Diritto — Costituzionale, Amministrativo e Civile

Il procedimento amministrativo e la legge 241 del 1990

La legge 241 del 1990 ha introdotto regole di trasparenza e partecipazione nel procedimento.

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IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

Il procedimento amministrativo è la sequenza di atti e di operazioni funzionalmente collegati che conducono all'emanazione di un provvedimento amministrativo. La legge 7 agosto 1990, numero 241, e successive modifiche, rappresenta la disciplina generale del procedimento amministrativo e ha introdotto princìpi di trasparenza, partecipazione e semplificazione.

LE FASI DEL PROCEDIMENTO

Il procedimento si articola in quattro fasi. La fase dell'iniziativa può essere d'ufficio, quando l'amministrazione avvia il procedimento di propria iniziativa, oppure di parte, quando è il privato a presentare un'istanza. La fase istruttoria è la fase in cui il responsabile del procedimento acquisisce i fatti, raccoglie i documenti e i pareri necessari e valuta gli interessi coinvolti. La fase decisoria è il momento in cui l'organo competente adotta il provvedimento finale. La fase integrativa dell'efficacia comprende gli eventuali adempimenti successivi necessari affinché il provvedimento produca i suoi effetti, come la comunicazione, la pubblicazione o il controllo.

IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO

Gli articoli 4, 5 e 6 della legge 241 del 1990 impongono a ciascuna amministrazione di individuare il responsabile del procedimento, cioè il funzionario che cura l'istruttoria e ogni altro adempimento inerente al procedimento. Il responsabile comunica l'avvio del procedimento ai soggetti interessati, acquisisce pareri e valutazioni tecniche, e adotta il provvedimento finale ovvero trasmette gli atti all'organo competente.

LA PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO

La legge 241 del 1990 ha introdotto importanti strumenti di partecipazione dei privati al procedimento. L'articolo 7 impone la comunicazione di avvio del procedimento ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento è destinato a produrre effetti, a quelli che per legge devono intervenirvi e ai soggetti individuati o facilmente individuabili cui il provvedimento possa recare pregiudizio. L'articolo 10 riconosce ai partecipanti il diritto di presentare memorie scritte e documenti e l'obbligo dell'amministrazione di valutarli. L'articolo 11 prevede la possibilità di concludere accordi tra amministrazione e privati, in sostituzione o a integrazione del provvedimento.

IL TERMINE DI CONCLUSIONE

L'articolo 2 della legge 241 del 1990 stabilisce l'obbligo della PA di concludere il procedimento con un provvedimento espresso entro un termine predeterminato. Se l'amministrazione non conclude il procedimento entro il termine, si configura il silenzio inadempimento, che è impugnabile davanti al giudice amministrativo. In alcuni casi la legge attribuisce al silenzio il valore di assenso, il cosiddetto silenzio assenso disciplinato dall'articolo 20, oppure il valore di rigetto, il cosiddetto silenzio diniego.

IL DIRITTO DI ACCESSO

Gli articoli 22 e seguenti della legge 241 del 1990 disciplinano il diritto di accesso ai documenti amministrativi: chiunque abbia un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata, ha diritto di accedere ai documenti della PA. Il decreto legislativo 33 del 2013 ha introdotto l'accesso civico generalizzato, che consente a chiunque di accedere a dati e documenti della PA senza dover dimostrare un interesse qualificato.

LA SCIA

L'articolo 19 della legge 241 del 1990 disciplina la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, o SCIA: il privato può iniziare un'attività segnalando all'amministrazione l'inizio dell'attività stessa, senza attendere un provvedimento autorizzatorio. L'amministrazione conserva il potere di vietare la prosecuzione dell'attività e di ordinare la rimozione degli effetti entro i termini di legge.

SINTESI

La legge 241 del 1990 ha rivoluzionato il rapporto tra cittadino e amministrazione, introducendo trasparenza, partecipazione e tempi certi. La sua conoscenza è imprescindibile per qualsiasi concorso pubblico.

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