Corso SMA-SAB

Nozioni di diritto commerciale

Il diritto commerciale regola la vita dell'impresa.

Lezione 7 di 19 7 min 722 parole
Video lezione

L'IMPRENDITORE COMMERCIALE

Il Codice Civile italiano, all'articolo 2082, definisce imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. L'imprenditore commerciale, definito dall'articolo 2195, è colui che esercita un'attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi, un'attività intermediaria nella circolazione dei beni, un'attività di trasporto per terra, per acqua o per aria, un'attività bancaria o assicurativa, o altre attività ausiliarie delle precedenti.

Chi apre un'attività di commercio al dettaglio di prodotti alimentari o un'attività di somministrazione di alimenti e bevande è a tutti gli effetti un imprenditore commerciale. Questo comporta una serie di obblighi specifici: l'iscrizione nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la tenuta delle scritture contabili obbligatorie, e l'assoggettamento alle procedure concorsuali in caso di crisi d'impresa.

IL PICCOLO IMPRENDITORE

Il Codice Civile, all'articolo 2083, distingue il piccolo imprenditore, definito come il coltivatore diretto del fondo, l'artigiano, il piccolo commerciante e colui che esercita un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia. Il piccolo imprenditore è esonerato da alcune obblighi, come la tenuta delle scritture contabili, ma nell'attuale ordinamento queste distinzioni hanno perso parte della loro rilevanza pratica.

LE FORME GIURIDICHE D'IMPRESA

L'attività di commercio o somministrazione alimentare può essere esercitata in diverse forme giuridiche, ciascuna con le proprie caratteristiche in termini di responsabilità, costi di gestione, obblighi amministrativi e trattamento fiscale.

La ditta individuale è la forma più semplice e diffusa per le piccole attività. Non richiede un capitale minimo, i costi di costituzione sono minimi e la gestione amministrativa è semplificata. Lo svantaggio principale è la responsabilità illimitata: l'imprenditore risponde con tutto il suo patrimonio personale per i debiti dell'attività.

La società a responsabilità limitata, SRL, è la forma societaria più diffusa in Italia. Richiede un capitale minimo di 10.000 euro, di cui almeno il 25 per cento deve essere versato al momento della costituzione. Il vantaggio principale è la limitazione della responsabilità: i soci rispondono per i debiti della società solo nei limiti del capitale conferito, con alcune eccezioni per debiti tributari e previdenziali.

La società a responsabilità limitata semplificata, SRLS, è una variante della SRL con capitale minimo di 1 euro e costi di costituzione ridotti perché l'atto costitutivo è redatto con un modello standard che non richiede l'intervento del notaio per la stesura. Mantiene il vantaggio della responsabilità limitata.

La società in nome collettivo, SNC, e la società in accomandita semplice, SAS, sono società di persone che prevedono la responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci nella SNC, o di alcuni soci, i soci accomandatari, nella SAS.

LE AUTORIZZAZIONI PER IL COMMERCIO ALIMENTARE

Per avviare un'attività di commercio alimentare o di somministrazione occorre presentare la SCIA, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, al Comune competente tramite lo Sportello Unico per le Attività Produttive, il cosiddetto SUAP. La SCIA consente di avviare l'attività immediatamente, salvo il potere dell'amministrazione di effettuare verifiche e di sospendere o vietare l'attività entro 60 giorni.

I requisiti per l'avvio dell'attività sono di due tipi: requisiti soggettivi e requisiti oggettivi. I requisiti soggettivi comprendono i requisiti morali, ovvero l'assenza di condanne per determinati reati come quelli di tipo mafioso, frode, contraffazione, e i requisiti professionali, che possono essere soddisfatti alternativamente con la qualificazione SMA-SAB, con l'esperienza lavorativa o con un titolo di studio specifico.

I requisiti oggettivi riguardano i locali, che devono rispettare le normative urbanistiche ed edilizie, i requisiti igienico-sanitari previsti dal Regolamento locale di igiene e dal Regolamento CE 852/2004, e i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa antincendio e dal Decreto Legislativo 81/2008.

Per le attività di somministrazione è necessario anche il rispetto dei criteri di programmazione stabiliti dal Comune per il proprio territorio, come la distanza minima tra esercizi o la capienza massima per zona.

LA TUTELA DEL CONSUMATORE

Il Codice del Consumo, Decreto Legislativo 206 del 2005, disciplina i diritti dei consumatori nei rapporti con i professionisti. Le norme riguardano la correttezza e la trasparenza delle informazioni commerciali, il divieto di pratiche ingannevoli e aggressive, la sicurezza dei prodotti, la garanzia legale di conformità e la risoluzione alternativa delle controversie.

L'imprenditore del settore alimentare deve prestare particolare attenzione all'esattezza dei prezzi esposti, alla completezza delle informazioni sugli ingredienti e sugli allergeni, al rispetto delle norme sulla pubblicità, e alla corretta gestione dei reclami.

Tutte le lezioni del corso