Ogni posizione in cui viene collocata una persona assistita, a letto o in poltrona, risponde a uno scopo clinico preciso: favorire la respirazione, prevenire le lesioni da pressione, agevolare una procedura, oppure gestire un'emergenza. Conoscere queste posizioni, i loro nomi tecnici e le loro indicazioni è una delle competenze più richieste all'esame di qualifica e nei concorsi pubblici per OSS.
LA POSIZIONE SUPINA E LA POSIZIONE DI FOWLER
La posizione supina, con la persona distesa sulla schiena, è la posizione di base da cui si parte per molte manovre. La posizione di Fowler prevede il sollevamento della testata del letto, ed esiste in diverse varianti a seconda dell'angolo di inclinazione: la Fowler bassa o semi-Fowler solleva la testata tra i trenta e i quarantacinque gradi, la Fowler alta la solleva fino a novanta gradi. La posizione semiseduta, che coincide sostanzialmente con la semi-Fowler, con la testata sollevata a circa trenta-quarantacinque gradi, è quella che più favorisce l'espansione della gabbia toracica nella persona anziana o con difficoltà respiratorie, perché riduce la pressione degli organi addominali sul diaframma e facilita l'escursione polmonare.
LA POSIZIONE DI TRENDELENBURG
La posizione di Trendelenburg consiste nell'inclinare l'intero letto in modo che la testa sia più bassa rispetto ai piedi, con il piano del letto inclinato verso il basso dal lato della testa. Viene utilizzata in situazioni specifiche, per esempio per favorire il ritorno venoso al cuore in caso di ipotensione o shock, sotto indicazione sanitaria. La posizione di anti-Trendelenburg è l'esatto opposto, con la testa più alta dei piedi, utilizzata invece per favorire il drenaggio in altre condizioni cliniche.
LA POSIZIONE LATERALE E LE ZONE A RISCHIO DI LESIONE
Nella posizione laterale, o posizione di Sims, la persona è distesa su un fianco. Questa posizione espone a un rischio specifico di lesione da compressione in corrispondenza di alcune zone anatomiche precise: l'orecchio, la spalla, il gomito, l'anca e in particolare il grande trocantere femorale, il ginocchio e il malleolo laterale della caviglia. Sono proprio questi i punti che l'OSS deve controllare più frequentemente e proteggere con cuscini di scarico quando la persona resta a lungo su un fianco.
LA POSTURA IN POLTRONA E LO SCIVOLAMENTO DEL SACRO
Quando una persona viene posizionata in poltrona, un errore frequente è lasciarla scivolare in avanti, con il bacino che avanza rispetto allo schienale: questo scivolamento espone la zona sacrale a un attrito continuo contro il tessuto della seduta, favorendo la formazione di una lesione da pressione. La postura corretta prevede che la seduta sia leggermente inclinata all'indietro, con il bacino ben appoggiato in fondo alla poltrona e la schiena a contatto con lo schienale, in modo da distribuire il peso corporeo ed evitare che il sacro scivoli in avanti.
CAMBIARE POSIZIONE COME PREVENZIONE
Nessuna posizione, per quanto corretta, va mantenuta indefinitamente: il cambio periodico di postura, secondo gli intervalli previsti dal protocollo della struttura, resta la misura di prevenzione più efficace contro le lesioni da pressione, qualunque sia la posizione scelta.