Il Decameron

Tancredi e Ghismunda (IV, 1)

Lamore tragico e il cuore nel calice doro: la novella piu drammatica del Decameron

Lezione 11 di 20 3 min 323 parole

IL NARRATORE

Fiammetta racconta. Il tema della quarta giornata: amori che finiscono infelicemente. E la prima novella della giornata: Boccaccio la sceglie come modello della tragedia amorosa.

TANCREDI E GHISMUNDA

Tancredi, principe di Salerno, ama la figlia Ghismunda di un amore possessivo e geloso. Ghismunda, rimasta vedova giovane, torna a vivere col padre.

L'AMORE SEGRETO

Ghismunda si innamora di Guiscardo, un giovane valletto di nobile animo ma di bassa condizione. Si incontrano di nascosto attraverso un passaggio segreto che porta alla camera di lei.

Tancredi scopre tutto per caso: addormentatosi nella camera della figlia, si sveglia e li vede insieme. Non si rivela. Aspetta.

LA SCENA DELLO SCONTRO

Tancredi fa arrestare Guiscardo e convoca Ghismunda. Le rinfaccia l'amore per un uomo di bassa nascita.

Ghismunda non piange, non si scusa. Pronuncia un discorso di una forza straordinaria:

Questo Guiscardo e un giovane povero: e sia. Ma egli e nobile nell'animo. La nobilta non sta nel sangue ma nelle azioni. Se tu avessi guardato la virtu che e in lui, non ti saresti vergognato.

Niuna cosa e si gentile come la virtu. La nobilta non e nel sangue: e nell'animo.

IL CUORE NEL CALICE

Tancredi fa uccidere Guiscardo e manda il suo cuore a Ghismunda in un calice d'oro.

Ghismunda prende il cuore, lo bacia, versa del veleno nel calice:

E detto questo, recatasi la coppa alla bocca, bevve; e appresso col calice in mano si distese sopra il suo letto.

Muore tenendo il cuore di Guiscardo tra le mani.

Tancredi, devastato dal rimorso, li fa seppellire insieme.

COMMENTO

Ghismunda e il personaggio femminile piu forte del Decameron. Non subisce: sceglie. Sceglie l'amore, sceglie la morte. Il suo discorso sulla nobilta dell'animo e un manifesto rivoluzionario: il valore di un uomo non dipende dalla nascita.

Il cuore nel calice e un'immagine che viene dalla tradizione trobadorica (il cuore mangiato). Boccaccio la trasforma in un gesto di dignita assoluta.

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