CHI E L'INNOMINATO
Un signorotto potentissimo, il cui castello arroccato domina una valle. Nessuno osa nominarlo. Manzoni non gli da un nome: lo chiama l'innominato.
E il piu grande criminale del romanzo: ha ucciso, ha fatto uccidere, ha protetto banditi, ha sfidato la legge e la Chiesa. I governanti lo temono, i bravi lo servono, tutti lo evitano.
Don Rodrigo, falliti tutti i tentativi di rapire Lucia (ora rifugiata al convento di Monza), si rivolge a lui.
L'INNOMINATO ACCETTA
L'innominato accetta di far rapire Lucia dal convento, usando la complicita di Gertrude. L'operazione riesce: la Monaca di Monza consegna Lucia al Nibbio, bravo dell'innominato.
Lucia viene portata al castello.
LA NOTTE DELL'INNOMINATO
Ma qualcosa e gia cambiato dentro l'innominato. Da tempo e inquieto, insoddisfatto. Il rimorso lo rode. La vecchiaia si avvicina. La morte lo spaventa.
Quando Lucia arriva al castello e lo supplica piangendo, qualcosa si spezza.
Lasciatemi andare! Che vi ho fatto io? Perche mi trattate cosi? Io non vi ho fatto niente! In nome di Dio!
LUCIA E IL VOTO
Nella notte, chiusa in una stanza del castello, Lucia prega la Madonna e fa un voto: rinuncia a Renzo per sempre se verra liberata. E un voto disperato, fatto nel terrore. Sara il nodo piu difficile da sciogliere alla fine del romanzo.
L'INNOMINATO NELLA NOTTE
Intanto l'innominato non riesce a dormire:
Cosi nello stanzaccio, sdraiato su quel seggiolone, con la faccia tra le mani, l'innominato stava a tormentarsi.
Ripensa alla sua vita. Tutti i delitti, tutte le violenze. Pensa alla morte. Pensa a Dio. E la notte piu lunga del romanzo: un uomo potentissimo che scopre di essere miserabile.
COMMENTO
L'innominato e ispirato a Francesco Bernardino Visconti, un nobile lombardo del Seicento convertitosi dopo una vita criminale. Ma Manzoni ne fa un personaggio universale: l'uomo che ha tutto il potere e scopre che il potere non basta.