Il Decameron

I grandi temi del Decameron

Fortuna, ingegno, amore e natura: i fili conduttori delle cento novelle

Lezione 19 di 20 3 min 335 parole

LA FORTUNA

La fortuna nel Decameron non e il destino: e il caso. Gli eventi accadono senza un disegno provvidenziale. Andreuccio cade nel vicolo per caso. La peste arriva senza spiegazione morale.

Boccaccio non nega Dio, ma il suo mondo funziona secondo leggi terrene. Chi vince, vince grazie all'ingegno, non alla preghiera.

L'INGEGNO

Il valore supremo del Decameron. L'ingegno e l'intelligenza pratica: la capacita di cavarsela, di trovare la risposta giusta, di trasformare un problema in un'opportunita.

Ser Ciappelletto usa l'ingegno per ingannare. Frate Cipolla lo usa per improvvisare. Madonna Filippa lo usa per salvarsi la vita. Chichibio lo usa per una battuta. L'ingegno non e morale ne immorale: e una forza della natura.

L'AMORE

L'amore nel Decameron ha molte facce. Amore tragico: Ghismunda e Guiscardo. Amore cortese: Federigo degli Alberighi. Amore fisico: le novelle della settima e ottava giornata. Amore come forza naturale che nessuna legge puo fermare.

Boccaccio non giudica l'amore: lo racconta in tutte le sue forme.

LA NATURA CONTRO LA CULTURA

La natura umana e piu forte delle regole sociali. I frati desiderano le donne. Le monache forzate si ribellano. Le mogli tradiscono i mariti stupidi. La natura reclama i suoi diritti contro le convenzioni.

La novella delle papere (introduzione alla quarta giornata) lo dice chiaramente: un ragazzo cresciuto senza aver mai visto una donna, alla prima che ne vede, le desidera. La natura vince sempre.

LA PAROLA

Il Decameron e un libro sulla parola. Le novelle si raccontano per vincere la morte, per passare il tempo, per insegnare. La parola salva: Chichibio si salva con una battuta. Melchisedech si salva con una novella. Frate Cipolla si salva con una predica.

Raccontare storie e l'atto piu umano che esista. Contro la peste, contro la morte, contro il caos, la civilta si difende raccontando.

COMMENTO

Il Decameron e il libro della vita terrena. Dove Dante guarda al cielo, Boccaccio guarda alla terra. Non sono in contraddizione: sono complementari. Insieme formano le due colonne della letteratura italiana.

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