SORDELLO
Un'anima seduta in disparte, sola e altera, guarda come lione accovacciato. Virgilio si avvicina e comincia a dire Mantua. L'anima scatta:
O Mantoano, io son Sordello
de la tua terra! e l'un l'altro abbracciava.
Due mantovani si abbracciano solo perche condividono la stessa terra. Questa scena scatena l'invettiva.
L'INVETTIVA: VERSI 76-151
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Quell'anima gentil fu cosi presta,
sol per lo dolce suon de la sua terra,
di fare al cittadin suo quivi festa;
e ora in te non stanno sanza guerra
li vivi tuoi, e l'un l'altro si rode
di quei ch'un muro e una fossa serra.
Italia serva, ricettacolo di dolore, nave senza timoniere in tempesta. Due ombre si abbracciano per amore della patria; gli italiani vivi si sbranano tra loro, anche quelli chiusi dentro le stesse mura.
Cerca, misera, intorno da le prode
le tue marine, e poi ti guarda in seno,
s'alcuna parte in te di pace gode.
Cerca lungo le tue coste e guardati dentro: nessuna parte gode la pace.
Dante si rivolge all'imperatore Alberto d'Asburgo: Alberto tedesco ch'abbandoni costei ch'e fatta indomita e selvaggia. Cada un castigo sul tuo sangue.
L'APOSTROFE A FIRENZE
Fiorenza mia, ben puoi esser contenta
di questa digression che non ti tocca.
L'ironia e devastante. Firenze e piena di gente che parla di giustizia senza praticarla, che cerca cariche pubbliche per interesse personale. Le leggi cambiano ogni mese.
COMMENTO
Il verso Ahi serva Italia e rimasto nella memoria collettiva per secoli, citato dal Risorgimento alla Resistenza. Dante parla da esiliato, tradito dalla sua citta, ma il suo dolore e anche il suo amore per l'Italia.