Il Decameron

Cisti fornaio (VI, 2)

Lintelligenza del popolo: un fornaio insegna le buone maniere a un ambasciatore

Lezione 13 di 20 3 min 320 parole

IL NARRATORE

Pampinea racconta. Il tema della sesta giornata: motti arguti e risposte pronte.

CISTI

Cisti e un fornaio fiorentino. Ricco nel suo mestiere, amante del buon vino. La sua bottega e sulla strada che messer Geri Spina, importante gentiluomo, percorre ogni giorno con gli ambasciatori del papa.

IL VINO BIANCO

Cisti ha un vernaccia eccezionale. Ogni mattina, quando messer Geri passa con gli ambasciatori, Cisti e fuori dalla bottega con un fiasco di vino fresco e beve con ostentazione.

Messer Geri nota, si incuriosisce, un giorno si ferma ad assaggiare. Il vino e straordinario. Da quel giorno, Cisti offre il vernaccia a messer Geri e ai suoi ospiti ogni mattina.

LA PROVA DI TATTO

Finita l'ambasciata, messer Geri organizza un pranzo importante e manda un servo da Cisti con un fiascone enorme per farsi riempire di vernaccia.

Cisti guarda il fiascone e dice al servo:

Figliuolo, messer Geri non ti manda a me.

Il servo torna, insiste. Cisti ripete: messer Geri non ti manda a me.

Il servo torna da messer Geri confuso. Messer Geri capisce e gli dice: torna da Cisti e digli che si, ti mando io. Se ti risponde ancora cosi, chiedigli a chi ti manda.

Il servo torna. Cisti ripete la frase. Il servo chiede: e a chi mi manda allora? Cisti risponde:

All'Arno.

IL SIGNIFICATO

Il fiascone era da vino comune, non da vernaccia pregiata. Cisti dice: quel contenitore e da acqua del fiume, non da vino buono.

Messer Geri ride e da ragione a Cisti. Da quel giorno lo tiene in grande considerazione.

COMMENTO

Cisti e un artigiano che insegna l'eleganza a un nobile. Non si tratta di snobismo ma di rispetto: il vino buono merita il contenitore giusto. La forma e sostanza.

Boccaccio celebra l'intelligenza popolare: Cisti non ha studiato, non e nobile, ma sa vivere con stile. Nel Decameron la saggezza non e monopolio dei potenti.

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