La Divina Commedia

Inferno, Canto V - Paolo e Francesca

Il canto dei lussuriosi: la bufera infernale e la storia damore piu tragica della letteratura

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IL SECONDO CERCHIO

Dante e Virgilio scendono nel secondo cerchio, dove vengono puniti i lussuriosi. La pena e la bufera: un vento incessante e violentissimo che trascina le anime senza sosta. In vita si lasciarono trascinare dalla passione; ora una tempesta eterna li trascina.

La bufera infernal, che mai non resta,

mena li spirti con la sua rapina;

voltando e percotendo li molesta.

LE ANIME FAMOSE

Virgilio indica le grandi figure della storia e del mito: Semiramide, Didone, Cleopatra, Elena di Troia, Achille, Paride, Tristano.

PAOLO E FRANCESCA: VERSI 73-142 - TESTO INTEGRALE

Dante vede due anime che vanno insieme nella bufera:

Io cominciai: Poeta, volontieri

parlerei a quei due che 'nsieme vanno,

e paion si al vento esser leggieri.

Ed elli a me: Vedrai quando saranno

piu presso a noi; e tu allor li priega

per quello amor che i mena, ed ei verranno.

Si tosto come il vento a noi li piega,

mossi la voce: O anime affannate,

venite a noi parlar, s'altri nol niega!

Quali colombe dal disio chiamate

con l'ali alzate e ferme al dolce nido

vegnon per l'aere, dal voler portate;

cotali uscir de la schiera ov'e Dido,

a noi venendo per l'aere maligno,

si forte fu l'affettuoso grido.

Le due anime, come colombe richiamate dal desiderio verso il nido, escono dalla schiera dei lussuriosi e si avvicinano a Dante.

FRANCESCA PARLA

O animal grazioso e benigno

che visitando vai per l'aere perso

noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

se fosse amico il re de l'universo,

noi pregheremmo lui de la tua pace,

poi c'hai pieta del nostro mal perverso.

Siede la terra dove nata fui

su la marina dove 'l Po discende

per aver pace co' seguaci sui.

Francesca viene da Rimini. Poi racconta come nacque l'amore:

Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer si forte,

che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.

Caina attende chi a vita ci spense.

Tre terzine costruite sulla parola Amor. L'amore si impadronisce di un cuore nobile; non permette a chi e amato di non riamare; li condusse alla morte. Gianciotto Malatesta, marito di Francesca e fratello di Paolo, li uccise entrambi.

IL RACCONTO DELLA LETTURA

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lancialotto come amor lo strinse;

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per piu fiate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser basciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi bascio tutto tremante.

Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:

quel giorno piu non vi leggemmo avante.

Leggevamo la storia di Lancillotto e Ginevra. Piu volte quella lettura ci spinse a guardarci negli occhi. Quando leggemmo che il sorriso di Ginevra fu baciato da Lancillotto, costui mi bacio la bocca tutto tremante. Il libro fu il nostro Galeotto, il nostro intermediario d'amore. Quel giorno non leggemmo piu oltre.

Mentre che l'uno spirto questo disse,

l'altro piangea; si che di pietade

io venni men cosi com'io morisse.

E caddi come corpo morto cade.

Mentre Francesca parla, Paolo piange. Dante, sopraffatto dalla pieta, sviene e cade come un corpo morto.

COMMENTO CRITICO

Il Canto V e forse il piu famoso dell'intera Commedia. Dante pone i lussuriosi nel secondo cerchio, in posizione relativamente mite. Ma soprattutto, prova una pieta enorme, fino a svenire. Condanna il peccato ma comprende il sentimento.

Francesca e un capolavoro di retorica: si presenta come vittima dell'amore, non come peccatrice. Il racconto della lettura e un gioiello di suspense narrativa: la letteratura diventa specchio della vita, il libro diventa il mezzano.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: questo verso e diventato proverbiale. Il verso finale, E caddi come corpo morto cade, e di una potenza inarrivabile: cinque accenti, la ripetizione caddi/cade, il suono del verso che riproduce il tonfo della caduta.

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