La Divina Commedia

Inferno, Canto XIII - Pier delle Vigne e i suicidi

La selva dei suicidi: alberi che parlano, sangue che cola dai rami spezzati

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IL SETTIMO CERCHIO, SECONDO GIRONE

Un bosco spaventoso:

Non fronda verde, ma di color fosco;

non rami schietti, ma nodosi e 'nvolti;

non pomi v'eran, ma stecchi con tosco.

I SUICIDI SONO ALBERI

Dante spezza un ramoscello e dal tronco esce sangue:

Allor porsi la mano un poco avante

e colsi un ramicel da un gran pruno;

e 'l tronco suo grido: Perche mi schiante?

Da che fatto fu poi di sangue bruno,

ricomincio a dir: Perche mi scerpi?

non hai tu spirto di pietade alcuno?

Uomini fummo, e or siam fatti sterpi:

ben dovrebb'esser la tua man piu pia,

se state fossimo anime di serpi.

Come d'un stizzo verde ch'arso sia

da l'un de' capi, che da l'altro geme

e cigola per vento che va via,

si de la scheggia rotta usciva insieme

parole e sangue; ond'io lasciai la cima

cadere, e stetti come l'uom che teme.

PIER DELLE VIGNE RACCONTA

L'anima e Pier delle Vigne, cancelliere di Federico II di Svevia:

Io son colui che tenni ambo le chiavi

del cor di Federigo, e che le volsi,

serrando e diserrando, si soavi,

che dal secreto suo quasi ogn'uom tolsi;

fede portai al glorioso offizio,

tanto ch'i' ne perde' li sonni e ' polsi.

La meretrice che mai da l'ospizio

di Cesare non torse li occhi putti,

morte comune e de le corti vizio,

infiammo contra me li animi tutti;

e li 'nfiammati infiammar si Augusto,

che ' lieti onor tornaro in tristi lutti.

L'animo mio, per disdegnoso gusto,

credendo col morir fuggir disdegno,

ingiusto fece me contra me giusto.

Io sono colui che tenne le chiavi del cuore di Federico, aprendolo e chiudendolo con delicatezza. Portai fede al mio incarico da perderci il sonno. L'invidia, rovina delle corti, avanzo tutti contro di me. L'imperatore si volto contro di me. Il mio animo sdegnoso, credendo di fuggire il disprezzo con la morte, rese me innocente colpevole verso me stesso.

Pier delle Vigne (1190-1249), brillante giurista, accusato di tradimento dai cortigiani invidiosi, imprigionato e accecato, si uccise sbattendo la testa contro il muro.

IL CONTRAPPASSO

Chi ha distrutto il proprio corpo perde per sempre la forma umana. Chi ha rifiutato la vita e condannato a una vita vegetale, senza voce propria se non attraverso il dolore. Nel Giudizio Universale i suicidi riavranno i corpi ma non potranno rivestirli: li appenderanno ai propri alberi.

COMMENTO CRITICO

La scena del ramo che sanguina e grida e di un'efficacia cinematografica. L'idea viene dalle Metamorfosi di Ovidio ma Dante la porta a un livello superiore. Pier delle Vigne e anche un'occasione per denunciare la corruzione delle corti: un tema che Dante conosceva fin troppo bene.

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