Diritto Penale

Delitti contro la Pubblica Amministrazione — Seconda parte

La corruzione si distingue dalla concussione perché presuppone un accordo tra le parti.

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LA CORRUZIONE

La corruzione è il reato bilaterale per eccellenza: a differenza della concussione, che vede una vittima costretta, la corruzione presuppone un accordo tra il pubblico agente e il privato, un patto scellerato in cui entrambe le parti perseguono un vantaggio indebito.

L'articolo 318 del Codice Penale, riformato dalla legge 190 del 2012, punisce la corruzione per l'esercizio della funzione: il pubblico ufficiale che, per l'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, riceve indebitamente, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità, o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da tre a otto anni. Si tratta della corruzione cosiddetta impropria, che non richiede uno specifico atto contrario ai doveri d'ufficio.

L'articolo 319 del Codice Penale punisce la corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, la cosiddetta corruzione propria: il pubblico ufficiale che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve denaro o altra utilità o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da sei a dieci anni.

L'articolo 321 del Codice Penale punisce con le stesse pene anche il corruttore, cioè il privato che dà o promette denaro o altra utilità al pubblico ufficiale.

LA CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI

L'articolo 319 ter del Codice Penale prevede un'aggravante specifica per la corruzione commessa in relazione ad atti giudiziari: se la corruzione è finalizzata a favorire o danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo, la pena è aumentata.

IL TRAFFICO DI INFLUENZE ILLECITE

L'articolo 346 bis del Codice Penale, introdotto dalla legge 190 del 2012 e riformato dalla legge 3 del 2019, la cosiddetta legge spazzacorrotti, punisce il traffico di influenze illecite: chiunque, sfruttando o vantando relazioni esistenti o asserite con un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, riceve, per sé o per altri, denaro o altra utilità come prezzo della propria mediazione illecita, è punito con la reclusione da un anno a quattro anni e sei mesi.

L'ABUSO D'UFFICIO

L'articolo 323 del Codice Penale disciplinava l'abuso d'ufficio, reato che ha subito numerose riforme. La legge 9 agosto 2024, numero 114, ha abrogato l'articolo 323 del Codice Penale, eliminando il reato di abuso d'ufficio dall'ordinamento italiano. Al suo posto è stato introdotto l'articolo 314 bis del Codice Penale, che punisce l'indebita destinazione di denaro o cose mobili, una fattispecie più circoscritta che sanziona il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che destina denaro o cose mobili a un uso diverso da quello previsto.

IL RIFIUTO E L'OMISSIONE DI ATTI D'UFFICIO

L'articolo 328 del Codice Penale punisce il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che deve essere compiuto senza ritardo, per ragioni di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico, igiene o sanità. Il secondo comma punisce chi, entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse, non compie l'atto del suo ufficio e non espone le ragioni del ritardo.

SINTESI

I reati di corruzione e i reati connessi all'esercizio della funzione pubblica tutelano l'imparzialità e il buon andamento dell'amministrazione. La loro conoscenza è imprescindibile per qualsiasi concorso pubblico.

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