Gli studi di sicurezza delle cure mostrano un dato che ha cambiato profondamente l'organizzazione dell'assistenza ospedaliera: la maggior parte degli arresti cardiaci e dei ricoveri d'urgenza in terapia intensiva non arriva all'improvviso, ma è preceduta, nelle ore precedenti, da un progressivo e osservabile deterioramento dei parametri vitali. Saperlo riconoscere in tempo è una delle competenze più preziose che un operatore può maturare sul campo.
I SISTEMI DI ALLERTA PRECOCE
A partire dagli anni Novanta sono stati sviluppati sistemi strutturati per intercettare precocemente questo deterioramento, chiamati Early Warning Score, sistemi di allerta rapida. Attribuendo un punteggio a ciascun parametro vitale in base a quanto si discosta dalla norma, questi sistemi generano un punteggio complessivo che indica il livello di rischio e la frequenza di monitoraggio necessaria. Il più diffuso a livello internazionale è il NEWS2, il National Early Warning Score aggiornato nel duemiladiciassette, che valuta frequenza respiratoria, saturazione di ossigeno, uso di ossigenoterapia, temperatura, pressione sistolica, frequenza cardiaca e livello di coscienza, assegnando a ciascuno un punteggio da zero a tre.
LA SCALA AVPU PER LO STATO DI COSCIENZA
Accanto ai parametri vitali, la valutazione del livello di coscienza è centrale nel riconoscimento del deterioramento. La scala AVPU, acronimo di Alert, Verbal, Pain, Unresponsive, è uno strumento semplice e alla portata di ogni operatore. Alert indica una persona sveglia e vigile. Verbal indica una persona che non reagisce spontaneamente ma risponde se chiamata a voce, magari con voce alzata. Pain indica una persona che non risponde alla voce ma reagisce a uno stimolo doloroso, come un pizzicotto. Unresponsive indica l'assenza di qualunque risposta a qualsiasi stimolo. Una persona che scende lungo questa scala, per esempio da Alert a Verbal, sta peggiorando, e questo va segnalato immediatamente, indipendentemente dai valori numerici degli altri parametri.
I SEGNALI DI ALLERTA PIÙ FREQUENTI
Alcuni segnali, isolati o combinati, meritano sempre un'attenzione immediata da parte dell'OSS: un aumento della frequenza respiratoria oltre i venti atti al minuto, soprattutto se accompagnato da fatica visibile; una riduzione della saturazione di ossigeno sotto il novantacinque per cento; una frequenza cardiaca molto elevata o molto bassa rispetto ai valori abituali della persona; una pressione arteriosa in caduta; una temperatura corporea molto elevata o, al contrario, anormalmente bassa; una riduzione della diuresi; un cambiamento del livello di coscienza, anche minimo, come una persona abitualmente vigile che appare improvvisamente sonnolenta o confusa. Quest'ultimo segnale, nell'anziano, è particolarmente subdolo: un'infezione delle vie urinarie o una polmonite possono manifestarsi con confusione mentale acuta prima ancora che compaiano febbre o altri segni più classici.
PERCHÉ L'OSS È UN OSSERVATORE PRIVILEGIATO
L'operatore socio-sanitario trascorre spesso più tempo continuativo accanto alla persona assistita di qualunque altro professionista sanitario, e questo lo rende, di fatto, il primo sensore di un cambiamento. Non gli compete calcolare formalmente un punteggio NEWS2, compito riservato al personale infermieristico, ma gli compete osservare, rilevare con precisione i parametri di propria competenza, e soprattutto confrontare quanto osserva con lo stato abituale della persona: un utente normalmente loquace che diventa taciturno, un anziano che salta il pasto per la prima volta in settimane, un respiro che sembra leggermente più affannoso del solito. Sono proprio queste piccole deviazioni dalla normalità individuale, più che i valori assoluti, il segnale più prezioso e più precoce.
COME SI SEGNALA UN'ALLERTA
Una segnalazione efficace è precisa, tempestiva e circostanziata: riporta il valore rilevato, l'orario, il confronto con il valore abituale della persona, e la descrizione oggettiva di quanto osservato, senza interpretazioni cliniche che non competono all'operatore. Dire l'utente al letto tre ha una frequenza respiratoria di ventiquattro atti al minuto, contro i sedici abituali, ed è più sudato del solito è una segnalazione utile e azionabile. Dire l'utente al letto tre non sta bene non lo è. La qualità dell'osservazione e della comunicazione dell'OSS può fare la differenza tra un intervento tempestivo e un peggioramento che si scopre troppo tardi.