IL TESTO INTEGRALE DELLE TERZINE PIU CELEBRI
VERSI 1-27: LO SMARRIMENTO
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
che la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era e cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant'e amara che poco e piu morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
diro de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
Io non so ben ridir com'i' v'intrai,
tant'era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.
Ma poi ch'i' fui al pie d'un colle giunto,
la dove terminava quella valle
che m'avea di paura il cor compunto,
guardai in alto e vidi le sue spalle
vestite gia de' raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle.
Allor fu la paura un poco queta,
che nel lago del cor m'era durata
la notte ch'i' passai con tanta pieta.
E come quei che con lena affannata,
uscito fuor del pelago a la riva,
si volge a l'acqua perigliosa e guata,
cosi l'animo mio, ch'ancor fuggiva,
si volse a retro a rimirar lo passo
che non lascio gia mai persona viva.
PARAFRASI
A meta della vita umana, cioe a trentacinque anni, mi ritrovai smarrito in un bosco buio e terribile. Avevo perso la strada giusta. Quanto e difficile descrivere quella selva, cosi selvaggia, aspra e paurosa che solo a ripensarci il terrore torna. E un'esperienza amara quasi quanto la morte, ma per parlare del bene che vi trovai, raccontero anche le altre cose che ho visto.
Non so dire esattamente come ci entrai: ero cosi pieno di sonno spirituale, cosi confuso, che avevo abbandonato la via della verita. Quando arrivai ai piedi di un colle, dove finiva quella valle che mi aveva riempito il cuore di paura, alzai lo sguardo e vidi la cima del colle illuminata dal sole, il pianeta che guida gli uomini per ogni sentiero.
VERSI 31-60: LE TRE FIERE
Dante tenta di salire il colle illuminato, ma tre bestie gli sbarrano la strada:
Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
una lonza leggiera e presta molto,
che di pel macolato era coverta.
La lonza e una sorta di leopardo, agile e dal pelo maculato. Rappresenta la lussuria. Non si toglie davanti a Dante e quasi lo costringe a tornare indietro.
Poi appare un leone: questi parea che contra me venisse con la test'alta e con rabbiosa fame, si che parea che l'aere ne tremesse.
Il leone, con la testa alta e la fame rabbiosa, rappresenta la superbia. L'aria stessa sembra tremare al suo passaggio.
Infine una lupa: ed una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza, e molte genti fe gia viver grame.
La lupa, magra e carica di ogni bramosia, rappresenta l'avarizia. E la bestia piu terribile: Dante perde ogni speranza di salire il colle.
VERSI 61-87: L'ARRIVO DI VIRGILIO
Mentre Dante precipita verso il basso, appare una figura:
Mentre ch'i' rovinava in basso loco,
dinanzi a li occhi mi si fu offerto
chi per lungo silenzio parea fioco.
Quando vidi costui nel gran diserto,
Miserere di me, gridai a lui,
qual che tu sii, od ombra od omo certo!
Risposemi: Non omo, omo gia fui,
e li parenti miei furon lombardi,
mantoani per patria ambedui.
Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi,
e vissi a Roma sotto 'l buono Augusto
nel tempo de li dei falsi e bugiardi.
Poeta fui, e cantai di quel giusto
figliuol d'Anchise che venne di Troia,
poi che 'l superbo Ilion fu combusto.
E Virgilio. Non e un uomo vivo, ma un'ombra, l'anima del grande poeta latino che scrisse l'Eneide. Dante lo riconosce e lo chiama il suo maestro e il suo autore, colui da cui ha appreso il bello stilo che gli ha dato onore.
Virgilio gli spiega che non puo salire il colle per quella via: la lupa e troppo potente. Dovra fare un altro cammino, un viaggio attraverso l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso. Sara Virgilio stesso a guidarlo nei primi due regni.
COMMENTO CRITICO
Il Canto I e il portale di tutta la Commedia. Introduce i temi fondamentali: lo smarrimento morale, la necessita di un cammino di purificazione, il ruolo della guida. La selva oscura e allegoria della condizione di peccato; il colle illuminato dal sole rappresenta la salvezza; le tre fiere sono gli ostacoli che impediscono all'uomo di raggiungerla da solo.
L'incipit Nel mezzo del cammin di nostra vita e forse il verso piu famoso della letteratura italiana. Quel nostra e fondamentale: non e solo la vita di Dante, e la vita di ogni uomo. Il viaggio e universale.