Il Repertorio richiede all'OSS di conoscere le principali attività finalizzate al mantenimento delle capacità psico-fisiche residue, alla rieducazione e al recupero funzionale, un ambito che si intreccia strettamente con la terapia occupazionale, una disciplina riabilitativa che utilizza attività significative e mirate come strumento terapeutico, non come semplice intrattenimento.
CHE COS'È LA TERAPIA OCCUPAZIONALE
La terapia occupazionale si fonda su un principio semplice ma spesso frainteso: un'attività, per essere terapeutica, deve avere un significato per la persona che la compie, non essere un esercizio meccanico e astratto. Far ripetere movimenti delle dita senza scopo apparente ottiene risultati modesti rispetto a proporre alla stessa persona di piegare biancheria, di innaffiare piante, o di sfogliare un mazzo di carte per giocare a una partita: lo stesso movimento fine delle dita, inserito in un'attività con un senso riconoscibile, mantiene più a lungo la motivazione e quindi l'efficacia dell'esercizio.
GLI OBIETTIVI DELLE ATTIVITÀ PROPOSTE
Le attività proposte perseguono obiettivi diversi a seconda della persona e della sua condizione: il mantenimento della motricità fine, attraverso attività manuali come cucito, disegno, manipolazione di oggetti piccoli; il mantenimento dell'orientamento spazio-temporale, attraverso calendari, orologi analogici, discussioni sulla data e sulla stagione in corso; il mantenimento della memoria e delle funzioni cognitive residue, attraverso giochi di parole, letture, ascolto di musica legata alla storia personale della persona; il mantenimento della mobilità e dell'equilibrio, attraverso attività fisiche adattate come camminate assistite o semplici esercizi di gruppo.
L'ATTIVITÀ MANUALE COME STRUMENTO TERAPEUTICO
Le attività manuali meritano un'attenzione specifica perché coinvolgono contemporaneamente più dimensioni: quella motoria, per il movimento fine delle dita e della mano, quella cognitiva, per la pianificazione e la sequenza dei gesti necessari, e quella emotiva, per la soddisfazione di produrre qualcosa di tangibile. Attività come la lavorazione della pasta di sale, il giardinaggio in vasi facilmente raggiungibili, la creazione di collage con foto e ritagli, o attività legate al mestiere svolto in passato dalla persona, quando possibile, uniscono tutte queste componenti in un unico gesto significativo.
L'ADATTAMENTO ALLA CONDIZIONE CLINICA
Ogni attività va calibrata sulle capacità reali della persona: nella persona con demenza lieve, attività più articolate e con più fasi restano proponibili; nella demenza più avanzata, occorre semplificare drasticamente, proponendo un solo gesto alla volta, con oggetti familiari e un tempo di esecuzione dilatato, senza fretta e senza correzioni continue che potrebbero generare frustrazione. Nella persona con esiti di ictus o con disabilità motoria, l'attività va scelta e adattata anche in base al lato del corpo interessato, privilegiando compiti che valorizzino la parte funzionalmente più integra senza tuttavia trascurare completamente la stimolazione del lato compromesso.
IL RUOLO DELL'OSS NELLA TERAPIA OCCUPAZIONALE
In molte strutture l'OSS collabora attivamente alla realizzazione delle attività occupazionali pianificate dal terapista occupazionale o dall'équipe riabilitativa, proponendole nel quotidiano, osservando la risposta della persona, e segnalando quali attività generano maggiore coinvolgimento o, al contrario, disagio o rifiuto. Questa osservazione quotidiana, raccolta nel tempo lungo dell'assistenza, è un contributo prezioso alla personalizzazione del piano riabilitativo, spesso più informativo di una singola valutazione specialistica occasionale.