DURATA: 4 ORE – NORMATIVA: Titolo XI D.Lgs. 81/08, Direttive ATEX 2014/34/UE e 1999/92/CE
LE ATMOSFERE ESPLOSIVE
Un'atmosfera esplosiva è una miscela con l'aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri in cui, dopo l'accensione, la combustione si propaga nell'insieme della miscela non bruciata. Le esplosioni generano onde di pressione devastanti che possono distruggere strutture e attrezzature e causare la morte o il ferimento grave delle persone presenti.
Le condizioni per un'esplosione sono la contemporanea presenza di un combustibile in forma dispersa nell'aria all'interno dei limiti di infiammabilità, di un comburente che è normalmente l'ossigeno dell'aria, e di una sorgente di innesco con energia sufficiente. I limiti di infiammabilità definiscono le concentrazioni minima LEL, Lower Explosive Limit, e massima UEL, Upper Explosive Limit, del combustibile nell'aria entro le quali la miscela è esplosiva. Al di sotto del LEL la miscela è troppo povera per bruciare, al di sopra del UEL è troppo ricca.
Le polveri combustibili rappresentano un rischio di esplosione spesso sottovalutato. Polveri di legno, farina, zucchero, cereali, carbone, metalli come alluminio e magnesio, materie plastiche e prodotti farmaceutici, quando sono disperse nell'aria in concentrazioni sufficienti e in presenza di una sorgente di innesco, possono esplodere con violenza devastante. Le esplosioni di polveri si verificano frequentemente in silos, mulini, impianti di macinazione, falegnamerie industriali, impianti di verniciatura a polvere e stabilimenti alimentari. La polvere depositata sulle superfici può essere sollevata dall'onda di pressione di una prima esplosione localizzata, generando una seconda esplosione molto più violenta della prima.
Il datore di lavoro deve classificare le zone di lavoro dove possono formarsi atmosfere esplosive. Per i gas: zona zero dove l'atmosfera esplosiva è presente in permanenza o per lunghi periodi, zona uno dove è probabile durante le normali attività, zona due dove è improbabile e di breve durata. Per le polveri: zona venti, ventuno e ventidue con gli stessi criteri. Le attrezzature nelle zone classificate devono essere conformi alla direttiva ATEX 2014/34/UE con marcatura specifica che ne identifica la categoria e il gruppo.
Le misure di prevenzione comprendono la ventilazione per mantenere le concentrazioni al di sotto del LEL, l'inertizzazione con azoto o anidride carbonica per ridurre la concentrazione di ossigeno, l'eliminazione delle sorgenti di innesco come fiamme libere, scintille elettriche e meccaniche, superfici calde e scariche elettrostatiche, la pulizia regolare per evitare accumuli di polveri, e l'uso di attrezzature antideflagranti nelle zone classificate.