Sicurezza sul Lavoro – Tutti i Corsi

Rischi Infortunistici nei Luoghi di Lavoro

DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONE DEI RISCHI INFORTUNISTICI.

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DURATA: 4 ORE – NORMATIVA: Art. 37 D.Lgs. 81/08 e Accordo Stato-Regioni 17/04/2025

DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONE DEI RISCHI INFORTUNISTICI

I rischi infortunistici, detti anche rischi per la sicurezza, sono quei rischi che possono provocare danni acuti e immediati ai lavoratori sotto forma di infortuni sul lavoro. A differenza dei rischi per la salute, che producono effetti cronici e progressivi come le malattie professionali, i rischi infortunistici si manifestano in modo improvviso e violento: una caduta, uno schiacciamento, un taglio, un urto, un'esplosione, un'elettrocuzione. L'articolo 2 del Testo Unico definisce l'infortunio come un evento traumatico che si verifica in occasione di lavoro e che provoca una lesione, una menomazione o la morte del lavoratore.

Le statistiche INAIL documentano che ogni anno in Italia si verificano oltre seicentomila infortuni sul lavoro denunciati, di cui circa mille con esito mortale. I settori con il più alto tasso di infortuni sono l'edilizia, l'agricoltura, l'industria manifatturiera, i trasporti e la logistica, ma nessun settore è immune dal rischio infortunistico, nemmeno quelli apparentemente più sicuri come gli uffici e il commercio dove le cadute in piano, gli urti contro arredi e le lesioni da movimentazione di materiali rappresentano cause frequenti di infortunio.

I rischi infortunistici si classificano in base alla natura del pericolo che li genera. I rischi strutturali derivano dalle caratteristiche degli ambienti di lavoro: pavimenti scivolosi, sconnessi o con dislivelli non protetti, aperture nel vuoto non sbarrate, scale e rampe senza parapetti, vie di circolazione inadeguate, illuminazione insufficiente, spazi di lavoro angusti. I rischi da attrezzature derivano dall'uso di macchine, utensili e impianti: parti in movimento non protette, organi di trasmissione accessibili, utensili taglienti o contundenti, apparecchi sotto pressione, impianti elettrici non conformi. I rischi da materiali derivano dalla manipolazione e dallo stoccaggio di materiali: caduta di oggetti dall'alto, crollo di scaffalature sovraccaricate, proiezione di schegge e frammenti, ribaltamento di carichi instabili. I rischi da movimentazione derivano dall'uso di mezzi di trasporto e di sollevamento: investimento da veicoli, ribaltamento di carrelli elevatori, caduta di carichi sospesi, collisioni tra mezzi.

LA VALUTAZIONE DEI RISCHI INFORTUNISTICI

La valutazione dei rischi infortunistici nel DVR deve seguire un percorso sistematico che comprende l'identificazione di tutte le fonti di pericolo presenti nell'ambiente di lavoro e nelle attività svolte, la stima della probabilità che ciascun pericolo si traduca in un evento infortunistico nelle condizioni operative reali, la stima della gravità delle possibili conseguenze, il calcolo del livello di rischio con la matrice P per D, e la definizione delle misure di prevenzione e protezione necessarie per ridurre il rischio a un livello accettabile.

L'identificazione dei pericoli deve essere condotta attraverso sopralluoghi sistematici degli ambienti di lavoro, analisi delle mansioni e delle procedure operative, esame della documentazione tecnica delle attrezzature, raccolta delle segnalazioni dei lavoratori e dei preposti, analisi degli infortuni pregressi e dei near miss, e consultazione delle banche dati INAIL sugli infortuni del settore.

Le misure di prevenzione seguono la gerarchia dell'articolo 15: eliminazione del rischio alla fonte, sostituzione con attrezzature o processi meno pericolosi, misure tecniche come protezioni fisse e dispositivi di sicurezza, misure organizzative come procedure operative e segnaletica, formazione e addestramento, DPI come ultima linea di difesa.

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