Il Decameron

Guglielmo Borsiere (I, 8)

La cortesia perduta: quando la generosita era una virtu

Lezione 17 di 20 2 min 265 parole

IL NARRATORE

Lauretta racconta. Prima giornata, tema libero.

IL CONTESTO

Guglielmo Borsiere e un uomo di corte, elegante e colto, un cortigiano nel senso migliore del termine: uno che porta buone notizie, media conflitti, rallegra le feste con la sua compagnia.

L'AVARO

Messer Ermino de' Grimaldi, genovese ricchissimo, e un avaro leggendario. Ha il palazzo piu bello di Genova ma e talmente tirchio da non spendere un soldo per se stesso.

Guglielmo Borsiere arriva a Genova e incontra messer Ermino. Il ricco gli chiede, con falsa modestia, un consiglio: sta facendo affrescare una sala del palazzo. Quale soggetto dovrebbe far dipingere, qualcosa che non sia mai stato dipinto prima?

LA RISPOSTA

Guglielmo risponde:

Messer, fatevi dipingere la Cortesia.

La cortesia: la generosita, la liberalita. La cosa che manca a messer Ermino.

L'avaro arrossi e da quel giorno cambio carattere.

IL CONCETTO DI CORTESIA

Nel Medioevo la cortesia non e solo buona educazione. E una virtu sociale: il dovere del ricco di condividere con gli altri. L'avarizia non e solo un difetto personale: e un peccato contro la comunita.

Boccaccio denuncia la decadenza dei costumi: un tempo i signori erano generosi, ora accumulano senza dare niente.

COMMENTO

La novella e breve ma contiene un tema centrale del Decameron: la cortesia come valore supremo della civilta. La decima giornata, l'ultima, sara dedicata tutta alla magnificenza e alla cortesia.

Guglielmo Borsiere compare anche nell'Inferno di Dante (XVI, 70), dove un dannato chiede notizie di Firenze e lamenta la scomparsa della cortesia. Boccaccio riprende il tema dantesco e lo sviluppa nella sua chiave narrativa.

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