Corso SMA-SAB

Salute e sicurezza sul lavoro

La sicurezza in azienda è un diritto e un dovere.

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IL TESTO UNICO SULLA SICUREZZA

Il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, numero 81, noto come Testo Unico sulla Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, è la norma fondamentale che disciplina la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali in Italia. Si applica a tutti i settori di attività, pubblici e privati, e a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla tipologia contrattuale.

Per un'attività di commercio o somministrazione di alimenti e bevande, il rispetto di questa normativa è un obbligo imprescindibile. Le violazioni comportano sanzioni penali e amministrative anche molto pesanti, che possono arrivare all'arresto del datore di lavoro e alla sospensione dell'attività.

Il principio cardine del Testo Unico è la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compresa la scelta delle attrezzature di lavoro, delle sostanze e dei preparati chimici impiegati, la sistemazione dei luoghi di lavoro, e i rischi collegati allo stress da lavoro correlato.

IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

Il DVR, Documento di Valutazione dei Rischi, è l'adempimento principale del datore di lavoro ed è un obbligo indelegabile, ovvero non può essere affidato ad altri. Il DVR deve contenere una relazione sulla valutazione di tutti i rischi, con i criteri adottati per la valutazione; l'indicazione delle misure di prevenzione e protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuale adottati; il programma delle misure ritenute opportune per migliorare nel tempo i livelli di sicurezza; l'individuazione delle mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici.

Per le imprese con meno di 10 lavoratori è ammessa l'autocertificazione dell'avvenuta valutazione dei rischi, ma è sempre consigliabile redigere un DVR completo, anche avvalendosi delle procedure standardizzate previste dal Decreto Interministeriale del 30 novembre 2012.

I RISCHI SPECIFICI NEL SETTORE ALIMENTARE

Le attività di commercio e somministrazione alimentare presentano rischi specifici che devono essere attentamente valutati.

Il rischio di scivolamento e caduta è uno dei più frequenti. I pavimenti possono diventare scivolosi per la presenza di liquidi, grassi, residui di lavaggio o condensa. Le misure di prevenzione comprendono l'uso di pavimentazioni antiscivolo, la pulizia immediata di ogni versamento, la segnalazione delle aree bagnate, e l'obbligo di calzature con suola antiscivolo per tutto il personale.

Il rischio da movimentazione manuale dei carichi è rilevante per chi riceve e stocca le merci. Casse d'acqua, cartoni di prodotti, sacchi di farina possono pesare decine di chili. Il Titolo VI del Decreto 81 stabilisce che il datore di lavoro deve adottare misure organizzative per evitare la movimentazione manuale o, quando non sia possibile eliminarla, ridurre al minimo il rischio con ausili meccanici, formazione del personale sulle tecniche corrette di sollevamento, e sorveglianza sanitaria.

Il rischio da taglio è presente nelle attività di preparazione alimentare che utilizzano coltelli, affettatrici, segaossa e altre attrezzature da taglio. Le misure di prevenzione includono la formazione sull'uso corretto delle attrezzature, la manutenzione delle lame, l'uso di guanti antitaglio e le protezioni sulle macchine.

Il rischio da ustione riguarda chi utilizza forni, friggitrici, piastre e altri apparecchi a elevata temperatura. L'esposizione a basse temperature è un rischio per chi opera nelle celle frigorifere, specialmente se per periodi prolungati.

Il rischio elettrico è legato all'uso di numerose apparecchiature elettriche come frigoriferi, forni, affettatrici, registratori di cassa. L'impianto elettrico deve essere a norma, con interruttori differenziali, messa a terra e protezione contro i sovraccarichi.

Lo stress da lavoro correlato è un rischio psicosociale importante nel settore della somministrazione, dove gli orari prolungati, il lavoro nei festivi, il contatto costante con il pubblico e i ritmi intensi durante i picchi di affluenza possono generare situazioni di stress significativo.

LE FIGURE DELLA PREVENZIONE

Il datore di lavoro deve organizzare il sistema di prevenzione nominando diverse figure. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, RSPP, è la persona designata dal datore di lavoro per coordinare il servizio di prevenzione e protezione. Nelle imprese fino a 30 dipendenti nel commercio, il datore di lavoro può svolgere direttamente il ruolo di RSPP, previo un corso di formazione di 16 ore.

Il medico competente effettua la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a rischi specifici, come la movimentazione manuale dei carichi, il lavoro notturno o l'esposizione a basse temperature. Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, RLS, è il lavoratore eletto o designato per rappresentare i lavoratori in materia di salute e sicurezza.

Gli addetti al primo soccorso devono essere formati con un corso di 12 ore e dotati di una cassetta di primo soccorso completa. Gli addetti alla gestione delle emergenze e all'evacuazione devono conoscere il piano di emergenza e le procedure da seguire in caso di incendio, terremoto o altra emergenza.

LA FORMAZIONE OBBLIGATORIA

Tutti i lavoratori devono ricevere una formazione adeguata in materia di sicurezza, articolata in una formazione generale di 4 ore, comune a tutti i settori, e una formazione specifica la cui durata dipende dal livello di rischio dell'attività: 4 ore per il rischio basso, 8 ore per il rischio medio e 12 ore per il rischio alto. Il commercio al dettaglio è classificato a rischio basso, mentre la ristorazione è classificata a rischio medio.

La formazione deve essere erogata al momento dell'assunzione, in occasione di un cambio di mansione, e deve essere aggiornata periodicamente ogni 5 anni.

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