento di aspetto.
REGISTRARE E RIFERIRE
Quantità. Aspetto. Colore. Odore. Presenza di sangue, muco, residui. Orario. Comportamento della persona: dolore, agitazione, imbarazzo. E poi una regola non scritta che vale quanto le altre: si parla a voce bassa, si chiude la porta, non si commenta mai ad alta voce ciò che si trova nella padella. Chi assiste una persona nella funzione più intima del corpo ne custodisce anche il pudore.