La Divina Commedia

Purgatorio, Canto V - Pia de Tolomei

Le anime morte di morte violenta: Bonconte da Montefeltro e i sette versi indimenticabili di Pia

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GLI ANTIPURGATORIO

Anime di chi mori di morte violenta pentendosi all'ultimo istante.

BONCONTE DA MONTEFELTRO

Capitano ghibellino morto nella battaglia di Campaldino (1289), la stessa in cui combatte Dante dalla parte opposta:

Io fui di Montefeltro, io son Bonconte;

Giovanna o altri non ha di me cura.

Ferito alla gola, fuggi lasciando una scia di sangue. Cadde sulla riva del fiume e morente pronuncio il nome di Maria incrociando le braccia sul petto.

Un angelo prese la sua anima, ma un demonio protesto: me porta via per una lagrimetta? Il diavolo scateno una tempesta che travolse il corpo e lo disperse nel fiume Arno.

Una sola lacrima di pentimento sincero basta a salvare un'anima. Il diminutivo lagrimetta e crudele: il diavolo disprezza la grazia.

PIA DE' TOLOMEI: VERSI 130-136

Sette versi di intensita sconvolgente:

Deh, quando tu sarai tornato al mondo

e riposato de la lunga via,

seguito 'l terzo spirito al secondo,

ricorditi di me, che son la Pia;

Siena mi fe', disfecemi Maremma:

salsi colui che 'nanellata pria

disposando m'avea con la sua gemma.

Quando sarai tornato nel mondo dei vivi, ricordati di me, che sono la Pia. Siena mi genero, la Maremma mi distrusse. Lo sa colui che mi aveva sposata con il suo anello.

Pia de' Tolomei, nobildonna senese, uccisa dal marito Nello d'Inghiramo dei Pannocchieschi, forse gettata da una finestra del castello in Maremma.

Non accusa, non spiega, non si lamenta. Dice solo: ricordati di me. Una discrezione, un pudore, una dignita che sono l'opposto della violenza subita. Non vuole vendetta, non vuole giustizia. Vuole solo essere ricordata.

Siena mi fe', disfecemi Maremma: capolavoro di simmetria. Siena e la civilta; la Maremma e il luogo selvaggio e mortale. Mi fece e mi disfece: costruzione e distruzione in due parole.

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