LA FINE DI DON RODRIGO
Don Rodrigo muore nel lazzaretto, sfigurato dalla peste, senza pentimento ne conforto. La sua fine e il contrario di quella dell'innominato: nessuna conversione, nessun riscatto. Il potere non lo salva.
LA FINE DELLA PESTE
La peste si esaurisce lentamente. Milano riprende a vivere. Le case si riaprono. La gente torna nelle strade.
Manzoni descrive la fine dell'epidemia con lo stesso rigore con cui ne ha raccontato l'inizio: non c'e un momento preciso, non c'e un giorno della vittoria. La peste se ne va come era venuta: senza che nessuno capisca davvero perche.
IL MATRIMONIO
Finalmente Renzo e Lucia si sposano. Don Abbondio, ora che don Rodrigo e morto e non c'e piu nessun pericolo, celebra il matrimonio con entusiasmo.
L'ironia di Manzoni e affilata: don Abbondio e coraggioso quando non c'e niente da temere. Il vigliacco festeggia la vittoria degli altri.
LA NUOVA VITA
Renzo e Lucia si trasferiscono nel bergamasco. Renzo compra un filatoio. Hanno figli. Vivono bene.
Ma non e un lieto fine da favola. E un lieto fine da adulti: una vita costruita sulla fatica, sulla prudenza, sulle lezioni imparate.
L'EREDITA DELL'INNOMINATO
L'innominato, convertito, usa il suo potere per aiutare Lucia e la sua famiglia. Il castello della paura diventa un rifugio per i deboli.
COMMENTO
Il lieto fine dei Promessi Sposi non e trionfale. E quotidiano. Dopo la peste, la guerra, la persecuzione, la vita ricomincia con le cose semplici: il lavoro, la famiglia, il pane quotidiano.
Manzoni non crede negli eroi. Crede nella gente comune che resiste e ricomincia.